La missione di Caritas Indonesia nelle aree terremotate

Il 15 agosto 2026 un sisma di magnitudo 7.7 ha colpito Flores, causando 103 vittime e oltre 82mila sfollati. Coordinati i soccorsi nelle zone colpite: assistenza medica, supporto psicosociale e beni di prima necessità. Vescovi indonesiani: elogio all'organizzazione per la pronta risposta.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) - Caritas Indonesia, insieme alle squadre della Caritas provenienti da quattro diocesi colpite, è intervenuta prontamente per aiutare i sopravvissuti al terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito Flores, provincia di Nusa Tenggara Orientale, il 15 agosto 2026.

Il terremoto ha colpito vaste aree, causando la morte di 103 persone e costringendo decine di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case. Al 20 agosto, i dati dell’Agenzia nazionale indonesiana per la gestione delle catastrofi (Bnpb) registravano 82.691 persone sfollate.

In qualità di braccio umanitario della Conferenza Episcopale Indonesiana (Kwi), Caritas Indonesia sta coordinando gli interventi di soccorso nell’arcidiocesi di Ende e nelle diocesi di Maumere, Ruteng e Labuan Bajo. Gli aiuti sono giunti persino alla remota isola di Palue. Raggiungere l’isola richiede quasi sei ore in motoscafo. “Le infrastrutture di comunicazione sono state completamente distrutte”, ha riferito a AsiaNews fr. M. Adolf Cawa, originario di Palue, che attualmente ricopre la carica di Superiore Generale dei Fratelli del Sacro Cuore (Bhk), con sede a Malang, provincia di Giava Orientale.

La Kwi elogia la risposta della Caritas

L’arcivescovo Antonius Subianto Bunjamin, presidente della Kwi, ha elogiato la pronta risposta di Caritas Indonesia e ha invitato tutte le componenti della Chiesa cattolica a collaborare in uno spirito sinodale affinché l’assistenza umanitaria possa essere fornita in modo efficace ed equo. “Offro le mie preghiere e la mia vicinanza a tutte le vittime e ai sopravvissuti. Il disastro ha distrutto le strutture materiali, ma crediamo che non distruggerà mai il nostro spirito di solidarietà e la forza della nostra fede”, ha detto mons. Antonius Subianto Bunjamin.

Il vescovo Pius Riana Prapdi della diocesi di Ketapang, Kalimantan Occidentale, presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Karina della Kwi, ha ribadito l’impegno della Caritas a rimanere al fianco dei sopravvissuti, in particolare attraverso l’assistenza medica e il sostegno psicosociale. 

Caritas Indonesia ha inviato circa 180 chilogrammi di medicinali e forniture mediche di emergenza nelle zone colpite; insieme a ulteriori medici e infermieri per fornire assistenza sanitaria. Il 19 e 20 agosto, le équipe mediche della Caritas hanno prestato assistenza a 661 pazienti in sette sedi. Le infezioni respiratorie acute (Ira) sono state il disturbo più comune, mentre tra i pazienti anziani sono state riscontrate frequentemente patologie croniche quali ipertensione, diabete, colesterolo alto e broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Le équipe mediche hanno inoltre curato pazienti affetti da fratture, ferite, cheratite e diarrea, compresi casi sospettati di essere associati all’acqua contaminata dei pozzi. Nell’ambito dei servizi medici di emergenza sono state visitate anche donne in stato di gravidanza. 

Sostegno psicosociale per i bambini

Oltre ai servizi medici, Caritas Indonesia ha dato priorità alla salute mentale e al sostegno psicosociale, in particolare per i bambini e gli adolescenti colpiti dal disastro. Un totale di 481 persone, tra cui 288 bambini e adolescenti, hanno ricevuto assistenza psicosociale attraverso attività quali giochi, canto, disegno, narrazione di storie, primo soccorso psicologico e sostegno spirituale. Queste attività hanno lo scopo di aiutare i sopravvissuti, in particolare i bambini, ad affrontare la paura, l’ansia e il disagio emotivo causati dal terremoto.

Acqua, cibo e generi di prima necessità

Per far fronte alla carenza di acqua potabile nelle comunità colpite, la Caritas Indonesia sta preparando 100 cisterne d’acqua, ciascuna con una capacità di 1.200 litri. Le cisterne vengono trasportate via mare dal Centro Logistico Nazionale della Kwi a Surabaya verso Flores. Anche cibo e altri beni di prima necessità vengono distribuiti attraverso le reti della Caritas attive nelle quattro diocesi colpite.

Nella diocesi di Maumere, ad esempio, i rifornimenti di soccorso hanno raggiunto l’isola di Palue, tra cui 2.500 chilogrammi di riso, 204 vassoi di uova e 200 cartoni di acqua minerale. Nel frattempo, nell’arcidiocesi di Ende e nelle diocesi di Ruteng e Labuan Bajo, continuano a essere distribuiti generi alimentari, kit igienici, medicinali e altri beni di prima necessità in base alle esigenze individuate sul campo.

Grazie al coordinamento tra le diocesi e al sostegno dei volontari, Caritas Indonesia si sta adoperando per garantire che gli aiuti umanitari non si limitino ai centri urbani, ma raggiungano anche le comunità remote e le isole periferiche, spesso più difficili da raggiungere. Per Caritas la risposta alle catastrofi non consiste solo nel soddisfare i bisogni fisici immediati delle persone, ma anche nel portare solidarietà, speranza e vicinanza alle comunità che lottano per riprendersi e ricostruire le proprie vite. 

Appello per volontari nel settore medico

Nel frattempo, l’Associazione degli ex allievi delle Orsoline ha lanciato una campagna pubblica per reclutare volontari nel settore medico a sostegno degli interventi umanitari a Flores. L’associazione è alla ricerca sia di medici generici che di specialisti disposti a recarsi nelle zone colpite e a fornire assistenza umanitaria ai sopravvissuti al terremoto. L’iniziativa dovrebbe rafforzare la risposta medica e contribuire a soddisfare le continue esigenze sanitarie delle comunità colpite dal disastro.

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