Autisti di Grab schiavi dell'algoritmo, sciopero contro le commissioni

Centinaia di conducenti vietnamiti preparano un boicottaggio di due giorni contro le trattenute della piattaforma, che secondo gli autisti arrivano fino al 40-45% della corsa. Dal 2024 Grab applica un sistema di tariffazione flessibile basato su diversi fattori. E con una quota di mercato stimata al 70%, trovare alternative non è semplice.

Hanoi (AsiaNews) - “Il 12 e 13 settembre spegniamo l’app”. È l’appello che in questi giorni circola nei gruppi Facebook dei conducenti di Grab in Vietnam. Centinaia di lavoratori stanno organizzando un boicottaggio di due giorni per protestare contro le commissioni e le altre trattenute applicate dalla piattaforma, che permette ai clienti di ordinare corse in mototaxi oppure cibo e altri servizi a domicilio. Per ora la mobilitazione, nata sui social network, appare ancora informale, ma sta rapidamente guadagnando consensi tra i conducenti, preoccupati per il calo dei guadagni a fronte dell'aumento del costo della vita.

La protesta è iniziata nei primi giorni di settembre, quando diversi autisti hanno cominciato a segnalare nei gruppi dedicati alla categoria entrate particolarmente basse dopo le deduzioni effettuate da Grab. La sera del 7 settembre, un account ha pubblicato un appello nel gruppo “Grab Drivers Community Vietnam”, che conta circa 166mila membri: “Stiamo insieme, tutti. Il 12 e il 13. È davvero ingiusto”.

Il messaggio, accompagnato da una fotografia di alcuni conducenti accanto a uno striscione contro l’aumento delle commissioni e delle tasse a carico degli autisti, ha raccolto oltre 3mila interazioni e si è rapidamente diffuso in altri gruppi online della categoria.

Uno dei conducenti ha spiegato così il motivo della protesta: “Grab applica una tariffa esorbitante. Per una corsa incassa 18mila dong, ma al conducente ne arrivano soltanto 9.630. Ci sono 3mila dong di commissione per l’utilizzo della piattaforma, anche se l’app dispone già di tutti i dati, e 2mila dong per corsa per l’iscrizione a Ride Cover, la copertura assicurativa. Alla fine le trattenute arrivano a circa il 40-45% per ogni corsa”.

Un altro autista ha raccontato di aver guadagnato appena 230mila dong, circa 8 euro, dopo le spese per un turno di otto ore. “Sono uscito alle 17.30 e sono tornato a casa all’1.30. Otto ore. Dopo aver speso 70mila dong per la benzina, me ne sono rimasti 230mila. Mi fa male la schiena. È davvero amaro”.

Altri conducenti hanno messo a confronto le tariffe attuali con quelle di un anno fa. “Un anno fa un autista riceveva 15mila dong per una corsa di tre chilometri, senza contare la distanza percorsa per raggiungere il passeggero. Ora ne riceviamo soltanto 13mila, mentre il passeggero paga 25mila”, ha scritto uno di loro, ricordando che Grab dichiara per il servizio GrabBike commissioni comprese tra il 20 e il 27%. “Il passeggero paga 25mila e il conducente riceve 13mila. Non sembra irragionevole? Le tariffe stanno diminuendo da circa un mese, mentre il costo della vita continua a salire. Tutto diventa più caro, ogni giorno, ogni anno”.

Nei gruppi online c’è tuttavia anche chi teme di non potersi permettere due giornate senza lavorare. “Ho dei debiti, quindi per favore capite che continuerò a guidare il 12 e il 13. Non ho altra scelta”, ha scritto per esempio un conducente. Un altro ha invitato i colleghi a riflettere sulle conseguenze dello sciopero: “Prima di decidere di spegnere l’app, pensateci bene. Che lavoro farete per andare avanti? Non agite d’impulso. E l’ultima cosa che voglio ricordarvi è: pensate alle vostre mogli e ai vostri figli a casa”.

I conducenti operano come partner della piattaforma e non come dipendenti tradizionali. Questo rende più difficile per loro negoziare collettivamente le condizioni di lavoro e ottenere garanzie paragonabili a quelle dei lavoratori subordinati.

Grab, da parte sua, non ha finora fornito una risposta alle richieste dei conducenti. Nei gruppi è circolato un messaggio attribuito all’azienda nel quale si inviterebbero gli autisti a “non spegnere l’app di propria iniziativa” il 12 e 13 settembre, pena la possibile “cancellazione permanente” dell’account. L’autenticità dell’avviso, però, non è stata verificata. La testata locale Luật Khoa ha riferito di aver cercato ripetutamente di contattare Grab Vietnam e il suo ufficio di rappresentanza ad Hanoi il 9 settembre, senza ricevere risposta.

Grab è entrata nel mercato vietnamita nel 2014 e nei primi anni aveva rinunciato alle commissioni per conquistare una quota significativa del settore. Nel 2017 ha introdotto una commissione del 15%. Nel gennaio 2018 la percentuale è poi aumentata, passando dal 20 al 23,6%, e centinaia di conducenti di GrabBike si sono radunati spegnendo l’app e radunandosi davanti agli uffici dell’azienda ad Hanoi. Nel settembre dello stesso anno la commissione è arrivata al 20% in un’altra modifica delle condizioni applicate ai conducenti. Nel dicembre 2020 il prelievo ha raggiunto il 27,27%, provocando una nuova protesta ad Hanoi.

Il nodo riguarda soprattutto il modo in cui Grab calcola la propria quota. Dal 2024 l’azienda ha introdotto in diverse aree del Vietnam una cosiddetta “commissione per l’utilizzo flessibile dell’applicazione”, applicata alle singole corse e agli ordini. La misura è stata inizialmente sperimentata in alcune province e poi estesa progressivamente ad altre zone del Paese.

Secondo Grab, il sistema dovrebbe tenere conto di diversi elementi legati allo svolgimento della corsa, tra cui il tempo e la distanza percorsa dal conducente, le condizioni meteorologiche, il traffico e il rapporto tra domanda e offerta in una determinata area e in un determinato momento. Nei termini di servizio aggiornati nel luglio 2026, l’azienda definisce la “Phí Sử dụng Ứng dụng”, cioè la commissione per l’utilizzo dell'applicazione, come la quota di ricavi spettante a Grab in base all’accordo commerciale con i conducenti e precisa che può essere applicata in maniera variabile per ogni corsa o ordine.

È proprio questa variabilità basata su algoritmi a suscitare le maggiori perplessità tra gli autisti: il compenso finale può cambiare da una corsa all’altra e, secondo le loro denunce, diventa difficile capire con precisione quale parte della somma pagata dal passeggero finisca effettivamente nelle loro tasche.

Inoltre, il quasi monopolio di Grab sul mercato, impedisce ai conducenti di trovare alternative. Secondo le stime, la quota di Grab sul mercato è intorno al 70%, affermano i dati citati dalla stampa locale. 

Non è chiaro quanti conducenti vi aderiranno effettivamente alle proteste del 12-13 settembre né quale sarà l’impatto sul servizio nelle principali città vietnamite. E non risulta, al momento, un intervento pubblico da parte delle autorità vietnamite a tutela dei conducenti o come mediatori nella controversia.

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