Il prezzo della pace per l’Armenia
Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.

Quando il premier Pasynian evoca una pace con l’Azerbaigian “che duri 400 anni” non espone solo un’iperbole politica. Guarda a un futuro per Erevan che non sia appeso agli equilibri regionali di turno.
Card. Gracias, “il diritto canonico e la teologia possono fare molto di più per promuovere il ruolo delle donne nella Chiesa”. Suor Roselei Bertoldo, “ il fatto che siamo state chiamate al Sinodo non solo a partecipare, ma ad essere parte attiva del processo sinodale è un frutto del fatto che noi reclamiamo di diventare protagoniste”.
“La Chiesa è chiamata a essere sempre con le porte aperte, così che, se qualcuno vuole seguire una mozione dello Spirito e si avvicina cercando Dio, non si incontrerà con la freddezza di una porta chiusa”. In Cile si cerchi nel dialogo una soluzione alla crisi.
Vescovo del Suriname: “una economia ingiusta perché la ricchezza va solo all’Occidente e la povertà resta a noi”. “Le foreste scompaiono perché il mondo ricco vuole mangiare carne”. Mons. Fisichella: "Le popolazioni indigene, recentemente evangelizzate, hanno bisogno di una espressione della fede e della testimonianza che potrebbe avere, come in altri riti, il clero uxorato”.
Card. Schönborn: “Il tema ministeriale è importante, fa parte dei nuovi cammini per la Chiesa in Amazzonia. Il ruolo delle donne nelle nostre comunità, insieme a quello dei ministri istituiti e dei ministri ordinati, è certamente un tema di cui si discute al Sinodo: vediamo quali saranno alla fine le proposte che verranno sottoposte al Santo Padre”.
Messaggio agli indù del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso in occasione della festa di Diwali. La religione fondamentalmente ci ispira a vedere nell’altro un fratello da sostenere e da amare e, inoltre, “ci insegna, a rispettare la dignità inviolabile e i diritti inalienabili degli altri senza alcun pregiudizio ingiustificato nei confronti del loro credo o cultura
Nella Giornata missionaria mondiale Francesco ha detto che “i credenti sono chiamati a portare ovunque, con nuovo slancio, la buona notizia che in Gesù la misericordia vince il peccato, la speranza vince la paura, la fraternità vince l’ostilità”. Ricordato don Alfredo Cremonesi, missionario del PIME. “Ucciso in Birmania nel 1953, fu infaticabile apostolo di pace e zelante testimone del Vangelo, sino all’effusione del sangue”.
Celebrata oggi la beatificazione del martire nella cattedrale di Crema. Insieme al card. Angelo Becciu, erano presenti il vescovo della città, mons. Daniele Gianotti, e mons. Isaac Danu, vescovo di Taungngu (Myanmar). Oggi è il 95mo anniversario della prima messa di p. Cremonesi. Il pellegrinaggio missionario ai luoghi storici della sua vita. “Stimolo per i giovani a riflettere sulla bellezza della vocazione missionaria, vissuta con entusiasmo e totale impegno”.
Su 12 Circoli minori, cinque sono a favore; quattro contro; altri tre lasciano al papa la decisione, o chiedono la convocazione di un Sinodo universale. Unità nell’analisi dei problemi ecologici e sulle violenze subite dagli indios. Occorre valorizzare la figura e il contributo delle donne all’evangelizzazione. La proposta di un “rito amazzonico”.
Nei media laici ed ecclesiali il senso della missione è ridotto a cose da fare, a pauperismi, a posizioni ideologiche. Si tace sul “perché” un missionario dà la vita. La passione e il desiderio che i popoli conoscano l’amore di Gesù Cristo permette uno slancio profetico capace di percepire e aiutare lo sviluppo e il destino dei popoli.
La cerimonia presieduta dal card. Becciu si svolgerà nella cattedrale di Crema. P. cremonesi ha speso oltre 30 anni della sua vita in missione nell’allora Birmania. Era chiamato “il moto perpetuo” per la sua inquietudine e la sua passione nell’evangelizzazione. "Se nascessi mille volte, mille volte tornerei in missione". Da subito riconosciuto martire dai suoi fedeli.
In un messaggio per l’odierna Giornata mondiale dell’alimentazione, Francesco afferma che la contemporanea esistenza di 820 milioni di persone che soffrono la fame e di 700 milioni di persone in sovrappeso dimostra la necessità di ritornare alla semplicità e alla sobrietà.
“Chiediamo oggi la grazia di lasciarci stupire dalle sorprese di Dio, di non ostacolare la sua creatività, ma di riconoscere e favorire le vie sempre nuove attraverso cui il Risorto effonde il suo Spirito nel mondo e attira i cuori facendosi conoscere come il «Signore di tutti» (At 10,36)”.
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