Missionari della Sacra Famiglia: un secolo nel Kalimantan

Il 27 febbraio 1926 i missionari, partiti da Amsterdam, giunsero a Laham, proseguendo l’opera dei cappuccini avviata nel 1907. Il centro si spostò a Tering e la missione si espanse fino alla nascita di quattro diocesi. Celebrato in questi giorni il centenario.

di Mathias Hariyadi

Barong Tongkok (AsiaNews) - Il 27 febbraio 1926, tre Missionari della Sacra Famiglia (Msf) giunsero a Laham, nell’entroterra del Kalimantan Orientale. Da questo insediamento situato lungo il corso superiore del fiume Mahakam, la missione si estese a Tering, Barong Tongkok, Samarinda, Balikpapan, Banjarmasin, Tarakan e in altre zone. Un secolo dopo, questo cammino viene ricordato come un capitolo importante nella crescita della Chiesa cattolica nel Kalimantan.

Tre missionari aprono un nuovo capitolo

I missionari erano p. Frans Groot, p. J. van der Linden e fr. Egidius Stoffels. I tre erano partiti da Amsterdam l’1 gennaio 1926 per intraprendere l’opera missionaria nel Borneo. Il loro arrivo non segnò l’inizio dell’intera opera missionaria cattolica nel Kalimantan Orientale. Essi, infatti, proseguirono l’opera avviata dai missionari cappuccini nel 1907. A causa del numero limitato di personale e della vasta area da servire, i cappuccini chiesero di continuare la missione.

Per i Missionari della Sacra Famiglia, l’arrivo a Laham segnò l’inizio di un lungo percorso di servizio missionario in Indonesia. I tre ereditarono un campo di lavoro impegnativo: territori vastissimi, viaggi difficili e villaggi accessibili solo via fiume o attraverso stretti sentieri. Nei primi anni, proseguirono le attività pastorali ed educative avviate dai loro predecessori. Dovettero imparare a conoscere la regione, comprendere le comunità locali e instaurare rapporti.

Il loro impegno non ha prodotto risultati immediati e su larga scala. Ciononostante, i missionari hanno perseverato, trovando gradualmente il modo di estendere la loro opera a un’area più ampia.

1928: Tering diventa un centro di sviluppo missionario

Dopo aver esaminato le condizioni del territorio di missione, i missionari giunsero alla conclusione che Laham non fosse in una posizione strategica per fungere da centro principale delle attività missionarie. La sua distanza dai centri amministrativi e commerciali non facilitava le comunicazioni, l’approvvigionamento dei beni di prima necessità e il coordinamento del lavoro pastorale.

Nel 1928, Tering iniziò a svilupparsi come centro missionario. Negli anni successivi, il fulcro dell’attività missionaria fu trasferito da Laham a Tering, considerata in una posizione migliore per servire sia l’entroterra che il corso inferiore del fiume Mahakam. Alcune fonti storiche collocano il trasferimento del centro missionario nel 1932.

Il trasferimento rappresentò un’importante svolta nella storia della missione Msf nel Kalimantan. L’opera pastorale non era più concentrata in un unico villaggio, ma si sviluppò sempre più attraverso una rete di stazioni che servivano una regione più ampia.

Da Tering, i missionari estesero la loro opera in varie località. Il loro ministero raggiunse Balikpapan, Samarinda, Tarakan, Banjarmasin e diversi insediamenti lungo il corso superiore del Mahakam, tra cui Long Pahangai e Tiong Ohang. La creazione di nuove stazioni missionarie avvenne gradualmente. Balikpapan iniziò a ricevere l’attenzione dei missionari nei primi anni ’30, seguita dallo sviluppo del ministero a Samarinda, Tarakan e in altre aree. E nell’entroterra, a Long Pahangai, Tiong Ohang, Mamahak Besar e Barong Tongkok, che estesero la missione a comunità in precedenza di difficile accesso.

Dall’entroterra a Banjarmasin

La missione non si limitò al Kalimantan Orientale. La sua opera si estese anche al Kalimantan Meridionale e, successivamente, al Kalimantan Centrale. A Banjarmasin, le attività pastorali si svilupparono per servire le comunità cattoliche che vivevano in città, comprese persone di diversa provenienza. La Chiesa della Sacra Famiglia divenne infine uno dei principali centri della vita cattolica nella regione.

Il 21 maggio 1938 fu istituita la Prefettura Apostolica di Banjarmasin, che comprendeva il Kalimantan Meridionale, Centrale e Orientale. P Jacobus Kuster ne divenne il primo prefetto apostolico. L’istituzione segnò una nuova fase nell’organizzazione della Chiesa cattolica in una regione precedentemente servita attraverso la rete missionaria degli Msf. Il 10 marzo 1949, la Prefettura Apostolica di Banjarmasin fu elevata a Vicariato Apostolico. Questo cambiamento rifletté lo sviluppo della struttura organizzativa della Chiesa e la crescente necessità di coordinare il ministero pastorale su un vasto territorio.

Da Banjarmasin, l’opera missionaria si estese gradualmente verso l’interno del Kalimantan Centrale. Questo processo richiese esplorazioni, lunghi viaggi e approcci pastorali adattati alle circostanze delle comunità locali. 

1955–1961: Samarinda diventa un territorio ecclesiastico autonomo

Lo sviluppo dell’opera missionaria nel Kalimantan Orientale portò alla creazione di una struttura ecclesiastica più indipendente. Il 21 febbraio 1955 fu istituito il Vicariato Apostolico di Samarinda, con un territorio separato dal Vicariato Apostolico di Banjarmasin. All’epoca, la regione contava circa 4.955 cattolici, assistiti da 23 sacerdoti e quattro fratelli. Il 3 gennaio 1961, i territori ecclesiastici di Banjarmasin e Samarinda furono elevati a diocesi: una pietra miliare significativa nella storia della Chiesa cattolica nel Kalimantan, poiché le comunità che si erano sviluppate attraverso le strutture missionarie acquisirono un quadro istituzionale più consolidato.

Tuttavia, l’istituzione delle diocesi non significava che l’opera missionaria fosse conclusa. Il vasto territorio del Kalimantan, le diverse condizioni geografiche e le continue esigenze delle comunità cattoliche richiedevano ancora la presenza di sacerdoti, frati, suore e la partecipazione attiva dei laici.

1993–2003: nascita di quattro diocesi

La crescita della Chiesa cattolica nel Kalimantan è proseguita tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo. Nel 1993 fu istituita la diocesi di Palangka Raya, con il vescovo Julius Aloysius Husin, Msf, come primo pastore. Nel 2002 seguì la diocesi di Tanjung Selor, con il vescovo Yustinus Harjosusanto, Msf. Nel 2003, Samarinda fu elevata ad arcidiocesi. Questi sviluppi hanno portato alla formazione di quattro principali territori ecclesiastici nel Kalimantan: l’arcidiocesi di Samarinda, la diocesi di Banjarmasin, la diocesi di Palangka Raya e la diocesi di Tanjung Selor.

Questi quattro territori rappresentano una parte importante della storia della missione Msf. Partendo da Laham e Tering, le attività missionarie si sono sviluppate fino a formare una rete di comunità cattoliche e istituzioni ecclesiastiche al servizio di vaste aree del Kalimantan. Questa trasformazione ha segnato anche la crescita della responsabilità locale all’interno della Chiesa. I sacerdoti e i leader ecclesiastici indonesiani hanno assunto sempre più ruoli di guida, mentre i cattolici locali sono diventati protagonisti essenziali nella vita e nello sviluppo delle loro comunità.

Dai missionari pionieri alla Chiesa locale

Un secolo di opera missionaria della Msf nel Kalimantan non può essere misurato esclusivamente in base al numero di stazioni missionarie, parrocchie o diocesi fondate. Uno dei suoi risultati più significativi è stata la nascita di ministri della Chiesa provenienti proprio dal popolo indonesiano stesso.

Il vescovo Julius Aloysius Husin e il vescovo Florentinus Sului Hajang Hau, provenienti dalle comunità Dayak, sono diventati figure di spicco nella storia della partecipazione indigena alla guida della Chiesa. Negli anni successivi, vescovi e sacerdoti indonesiani hanno proseguito il ministero pastorale in tutta la regione. La loro presenza ha dimostrato che la missione aveva raggiunto una fase in cui la Chiesa locale si assumeva sempre più la responsabilità della propria vita spirituale e della propria missione evangelizzatrice.

L’eredità dei primi missionari non risiede solo nelle istituzioni da loro fondate, ma anche nelle opportunità che hanno contribuito a creare affinché le generazioni future potessero diventare ministri, leader ed evangelizzatori nella propria terra d’origine. Questo percorso non è stato certamente solo merito della MSF. I missionari cappuccini che iniziarono la loro opera nel 1907, le suore, gli operatori pastorali locali e le comunità che hanno accolto e sostenuto lo sviluppo della vita cattolica hanno tutti contribuito a questa storia.

2026: ricordare la storia, portare avanti la missione

L’anno 2026 segna il centenario dell’arrivo di quei primi tre missionari Msf a Laham. La commemorazione, tenutasi domenica scorsa, 18 ottobre, richiama l’attenzione sul punto di partenza del cammino della congregazione nel Kalimantan, invitando al contempo la generazione attuale a riflettere sul significato di quella storia per il futuro.

Il programma commemorativo comprende un pellegrinaggio storico a Laham, Tering e Barong Tongkok; seminari sulla storia e sulla spiritualità missionaria; nonché attività che coinvolgono i giovani cattolici e i chierichetti. Il culmine delle celebrazioni si è svolto domenica scorsa a Barong Tongkok, in coincidenza con la Giornata Missionaria Mondiale. Il programma prevedeva l’inaugurazione del Museo Padre Berthier, una celebrazione eucaristica di ringraziamento e spettacoli culturali.

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