Caucaso

Articolo in evidenza

  • Il tramonto di Mekhtiev, l'uomo di fiducia dei russi a Baku

    Dopo aver rappresentato le caste di potere per mezzo secolo, a 87 anni è stato accusato di voler rovesciare il regime degli Aliev. Il suo arresto è il simbolo della nuova posizione dell’Azerbaigian sull’arena internazionale, che porta a compimento la campagna bellica di riconquista del Karabakh e la ridefinizione dei rapporti con gli altri Paesi del Caucaso e del Medio Oriente

  • Nuovi arresti di vescovi e sacerdoti in Armenia

    Nel contesto della dura opposizione alle politiche del premier Pašinyan, arrestato anche il vescovo Mkrtič, a capo dell'eparchia di Aragatsotn, insieme a sei sacerdoti diocesani. Da giugno è in carcere l’arcivescovo Bagrat Galstanyan, il primo a schierarsi apertamente contro il capo del governo. Gli avvocati della Chiesa Apostolica armena: grave violazione del diritto.

  • L’importanza del 'Corridoio di Trump' per l’Asia centrale

    I contestati 40 chilometri tra i confini azerbaigiani e l’enclave di Nakhičevan attraverso il territorio armeno hanno unìimportanza fondamentale per tutta la regione. Il Corridoio non si limiterà a riunire i territori azerbaigiani attraverso l’Armenia, ma permetterà di abbreviare significativamente tutto l’itinerario eurasiatico e del Corridoio Transcaspico, indispensabile per i trasporti che devono evitare le sanzioni contro la Russia.

  • Elezioni e rivoluzioni a Tbilisi

    Il partito del Sogno Georgiano ha conquistato tutti i seggi municipali e regionali nel voto amministrativo boicottato dall'opposizione. Mentre premier Iraklij Kobakhidze ha definito un "tentativo di golpe fallito" i raduni di protesta che hanno preso d'assalto il palazzo presidenziale nel centro della capitale.

  • Diciassette secoli di storia dietro alla crisi politico-religiosa di Erevan

    L'opposizione del katholikos Karekin II alla politica del premier Pašinyan sugli accordi con l'Azerbaigian è solo l'ultimo capitolo di una "concorrenza" che affonda le sue radici nelle origini stesse di quello che fu il primo Stato cristiano al mondo. E il Karabakh, che la Chiesa non vuole cedere definitivamente, negli anni della dominazione sovietica fu un simbolo della difesa della propria identità.

  • Vini georgiani: Tbilisi conferma i sussidi agli agricoltori

    Mentre nel Paese continua lo scontro fra filo-russi ed europeisti, il governo si è impegnato a garantire l'acquisto di tutte le uve che non saranno comprate dal settore privato. Ma secondo gli enologi locali questa politica, eredità dell'era sovietica, non contribuisce all'innalzamento della qualità della produzione.

  • La pace sospesa tra Armenia e Azerbaigian

    L’incontro di Washington ha sancito il ruolo di mediatore degli Usa al posto della Russia. Restano ancora molti i punti da definire, fra cui le cause internazionali reciproche fra Erevan e Baku, frontiere e prigionieri. Ma il nodo centrale è l’apertura del cosiddetto “Corridoio di Zangezur”, ribattezzato “Corridoio di Trump” e sotto il controllo americano. La sfida della Chiesa armena.

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