Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Concludendo la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, papa Francesco dice che "non possiamo considerare le divisioni nella Chiesa come un fenomeno in qualche modo naturale, inevitabile". ""Cristo non può essere diviso! Questa certezza deve incoraggiarci e sostenerci a proseguire con umiltà e con fiducia nel cammino verso il ristabilimento della piena unità visibile tra tutti i credenti in Cristo".
Pubblicati gli atti del simposio sui dieci anni della nostra agenzia. Padre Gheddo, fondatore di AsiaNews, ne spiega la storia, i motivi del suo successo e le sfide missionarie.
"Umiliarsi, e sempre fare il ponte, sempre. Sempre. E questo è essere cristiano. Non è facile. Non è facile. Gesù lo ha fatto". L'importante è "cercare la pace il più presto possibile", con una parola, un gesto. "Un ponte piuttosto che un muro".
"Una comunità cristiana, quando soffre - alcuni dei membri - di invidia, di gelosia, finisce divisa: uno contro l'altro. E' un veleno forte questo. E' un veleno che troviamo nella prima pagina della Bibbia con Caino".
Nel messaggio per la 48ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali Francesco scrive che i media possono facilitare la cultura dell'incontro e del farsi "prossimo". La Chiesa percorra anche le "strade" digitali per trasmettere "la bellezza di Dio".
A miliardari, leader politici e businessmen, il pontefice chiede di salvaguardare la dignità dell'uomo e il bene comune, per sostenere gli affamati e i profughi. Per questo è necessario che l'orizzonte dell'economia non sia solo il mercato e la crescita, ma il valore trascendente dell'uomo. Il papa si augura che queste preoccupazioni e sfide non siano solo belle intenzioni, "un'aggiunta per completare un discorso".
All'udienza generale Francesco ricorda la conferenza che si apre oggi a Montreux. La Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani: superare lo "scandalo" delle divisioni e "trovare in altri cristiani qualcosa di cui abbiamo bisogno, qualcosa che potremmo ricevere come un dono dai nostri fratelli e dalle nostre sorelle".
Dio, che ha un rapporto "personale" con ognuno sceglie sempre i piccoli, "i deboli e i miti, per confondere i potenti della terra", perché guarda alla nostra umiltà, per cui "la fedeltà cristiana, la nostra fedeltà, è semplicemente custodire la nostra piccolezza, perché possa dialogare con il Signore".
"Nel Vangelo, Gesù è chiaro in questo, è molto chiaro: vino nuovo in otri nuovi. Il vino lo porta Dio, ma dev'essere ricevuto con questa apertura alla novità. E questo si chiama docilità. Noi possiamo domandarci: io sono docile alla Parola di Dio o faccio sempre quello che io credo che sia la Parola di Dio? O faccio passare la Parola di Dio per un alambicco e alla fine è un'altra cosa rispetto a quello che Dio vuole fare?".
All'Angelus, papa Francesco ribadisce che sull'esempio di Gesù, solo l'amore vince il male e il peccato. La Chiesa non è "una cittadella assediata", ma "una città posta sul monte, aperta, accogliente e solidale". Un grazie agli scalabriniani per il loro impegno a favore dei migranti e contro "i mercanti di carne umana".
Nell'omelia della messa a Santa Marta, papa Francesco mette in guardia i cristiani contro la "normalità mondana", che dimentica l'elezione ricevuta e fa vivere in un "complesso di inferiorità" per non essere "un popolo normale". Per non cadere, è importante aprire il cuore alla Parola di Dio, per camminare sulla strada "vera".
"La Parola di Dio in quegli scandali era rara; in quegli uomini e in quelle donne la Parola di Dio era rara! Non avevano un legame con Dio! Avevano una posizione nella Chiesa, una posizione di potere, anche di comodità. Ma la Parola di Dio, no!".
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