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Manipur: censimento nuovo fronte della guerra etnica

Migliaia di persone in piazza chiedono di rinviare il censimento 2027 fino all’aggiornamento del Registro nazionale dei cittadini, che per la maggioranza Meitei è uno strumento contro l’immigrazione illegale dal Myanmar, mentre per la minoranza Kuki-Zo rischia di trasformarsi in un mezzo di esclusione politica e sociale. Irrisolto il conflitto etnico esploso nel 2023, aggravato dalla competizione per il controllo del terra e delle rotte transfrontaliere.

  • Delhi vende armi al regime birmano, ma il Manipur vuole bloccare l'arrivo di rifugiati

    Secondo l'Onu l'India è il quarto Paese al mondo per vendita di armamenti alla giunta golpista del Myanmar, ma lo Stato nord-orientale ha annunciato di voler costruire un'ulteriore recinzione al confine per impedire l'afflusso di birmani, che a detta del governo locale alimentano il traffico di armi e droghe. In realtà la questione ha a che fare con le tensioni interetniche nella regione. Nuovi bombardamenti nel Sagaing, migliaia di persone in fuga.

  • Il suicidio di un prete scuote il Madhya Pradesh

    P. Anil Francis, 40 anni, è stato trovato impiccato a un albero. In una nota la diocesi di Sagar - pur senza sbilanciarsi sul movente e offrendo piena disponibilità alla collaborazione nelle indagini - racconta che era stato denunciato per un suo post sui social network contro le violenze nel Manipur. Era il direttore di una scuola cattolica in uno Stato indiano al centro da mesi di intimidazioni contro i cristiani da parte dei fondamentalisti indù.

  • Mons. Fernandes nel giorno dell'indipendenza: 'Rialzati India'

    Una riflessione del vescovo ausiliare di Mumbai nel giorno in cui il Paese celebra i 76 anni della ritrovata libertà dopo il dominio coloniale. Una ricorrenza pesantemente segnata quest'anno dall'eco delle violenze nel Manipur. "Con il pretesto di difendere gli interessi nazionali, vengono riesumati antichi conflitti sepolti da tempo. Che Dio torni a dimorare nella nostra terra affinché ci siano di nuovo amore e pace".

  • Le radici della violenza in Manipur, un conflitto stratificato

    Negli scontri in corso nello Stato nord-orientale dell'India si intrecciano diversi elementi legati anche alla storia travagliata della regione: l’identità etnica, la disponibilità di armi, l’afflusso di profughi dal Myanmar, il commercio di droga e il ruolo delle donne. Il giornalista Samrat Choudhury, autore di un recente libro sul Manipur, ad AsiaNews : non si tratta di un conflitto religioso ed è difficile prevedere una stabile risoluzione pacifica ora.

  • Manipur: l'opposizione presenta una mozione di sfiducia contro Modi, la Chiesa chiede pace

    L'alleanza politica INDIA vuole spingere il premier a parlare delle violenze settarie nello Stato nord-orientale dopo che un gruppo di parlamentari si è recato sul posto e ha denunciato il "completo crollo dell'ordine pubblico". Il cardinale Oswald Gracias ha sottolineato che non si tratta di un conflitto religioso, ma di una antica ostilità tra gruppi tribali, chiedendo alla Chiesa locale di lavorare per l'armonia.

  • Presidente dei vescovi indiani in Manipur: aiuti per la ricostruzione di tutte le comunità

    L'arcivescovo Andrews Thazhath ha visitato le aree che da inizio maggio sono teatro di scontri settari. La Caritas si è impegnata a donare aiuti per la ricostruzione di chiese e scuole (rase al suolo dalla violenza) e per gli sfollati, circa 60mila. Secondo i commentatori la situazione è stata favorita dalle politiche statali contro le minoranze. Sette finora gli uomini arrestati per gli stupri e le molestie contro le donne mostrate in un video circolato nei giorni scorsi.

  • Violenza in Manipur: donne stuprate e costrette a sfilare nude

    Un video che risale a inizio maggio e divenuto virale oggi fa luce sulle brutalità degli scontri etnici tra le comunità Kuki e Meitei. La polizia ha registrato una denuncia per rapimento, stupro di gruppo e omicidio dopo che i famigliari di una delle due donne che appaiono nel filmato sarebbero stati uccisi. Il premier indiano Modi ha per la prima volta rotto il silenzio sulle atrocità. L'arcivescovo di Imphal: "C'è un completo collasso dell'umanità. Costretti a mandare gli aiuti per via aerea".

  • Il 2 luglio in tutte le chiese dell'India preghiera e solidarietà al Manipur

    Giornata indetta dal presidente della Conferenza episcopale mons. Thazhath per invocare da Dio il dono della pace e sensibilizzare l'opinione pubblica sulle violenze tra Meitei e Kuki nello Stato nord-orientale. L'arcivescovo di Imphal mons. Lumon: "Lavoriamo per riaprire il dialogo tra le due comunità, ma la situazione resta bloccata. Solo la preghiera ci può aiutare". Già oggi a Mumbai un'iniziativa del card. Gracias.

  • Manipur: da Sonia Gandhi appello per la pace. Accuse al Bjp di ‘politica divisiva’

    In un video-messaggio l’ex leader del Congress parla di evento “senza precedenti” che ha “devastato” la vita delle persone, provocando una “profonda ferita” nella coscienza della nazione. Gente costretta a fuggire dalla propria casa, a lungo fratelli e oggi spinte a “rivoltarsi l’uno contro l’altro”. Le responsabilità del governo centrale e statale che “devono” mantenere la legge e l’ordine.

  • L'arcivescovo del Manipur: 'La violenza continua, lo Stato qui non c'è più'

    In un rapporto a un mese e mezzo ormai dall'inizio degli scontri tra Meitei e Kuki la dura denuncia di mons. Lumon: "Preoccupante il silenzio del primo ministro Modi. A Imphal paura, incertezza e un senso generale di disperazione". Il conflitto non è in sé religioso, ma forze esterne stanno lavorando perché lo diventi: "Anche tutte le chiese dei Meitei cristiani sono state colpite". La prudenza per non esacerbare ulteriormente gli animi e il grazie alle altre diocesi per la solidarietà.

  • L'arcidiocesi di Bangalore accoglie i profughi del Manipur

    Non si ferma la violenza nello Stato nord-orientale scosso dalle tensioni etniche tra i Meitei e i Kuki. Altri 9 morti ieri nel villaggio di Aigejang, in una zona "mista" poco lontata da Imphal. Oltre 100 ormai le vittime ufficiali dall'inizio degli scontri ai primi di maggio. I giovani giunti in Karnataka verranno sostenuti negli studi e nella ricerca di un lavoro. L'arcivescovo Machado: "L'accoglienza è il nostro modo per essere solidali con chi soffre".

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