Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
"E' triste quando si vede un uomo che cerca questo ufficio e che fa tante cose per arrivare là e quando arriva là non serve, si pavoneggia, vive soltanto per la sua vanità". "I vescovi costituiscono un unico collegio, raccolto attorno al papa, il quale è custode e garante di questa profonda comunione, che stava tanto a cuore a Gesù e ai suoi stessi apostoli. Com'è bello, allora, quando i vescovi, con il papa, esprimono questa collegialità".
Non si può dover aspettare anni per sapere se un matrimonio è valido o no. "Nel Sinodo straordinario - ha detto - si è parlato delle procedure, dei processi, e c'è una preoccupazione per snellire le procedure, per un motivo di giustizia". "Sempre nel Sinodo alcune proposte hanno parlato di gratuità, si deve vedere...".
Tante volte il Signore "costringe quel cuore, quell'anima a credere che c'è gratuità in Dio, che il dono di Dio è gratis, che la salvezza non si compra: è un grande regalo, che l'amore di Dio ... è il regalo più grande!". "La Chiesa ci chiede di non avere paura della gratuità di Dio". Soltanto, "noi dobbiamo aprire il cuore, fare da parte nostra tutto quello che possiamo; ma la grande festa la farà Lui".
"Sono due tarli che mangiano la consistenza della Chiesa, la rendono debole". "Un medesimo sentire, la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi. Questa è l'aria che Gesù vuole nella Chiesa. Si possono avere opinioni diverse, va bene, ma sempre dentro quest'aria, quest'atmosfera: di umiltà, carità, senza disprezzare nessuno".
Messa di Francesco in suffragio dei cardinali e dei vescovi defunti nel corso dell'anno. "Questo è ciò che predica l'apostolo Paolo: Gesù Cristo crocifisso e risorto. Se Lui non è risorto, la nostra fede è vuota e inconsistente. Ma poiché Egli è risorto, anzi, Egli è la Risurrezione, allora la nostra fede è piena di verità e di vita eterna".
Nella Solennità dei defunti, Francesco sottolinea che “la morte non è l’ultima parola sulla sorte umana, poiché l’uomo è destinato ad una vita senza limiti, che ha la sua radice e il suo compimento in Dio”. Maria, Porta del Cielo, “ci sostenga nel quotidiano pellegrinaggio sulla terra e ci aiuti a non perdere mai di vista la meta ultima della vita che è il Paradiso”.
"Noi quaggiù sulla terra, insieme a coloro che sono entrati nell'eternità, formiamo una sola grande famiglia. Si mantiene questa familiarità". Pregare per Gerusalemme "in questi giorni testimone di diverse tensioni, possa essere sempre più segno e anticipo della pace che Dio desidera per tutta la famiglia umana".
Durante la messa celebrata al cimitero romano del Verano, Francesco commenta tre "immagini" di un brano dell'Apocalisse: "la prima, la devastazione; la seconda, le vittime; la terza, Dio". "Il Signore ci aiuti e ci dia la grazia di questa speranza, ma anche la grazia del coraggio di uscire da tutto quello che è distruzione, devastazione, relativismo di vita, esclusione degli altri, esclusione dei valori, esclusione di tutto quello che il Signore ci ha dato: esclusione di pace".
Nell'omelia di questa mattina, Francesco commenta il Vangelo che contrappone Gesù ai farisei che non guariscono di sabato, che negavano aiuto ai genitori perché "avevano dato tutto al Tempio. Ma chi è più importante? Il Quarto comandamento o il Tempio? Serve il cammino inverso: dall'amore verso la legge".
Francesco incontra i membri della Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowships e li sprona all'unità nella diversità: "Vuol dire riconoscere e accettare con gioia i diversi doni che lo Spirito Santo dà ad ognuno e metterli al servizio di tutti nella Chiesa. È saper ascoltare, accettare le differenze, avere la libertà di pensare diversamente e manifestarlo! Con tutto il rispetto per l'altro che è il mio fratello". Un invito forte a "non dimenticare la natura ecumenica" del movimento carismatico: "Per i persecutori, noi siamo uno! Ecumenismo del sangue".
"A questa generazione - a tante altre - hanno fatto credere che il diavolo fosse un mito, una figura, un'idea, l'idea del male. Ma il diavolo esiste e noi dobbiamo lottare contro di lui". "La salvezza che ci dà Gesù è gratuita", ma siamo chiamati a difenderla.
Ricevendo una delegazione dei vescovi dell'Unione di Utrecht, Francesco riconosce "la nostra crescente distanza su temi attinenti al ministero ed al discernimento etico". D'altro canto, "è stato possibile costruire ponti di intesa reciproca e di cooperazione pratica". "Pregando gli uni per gli altri e gli uni con gli altri, le nostre differenze verranno assunte e superate nella fedeltà al Signore e al suo Vangelo".
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