Russia

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Il rimpatrio forzato dei fuggitivi russi

Ha destato scalpore a Riga il rimpatrio di un geometra russo che era fuggito a nuoto dopo essersi opposto alla guerra. A conferma di come nello spazio post-sovietico fuggire non basta: occorre fare i conti con un collante di sfiducia, disprezzo reciproco e controllo più forte delle le somiglianze di pensiero.

  • Le tensioni tra i ceceni in patria e all’estero

    Dopo due guerre in Cecenia molti sono stati costretti ad andarsene con una frattura che non è solo geografica. Kadyrov e i lealisti accusano gli emigrati di “essersi venduti all'Europa”. La diaspora punta il dito contro la repressione e la guerra in Ucraina. Un contrasto che avvelena anche rapporti personali e familiari.

  • I mille giorni di carcere di Nina Novak in Siberia

    Giornalista di Radio Svoboda è stata condannata nel 2024 per "collaborazione confidenziale con un'organizzazione straniera". Secondo l'Onu la sua detenzione viola diversi articoli della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Dalla sua cella scrive: "Bisogna imparare a vivere nel presente”.

  • I russi e l'adattamento alla violenza

    Per l'antropologa Arkhipova la passività di fronte a un regime dittatoriale non è legata a particolari "geni della schiavitù" ma a un meccanismo umano di dissonanza cognitiva, che giustifica ogni azione delle autorità a salvaguardia della propria tranquillità. Fino al punto di dubitare che i bombardamenti coi droni arrivino davvero dall'Ucraina.

  • Mosca in coda per i santi (nel giorno delle urne)

    Proprio nei giorni per le elezioni della Duma centinaia di migliaia di fedeli hanno atteso per ore in fila fuori dalla cattedrale di Cristo Salvatore per venerare la reliquia della mano di san Spiridione, il vescovo taumaturgo che secondo la tradizione denunciò l'eresia di Ario al Concilio di Nicea.

  • Le elezioni russe senza segreti

    Mentre la Russia elegge la Duma - ben sapendo che solo a Putin è permesso di vincere e con le opposizioni che si dividono tra boicottaggio e "voto utile" - il giornalista Aleksandr Podrabinek prova a mischiare le carte invocando un sistema informatico che permetta a ciascuno di rintracciare il suo voto.

  • Il ritorno della Guardia popolare in Russia  

    A San Pietroburgo sono attualmente in servizio circa 40 milizie di volontari, e molte altre sono attive a Mosca e in molte altre città della Russia. Richiamando l'esperienza delle squadre di sovietica memoria per il controllo della criminalità e il “rafforzamento della moralità pubblica”.

  • Il volto glamour della propaganda in Russia

    Moglie di un militare al fronte, con trucco impeccabile e voce vellutata, Maria Čadina alterna post sull'amore a storie in cui afferma che in Russia non ci sono repressioni e l'Ucraina non gode di sovranità statale. Lontana dall'intonazione aggressiva di Vladimir Solov’ev o Olga Skabeeva può contare oggi su quasi 400mila follower.

  • La nuova vittoria del santo Dmitrij Donskoj

    Con la "scoperta" delle sue reliquie il condottiero del Trecento vincitore sui tatari presso le rive del Don è diventato un nuovo esempio di come, per fini ideologici, una figura storica reale venga trasformata da Mosca in una risorsa simbolica per giustificare la prolungata aggressione dell'Ucraina.

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