Kuala Lumpur (AsiaNews) - La realtà multietnica e plurireligiosa della Malaysia rende necessario un delicato equilibrio tra i suoi fattori costituenti per evitare o redimere sospetti e contrasti. Allo stesso tempo la sua politica verso immigrati irregolari, profughi o rifugiati riconosciuti, spesso giunti dopo lunghi e pericolosi viaggi via mare, continua a mostrare una severità eccessiva che ne rende pressoché impossibile accoglienza e integrazione.
Il Paese ospita una popolazione di 35 milioni, tra le più eterogenee della regione, plasmata da una ricca storia migratoria. Oggi, secondo diverse fonti del governo malese e della Banca mondiale la Malaysia, accoglie tra i 2,6 e i 5,5 milioni di migranti – tra regolari che irregolari – e quasi 260mila rifugiati e richiedenti asilo confermati dall'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).
I lavoratori migranti rappresenterebbero circa un quinto della forza lavoro. In questo contesto complesso e di difficile gestione – ma per diversi aspetti necessario – l'iniziativa Dari Dapur (Storie dalla cucina) punta a creare uno spazio di confronto significativo e positivo sulle migrazioni attraverso il linguaggio universale del cibo. Le diverse tradizioni gastronomiche (malese-musulmana, indiana meridionale, cinese, europea e molte altre locali) e le le loro commistioni sono un fattore riconosciuto e apprezzato del “crogiolo” malese, all’interno come all’estero.
Da questo elemento comune prende spunto una serie di video sulla condivisione di esperienze culinarie dei vari gruppi di popolazione locale o immigrata. L'iniziativa, avviata nel 2023, è stata rilanciata in questi giorni con una nuova serie di video che saranno postati su YouTube, sostenuta dall'Ufficio regionale Onu per i Rifugiati, dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni e da altri partner con il motto “Siamo tutti fatti degli stessi ingredienti” (We are all made of the same ingredients).
Finanziata dal Malaysia-UN Sustainable Development Goal Trust Fund, la serie - di cui è già online un nuovo episodio - presenterà cinque cortometraggi in cui personaggi pubblici si uniscono a migranti e rifugiati nelle loro cucine per preparare insieme ricette dei rispettivi Paesi d'origine, scambiarsi storie di vita, famiglia e viaggi e scoprire quanto abbiano in comune.
“In momenti in cui prendono piede narrazioni di divisione, Dari Dapur ci ricorda il potere della condivisione di un pasto e di una conversazione. Questa nuova stagione mette in luce le speranze, i sogni e le realtà quotidiane che ci uniscono tutti, indipendentemente dalle nostre origini”, ha dichiarato Cynthia Veliko, rappresentante dell'Ufficio regionale Onu per i diritti umani nel Sud-Est asiatico.
“Valori come il rispetto, la comprensione e l’accettazione sono da tempo parte integrante del tessuto sociale della Malesia e Dari Dapur contribuisce a dare loro vita all'interno delle nostre comunità”, conferma Heba Abdellatif, a capo della missione dell'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim) in Malaysia.




















