Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Videomessaggio al termine del colloquio di oggi in Vaticano. Il no alla fame, agli abusi, allo sfruttamento. “Grida vendetta al cospetto di Dio l’uso della religione per incitare all’odio, alla violenza”, “ma grida vendetta al cospetto di Dio anche la corsa agli armamenti e al riarmo nucleare. Ed è immorale non soltanto l’uso ma anche il possesso di armi nucleari”.
Incontrando un gruppo di rifugiati, Francesco ha detto che bisogna svuotare i campi di detenzione in Libia “luoghi di tortura e schiavitù ignobile?” e “non è bloccando le loro imbarcazioni che si risolve il problema”.
Francesco ha ricevuto sei nuovi ambasciatori. “Si tratta di abbandonare il desiderio di dominare gli altri e imparare a guardarci a vicenda come persone, come figli di Dio, come fratelli”. “Sempre più spesso vediamo che la pace è ostacolata anche dalla mancanza di rispetto per la nostra casa comune e in particolare dallo sfruttamento abusivo delle risorse naturali”.
Il presepe “porta il Vangelo nei posti dove si vive: nelle case, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e di ritrovo, negli ospedali e nelle case di cura, nelle carceri e nelle piazze. E lì dove viviamo ci ricorda una cosa essenziale: che Dio non è rimasto invisibile in cielo, ma è venuto sulla Terra, si è fatto uomo., bambino”.
Non saranno più coperti dal segreto pontificio – il più alto dell’ordinamento canonico – le denunce, i processi e le decisioni riguardanti i casi di violenza e di atti sessuali compiuti da un chierico sotto minaccia o abuso di autorità o di abuso sui minori e su persone vulnerabili; i casi di pedopornografia; i casi di mancata denuncia e copertura degli abusatori da parte dei vescovi e dei superiori generali degli istituti religiosi.
L’odierno incontro con l’“Associazione nazionale lavoratori anziani” ha dato occasione a papa Francesco per sottolineare il “dono” che viene dalla “espansione dell’impegno degli anziani nel volontariato e nell’associazionismo” e l’importanza del “”dialogo” per trasmettere ai giovani l’esperienza di una famiglia, di una comunità, di un popolo”.
“Mettere Dio nell’angolo” e non lasciarsi coinvolgere sono atteggiamenti di “’cristiani all’acqua di rosa’; cristiani così: senza consistenza. Un atteggiamento è mettere nell’angolo Dio: ‘O mi fai questo o non andrò più in una chiesa’. E cosa risponde Gesù?: ‘Vai, vai. Arrangiati’”.
Francesco ha celebrato con la comunità filippina di Roma la Simbang Gabi (Messa della notte). “La salvezza è offerta a tutti, ma il Signore manifesta una tenerezza speciale per i più vulnerabili, i più fragili, i più poveri del suo popolo”. Siccome gli abitanti delle periferie esistenziali continuano ad essere ancora molti, dobbiamo chiedere al Signore di rinnovare il miracolo del Natale ogni anno, offrendo noi stessi come strumenti del suo amore misericordioso verso gli ultimi”.
Migliaia di bambini all’Angelus hanno portato le statuine del “bambinello” del presepe per farle benedire dal papa. “Tra meno di un anno, dal 13 al 20 settembre 2020, si celebrerà a Budapest il 52mo Congresso eucaristico internazionale”.
In Europa autorità scolastiche o cittadine proibiscono presepi, canti natalizi, rappresentazioni teatrali della Natività perché “offendono le altre religioni”. Ciò che li muove non è il rispetto verso le altre religioni, ma il disprezzo di ogni religione e di quella cattolica in particolare. Persone lontane dalla fede fanno il presepio per uno slancio inconfessato di nostalgia di Dio. I presepi dall’Africa, dalla Cina, dal Vietnam, dal Perù raccontano qualcosa dei missionari. Anche loro hanno vissuto lo stile di Gesù: l’incarnazione, la pazienza, l’immersione nella cultura, la tenerezza e il dono di sé.
“È determinante per la Chiesa e per la credibilità del suo annuncio che essa viva e testimoni in prima persona la misericordia. Il suo linguaggio e i suoi gesti devono trasmettere misericordia per penetrare nel cuore delle persone e provocarle a ritrovare la strada per ritornare al Padre”.
Non ridurre il ruolo della donna nella Chiesa a mera funzionalità, cioè a funzioni e compiti da svolgere, perché questo atteggiamento riduce la natura e la chiamata della donna stessa”.
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