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  • Papa Francesco cita p. Faltas: 'Dobbiamo educare per la pace'

    Oggi, dopo la recita dell'Angelus, Bergoglio ha riportato le parole del Vicario della Custodia di Terra Santa. "Non abbiamo ancora, nell'umanità intera, una educazione che fermi ogni guerra", ha affermato. Lanciato un appello a coloro che detengono il potere nei conflitti: "Guerra non è la via per risolverli".

  • Papa: quanti morti hanno provocato le guerre in questo anno?

    All'Angelus nell'ultimo giorno del 2023 l'appello affinché "chi ha interessi in questi conflitti ascolti la voce della coscienza". Nella festa della Sacra Famiglia l'invito a "difendere e sostenere sempre la famiglia, cellula fondamentale della società". Il ricordo di Benedetto XVI a un anno dalla morte: "Ha servito la Chiesa con amore e sapienza, dal Cielo ci accompagna".

  • Papa: l'Immacolata pacifichi i cuori degli uomini

    Francesco all'Angelus è tornato ad affacciarsi dalla finestra su piazza San Pietro e a pronunciare personalmente la sua riflessione. Nel pomeriggio l'omaggio alla Madonna in piazza di Spagna, con la preghiera per la pace in Ucraina, in Palestina e Israele e nelle altre terre afflitte dalla guerra. Annunciata una nuova Giornata mondiale dedicata ai bambini che sarà celebrata per la prima volta a Roma il 25 e 26 maggio 2024.

  • Angelus, Papa: i santi nostri ‘amici’, con loro una ‘grande famiglia in cammino’

    A conclusione della preghiera mariana il pontefice ha ricordato la messa di domani per i defunti dal Rome War Cemetery. E rinnovato l’invito a pregare per le popolazioni che soffrono per i conflitti di oggi, in particolare Ucraina, Palestina e Israele. Nella festa di Tutti i santi ha sottolineato le due caratteristiche della santità: un dono “per tutti” e un cammino “da fare insieme”.

  • Papa: si rispetti il diritto umanitario a Gaza

    Nuovo appello di Francesco all’Angelus che è tornato a chiedere anche la liberazione degli ostaggi. “Già sono morti moltissimi, per favore non si versi altro sangue innocente”. Ai fedeli di tutto il mondo l'invito a unirsi alla Giornata di preghiera e digiuno indetta dalla Chiesa di Terra Santa per martedì 17 ottobre. E sul Nagorno Karabakh: le autorità e la popolazione locale rispettino i monasteri ei luoghi di culto “segno di una fraternità che rende capace di vivere insieme nelle differenze”.

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