Yatsushiro (AsiaNews) - A tre settimane, ormai, dal terremoto che il 28 luglio ha devastato la prefettura di Kumamoto provocando 39 vittime e ingenti danni, la comunità cattolica di Yatsushiro - l’area più gravemente colpita nella diocesi di Fukuoka - ha vissuto il 16 agosto un momento di speranza con il ritorno alla celebrazione della Messa domenicale. Essendo la chiesa gravemente danneggiata, la liturgia si è svolta presso una sala del convento delle suore di San Paul de Chartres: a presiederla, davanti a una cinquantina di persone, è stato personalmente il vescovo di Fukuoka, mons. Joseph Abeia, insieme al parroco p. Ferruccio Brambillasca, missionario italiano del Pime.
Per la comunità è stato un momento importante per incontrarsi e fare il punto sul proprio cammino in una situazione dove i problemi creati dal sisma, accentuati dal grande caldo, restano tanti. “Di fronte al terremoto - ha detto mons. Abeia - potremmo chiederci: 'Perché è successo?'. Non c'è una risposta a questo interrogativo. Ma la domanda a cui possiamo rispondere è: ‘Come andiamo avanti insieme?’”.
È lo spirito con cui fin dai primissimi giorni la parrocchia di Yatsushiro si è mobilitata fin dai primissimi giorni, nonostante i gravi problemi creati dall’interruzione della rete idrica. Il primo gesto è stato proprio la distribuzione delle razioni d’acqua e di altri aiuti di prima necessità che padre Brambillasca ha portato da Minamata - l'altra parrocchia a lui affidata dove lui stesso era sfollato a causa dei danni nella canonica - e da altre comunità vicine. Un servizio che - attraverso appositi messaggi fatti circolare sui social network - ha raggiunto anche i lavoratori filippini e vietnamiti presenti nella zona (anche loro pesantemente colpiti dal sisma).
Da parte sua le suore di San Paul de Chartres avevano un’altra risorsa preziosa che hanno messo a disposizione: l’acqua di un proprio pozzo che solitamente serve per una trentina di bambini che trovano accoglienza in una struttura educativa. Questo ha permesso di allestire un servizio docce, essenziale in un contesto di grande caldo e assenza di acqua corrente nelle case. Un altro gesto di vicinanza molto apprezzato dalle persone è stato il cibo portato dalle parrocchie di Tetori e Imamura, sempre nel distretto di Kumamoto, che ha permesso di tornare un gustare “un pasto vero” dopo le razioni di emergenza.
Con il passare dei giorni a Yatsushiro si sono aggiunti poi gli interventi più organizzati, messi in campo da Caritas Japan con un team che sta operando sulla base dell’esperienza maturata durante del triplice disastro del 2011 (con il terremoto, lo tsunami e l’incidente nucleare di Fukushima) e più recentemente con il sisma nella penisola di Noto. Alla parrocchia è stata allestita una segreteria per raccogliere i bisogni dentro una strategia di intervento a lungo termine, con un’attenzione particolare a chi ha perso il lavoro, agli anziani soli e alle persone in altre situazioni di difficoltà.
Un altro momento significativo in questo senso è stato il 14 agosto l’allestimento di un caffé per gli sfollati presso il centro di accoglienza allestito nella Scuola Media n.4 di Yatsushiro. “Grazie soprattutto ai fedeli della chiesa cattolica di Yatsushiro - racconta Catitas Japan - fin dall'apertura è stato frequentato da moltissime persone. Le persone dicevano: ‘Ero sfollato a casa mia ma, ma ho finite le scorte di cibo e sono venuto nel centro di accoglienza’, ‘Dopo il terremoto è la prima volta che bevo un caffè caldo: era buonissimo, mi ha davvero tirato su’. All'inizio i volti erano molto scuri e tesi, ma grazie al caffè si sono illuminati e alcune persone sembrano camminare con passo più leggero”.




















