Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Sono stati il “discepolo missionario” che “esce” per offrire a tutti il dono della Parola di Gesù e anche “bambini, bambine e donne esposti alla prostituzione e alla tratta” i temi della prima messa celebrata da papa Francesco a Bangkok. Il discepolo missionario “non è un mercenario della fede né un procacciatore di proseliti, ma un mendicante che riconosce che gli mancano i fratelli, le sorelle e le madri, con cui celebrare e festeggiare il dono irrevocabile della riconciliazione che Gesù dona a tutti noi”.
“La comunità internazionale agisca con responsabilità e lungimiranza”, per “risolvere i problemi che portano a questo tragico esodo”. Libertà, dialogo, fraternità e protezione dei bambini gli altri temi toccati da papa Francesco nella giornata in Thailandia dedicata agli incontri con le autorità politiche, civili e religiose del Paese e anche a sanitari e malati di un ospedale cattolico.
Il dato complessivo è calato del 15,2% rispetto all’anno precedente. Ma almeno 71 nazioni al mondo hanno registrato una vittima. È il secondo maggior dato dall’inizio del secolo. Per la prima volta dal 2003 l’Iraq non è la nazione con il dato più elevato di attacchi e vittime. Dietro il calo il “collasso” dell’Isis.
Videomessaggio di Francesco in occasione della Giornata della gioventù organizzata nelle diocesi settentrionali del Vietnam. “Ogni cammino dato dal nostro Signore è sempre un andare missionario”. “Vorrei affidare al Signore, Padre misericordioso, i trentanove migranti vietnamiti che sono morti in Inghilterra il mese scorso”.
Dopo l’arrivo, Francesco si è trasferito in auto alla nunziatura per pranzare, riposare e nel pomeriggio, celebrare la Messa in privato. I primi appuntamenti e i primi discorsi, 8 solo nella tappa thailandese, inizieranno domani, 21 novembre.
Stamattina la preghiera alla Salus populi romani e alle 19 la partenza per Bangkok dove arriverà domani. Il programma del 32mo viaggio apostolico di Francesco.
Nabeshima Tomohisa, 52 anni, kannushi (sacerdote-capo) del santuario di Yutoku Inari a Kashima (prefettura di Saga, isola del Kyushu), parla delle sue speranze legate alla visita di papa Francesco in Giappone (23-26 novembre). “Anche se di religioni diverse, abbiamo lo stesso cuore e gli stessi desideri da esprimere: soprattutto il dono della pace nel mondo”. “Il Cristianesimo è una religione degli stranieri però Cristo e Maria sono come i nostri zii che abitano vicino a noi”.
In un messaggio al Programma mondiale alimentare Francesco scrive che “In molti luoghi i nostri fratelli e sorelle non hanno accesso a cibo sufficiente e salutare, mentre in altri il cibo viene scartato e sperperato. Questo è ciò che il mio predecessore San Giovanni Paolo II ha definito il paradosso dell'abbondanza”.
Videomessaggio di Francesco alla vigilia del viaggio che compirà nel Paese del sol levante e in Tailandia. “Confido che la mia visita vi incoraggi nel cammino del rispetto mutuo e dell’incontro che conduce a una pace sicura e che dura nel tempo, che non torna indietro. La pace ha questo di bello, che quando è reale, non indietreggia: la si difende con i denti”
Nell’occasione della Giornata mondiale dei poveri, papa Francesco pranzerà con loro in aula Paolo VI. Diocesi e parrocchie in tutto il mondo hanno promosso iniziative simili di solidarietà. Un applauso per padre Emilio Moscoso, sacerdote martire gesuita, ucciso nel 1897, proclamato ieri beato a Riobamba (Ecuador). La “speranza in Dio, consente di non lasciarsi abbattere dai tragici eventi. Anzi, essi sono «occasione di dare testimonianza»”. I martiri cristiani dei nostri tempi, nonostante le persecuzioni, sono uomini e donne di pace.
Nella Giornata mondiale dei poveri, papa Francesco parla dei poveri come “i portinai del Cielo”. Essi facilitano l’accesso a Dio che è amore. La tentazione della “fretta” e del “tutto e subito”, che fa ritenere “inutili” e “scarto” chi rimane indietro: “anziani, nascituri, persone disabili, poveri”. La tentazione di parlare “la lingua dell’io” e non “la lingua di Gesù”, che è “la lingua del tu”. “Io, cristiano, ho almeno un povero per amico?”.
“Confido – dice Francesco nel messaggio, in spagnolo - che la mia visita contribuisca a mettere in rilievo l’importanza del dialogo interreligioso, della comprensione reciproca e della cooperazione fraterna, specialmente nel servizio ai poveri, ai più bisognosi e nel servizio alla pace”.
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