L'alluvione ha colpito duramente l'area della Zona di libero scambio dove si concentra la produzione delle industrie tessili per i mercati globali. I lavoratori che spesso vivono in dormitori senza nemmeno essere registrati hanno perso tutto. L'appello al governo di Colombo delle associazioni che si stanno prendendo cura di loro: "Abbandonati da tutti, servono interventi ad hoc per loro".
Esperti delle Nazioni Unite invitano Dhaka e Kuala Lumpur a smantellare le reti di reclutamento fraudolento e proteggere i migranti dagli abusi. Fra i fattori di criticità il “crescente indebitamento”. I migranti dal Bangladesh gruppo più numeroso di lavoratori stranieri, con oltre 800mila permessi di lavoro attivi a giugno pari al 37% della forza straniera complessiva.
Secondo un rapporto di Human Rights Watch almeno 600 operai sono da mesi senza salario. Quanti hanno protestato sono stati fermati e trattenuti, poi rilasciati. Per gli esperti il “numero effettivo” di quanti non vengono pagati “potrebbe essere significativamente più alto”. La testimonianza: “Non sapevamo che indire uno sciopero fosse un reato. Ci hanno accusato di aver tentato di rovesciare lo Stato”.
In un lungo reportage Sixth Tone racconta come è cambiata l’emigrazione dalla Cina alla Papua Nuova Guinea. L’isola meta “sempre più importante” per infrastrutture, estrazione mineraria ed edilizia. I tentativi di integrazione dei migranti con la realtà locale, anche se alcuni continuano a restare isolati per il timore di furti e rapine.
Secondo Unhcr in poco meno di nove mesi oltre 200mila hanno scelto di tornare in Siria, alcuni per la prima volta dal 2011. Per le autorità di Beirut le partenze “alleggeriscono” il Paese dei cedri da un “peso demografico sostanziale”. Ma si assiste anche a un controesodo: dagli alawiti in fuga dalla costa, ai cristiani che vogliono andarsene dopo l’attentato alla chiesa di Damasco.
Dall'inizio di luglio tutti i profughi fuggiti dal regime talebano nel 2021 stanno ricevendo sms con l'ingiunzione di lasciare il Tagikistan entro 15 giorni. Destinatari anche quanti vivono nel Paese legalmente e molti ex collaboratori del governo filo-occidentale di Kabul. Testimonianze su uomini, donne e bambini caricati su piccoli autobus. Una stretta che si aggiunge alle altre contro gli esuli afghani già in atto da tempo in Pakistan e in Iran.
Diffuso il messaggio del pontefice per la Giornata dei migranti e dei rifugiati che la Chiesa celebrerà il 4 e 5 ottobre in concomitanza con il loro Giubileo. "Si affidano a Dio e sopportano ogni avversità in vista di un futuro nel quale intravedono l’avvicinarsi della felicità, dello sviluppo umano integrale”. Tra i cattolici "contribuiscono a rivitalizzare comunità ecclesiali irrigidite ed appesantite: siano accolti come una benedizione".
Nel fine settimana recuperato il cadavere del bracciante agricolo Nattapong Pinta, deceduto durante le prima fasi della prigionia. Il cordoglio di Bangkok. Appello della sorella del prigioniero nepalese Bipin Joshi, la cui sorte è incerta. Sul fronte interno attesa per il voto alla Knesset l’11 giugno sullo scioglimento del Parlamento; dietro la crisi la questione del servizio militare per gli haredi.
Colpite soprattutto le donne che avevano acquisito il documento mediante matrimonio. Nel mirino lavoratori comuni, imprenditori e celebrità fra cui attori e cantanti. La preoccupazione di attivisti e gruppi pro diritti umani. A marzo Sheikh Mishal Al-Ahmad Al-Sabah ha giurato di “ripulire il Kuwait dalle impurità” e riportare la nazione al “popolo originario”.
Almeno 68 le vittime, provenienti dall’Africa, nel raid aereo statunitense che il 27 aprile ha colpito un centro di detenzione. Da metà marzo i caccia americani - col sostegno di Londra - hanno preso di mira almeno mille obiettivi. Gruppi attivisti riferiscono di almeno 400 civili uccisi. Papa Francesco fra le poche voci a denunciare il dramma della migrazione nella regione.
L’alleanza militare eurasiatica ha presentato nuove linee per le operazioni di contrasto da applicare in tutti gli Stai membri per evitare "infltrazioni terroristiche". Durante lo scorso anno individuati 420 organizzazioni illegali, ma ci sono state anche tante azioni sommarie nei confronti dei tagiki dopo l'attentato al Krokus City Hall. Dušanbe sta insistendo con i propri cittadini per legalizzare pienamente le proprie condizioni di permanenza in Russia entro fine aprile.
Il Libano ritiene “imperativo” che i rifugiati siriani sul territorio, almeno 1,5 milioni, possano essere rimpatriati. Il cambio di leadership a Damasco modificherebbe anche il loro status. Nell’incontro dei Paesi donatori organizzato dall’Ue il ministro degli Esteri invita a “smettere di gestire la crisi e iniziare a risolverla”, partendo dalle sanzioni che vanno cancellate.
La direttiva si applica sia ai titolari della Card, che a quanti sono privi di documenti. Dal primo aprile verranno espulsi a forza, ma il consiglio è di “uscire volontariamente” prima del termine ultimo. La preoccupazione di gruppi pro diritti umani. Intanto al valico di Torkham i capi tribali dei due fronti siglano una tregua.
In un crimine compiuto in un noto sito turistico è morto il giovane figlio di un vescovo protestante della Church of Noth India e due donne sono state violentate. Il vescovo cattolico di Bellary mons. D'Souza: "Facciamo nascere una cultura della sicurezza e della protezione per tutte le donne".
Mentre il bollettino dei medici del Policlinico Gemelli parla di “condizioni cliniche che nella loro criticità dimostrano un lieve miglioramento”, il Vaticano ha diffuso il messaggio preparato da Francesco per il cammino verso la Pasqua, intitolato quest'anno "Camminiamo insieme nella speranza".
All’origine dello scontro la morte del 50enne Basri, originario di Riau, e il ferimento di altre quattro persone. La loro imbarcazione non si sarebbe fermata davanti agli avvertimenti della Mmea malaysiani, che hanno aperto il fuoco. Per gli analisti la politica nazionalista impressa da Subianto non può far passare sotto silenzio l’incidente, pur salvaguardando le relazioni.
Israele celebra il rilascio di Romi Gonen, Doron Steinbrecher ed Emily Damari nel quadro della fragile tregua. Tuttavia, resta il mistero sulla sorte dei lavoratori stranieri ancora ostaggio nella Striscia. Fra questi vi sono sei cittadini thai e un nepalese sulla cui sorte nulla è trapelato nemmeno durante i negoziati di questi giorni. I timori delle famiglie che “tutto possa crollare” prima del loro ritorno.
Con le porte sempre più chiuse in Russia molti lavoratori dalla regione sono partiti per la Corea del Sud. Ma aumentano anche i centroasiatici che cercano prospettive nei Paesi occidentali, finendo spesso vittime di sfruttatori senza scrupoli. La Turchia come meta intermedia dove si fermano qualche anno sperando poi di poter raggiungere l'Europa o l'America.
Cresce la domanda anche in Europa soprattutto nei comparti della cura e dell'assistenza. Il loro contributo alla ricchezza nazionale è fondamentale, ma necessitano di protezione legale e sostegno, oltre a piani di rimpatrio quando necessari. Nel 2023 hanno fatto registrare 37,2 miliardi di dollari di rimesse, pari all’8,5% del Pil. I maggiori contributori provengono da Stati Uniti, Singapore e Arabia Saudita.
Il governo sud-coreano ha varato un programma per il ritorno degli irregolari nei Paesi di origine, evitando provvedimenti di espulsione e pesanti multe. A fine 2023 nel Paese c'erano 423.675 stranieri irregolari su oltre 2,5 milioni. Il provvedimento riguarderebbe fino a 145mila thai, oltre un terzo di tutti gli stranieri in condizione di irregolarità.
Salvati in mare nell'ottobre 2021 alcune decine di esuli dello Sri Lanka tra cui anche bambini avevano presentato domanda d'asilo nell'isola dell'arcipelago delle Chagos che è tuttora un territorio d'oltremare britannico disabitato (ma con una grande base militare). La Gran Bretagna aveva sempre rifiutato di accoglierli, nonostante le denunce sulle loro condizioni. E tuttora parla di "soluzione umanitaria provvisoria".
Dal kazakistan all'Uzbekistan nuove norme stanno allungando i tempi per il rilascio con duri test di conoscenza della lingua locale per scoraggiare i relokanty russi. In Turklmenistan la cittadinanza è quasi impossibile da ottenere senza parentela turkmena, ma vige comunqu lo "ius soli" per i figli di genitori stranieri.
Nella cittadina di Bando, nella prefettura di Ibaraki, vivevano almeno una ventina uomini e donne in una comunità. Nelle strutture in disuso erano presenti anche un ristorante e un bar karaoke. Sono 600mila i vietnamiti che lavorano in Giappone ma sono anche il gruppo più numeroso tra i quasi 10mila tirocinanti "scomparsi" nel Paese nell'ultimo anno.
La decisione adottata dal governo per ridurre le pratiche burocratiche e cercare di dare slancio all'economia. Molti erano in attesa di ricevere i documenti da anni e ora avranno finalmente accesso a una serie di diritti. Senza questa sanatoria, i bambini nati da genitori appartenenti alle minoranze etniche, ci avrebbero messo anche 44 anni a ricevere la cittadinanza.
Ministro talebano e ambasciatore iraniano si incontrano per discutere del ritorno degli afghani nel Paese di origine, previsto l’invio di una “delegazione” nella capitale iraniana. Ong denuncia l’uccisione nei giorni scorsi di migranti (260 fra morti e feriti secondo alcune fonti) da parte delle guardie di frontiera della Repubblica islamica.
Lanciato dalla Conferenza dei vescovi cattolici di rito latino alla vigilia della Giornata mondiale che si celebra il 29 settembre. Permette a chi si sposta in cerca di lavoro di registrarsi per essere accolto e aiutato dalla comunità di arrivo. Una presenza che porta anche ricchezza alle parrocchie locali, come mostrato domenica scorsa a Mumbai dalla festa del Karam, celebrata da oltre 800 migranti cattolici a lla chiesa di Santo Stefano.
Il 20 e 21 novembre in tutte le province verrà imposto il coprifuoco per poter effettuare l’indagine. L’ultimo rilevamento effettuato nel 1997, i successivi sono stati più volte rimandati o annullati per violenze o conflitti interni. Studioso iracheno: “Attorno a questi numeri vengono indirizzate le politiche di un Paese” in cui la componente settaria e confessionale gioca un ruolo essenziale.
Ad oggi vi sono 2,59 milioni di persone senza un impiego nel Paese, con una particolare incidenza nelle fasce più giovani della popolazione. In continua crescita il dato di quanti espatriano per completare gli studi o migliori occasioni professionali. L’impegno della Chiesa locale nella formazione, partendo dagli istituti tecnici.
Il dato delle donne in cerca di lavoro all’estero in continuo aumento: dal 40% del periodo pre-pandemia al 46% del 2023. La destinazione principale resta il Medio oriente, dove trovano impiego soprattutto come lavoratrici domestiche. Il governo cerca di invertire la rotta, ma ancora oggi ogni mese pi di mille scelgono di espatriare.
Tagikistan e il Kirghizistan i due Paesi della regione da cui proviene il maggior numero di migranti lavorativi. Ma l’approccio è ben diverso: il primo sembra abbandonare i connazionali, mentre il secondo attua una politica più attenta, considerando gli espatriati fondamentali per la propria economia. Le pressioni contro i tagichi dopo l’attentato al Krokus City Hall di Mosca.
Incuranti della guerra, molti cittadini espatriano nella ex Birmania in cerca di lavoro ma finiscono nelle reti di trafficanti. Almeno 40 liberati negli ultimi giorni, ma a decine sono ancora in condizioni di prigionia. L’appello (vano) a cercare lavoro in agenzie registrate presso l’Ufficio per l’impiego all’estero dello Sri Lanka (Slbfe).
Un'altra barca con a bordo 45 profughi è affondata nelle ultime ore proprio nel tratto al centro delle preoccupazioni per le rotte commerciali prese di mira dagli Houthi. Quasi centomila persone hanno percorso l'anno scorso questa rotta che l'Organizzazione mondiale delle migrazioni definisce come la più pericolosa al mondo.
In un vademecum destinato in particolare ai lavoratori provenienti dall'Asia Centrale tutti i comportamenti da evitare per non subire il provvedimento, specco accompagnato da un divieto di rientro per un periodo tra i 3 e i 5 anni. Ai reati già segnalati direttamente dalle forze dell'ordine si aggiungono altri 20 nuovi articoli del Codice amministrativo.
Nonostante la ricchezza delle sue risorse energetiche, per cui riceve miliardi di dollari dall’esportazione, il Turkmenistan continua ad attraversare una gravissima crisi economica interna. E con le maggiori difficoltà ad emigrare in altri Paesi i migliaia dai villaggi si accalcano nella capitale in cerca di lavoro. Con la polizia che si accanisce contro i "vagabondi".
Dopo il primo rimpatrio forzato su un volo aereo la questione è entrata anche nel dibattito tv tra Trump e Biden. La crisi economica della stagione post-Covid la principale motivazione. Rotte anche verso l’Italia passando per la Serbia, con preoccupanti contorni da moderna schiavitù.
La polizia turca ha fermato almeno 474 persone. Ad Afrin quattro morti in uno scontro a fuoco fra manifestanti ed esercito turco. Ad innescare l'ondata la notizia - divenuta virale sui social - di una violenza sessuale commessa da un rifugiato siriano contro un minorenne. La vicenda specchio della crescente insofferenza verso gli stranieri.
La norma approvata dalla Dieta supera l'attuale sistema di collocamento che finiva per favorire gli abusi. Un nuovo tentativo per contrastare la carenza di madodopera. La maggiore flessibilità data dalla riduzione delle tempistiche e dall'accesso favorito a posizione qualificate: sarà possibile abbandonare posizioni poco remunerative e discriminanti.
Il messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che la Chiesa celebrerà quest'anno il 29 settembre. "Quante bibbie, vangeli, libri di preghiere e rosari accompagnano i migranti nei loro viaggi attraverso i deserti, i fiumi e i mari e i confini di ogni continente”. La testimonianza di Blessing Okoedion, nigeriana sopravvissuta alla tratta: "Ho imparato di nuovo che cosa significa essere cristiani".
Negli ultimi giorni arrivi in massa, in particolare da Bangladesh e Nepal; a migliaia accampati all’interno dello scalo. Cancellato il sistema delle quote. Il provvedimento riguarda immigrati provenienti da 15 Paesi con cui vi sono accordi specifici, destinati a coprire il 15% della forza lavoro entro il 2025.
I lavoratori hanno speso migliaia di euro per i documenti, ma da mesi aspettano un nulla osta per partire che non arriva. Nel mirino la società di consulenza VFS Global preposta a gestire le pratiche amministrative. Coinvolti anche broker e truffatori che sfruttano condizioni di bisogno per fare affari.
Almeno 1200 giovani sono rientrati nel Paese di origine in questi giorni con voli speciali atterrati a Islamabad e Lahore. A innescare gli attacchi un filmato diventato virale che mostra persone “dall’aspetto asiatico” molestare studenti. Le autorità kirghize assicurano giustizia, ma nel Paese cresce il clima di insofferenza verso i migranti.
A più di un mese dall'attentato al Krokus City Hall non si placano in Russia le ritorsioni contro i migranti tagichi, al punto da sucitare una nota di protesta di Dušanbe. In centinaia restano bloccati negli aeroporti e alla frontiera col Kazakistan, ma Mosca non può permettersi di perdere il Paese dove è dislocata la sua più importante base militare in Asia Centrale.
Un corso dedicato alla loro tutela si è svolto presso il Caritas Village ha visto la partecipazione di 200 donne. Riconosciuto il significativo contributo dato dalla forza lavoro migrante all'economia nazionale tramite le rimesse.
Ancora profondo disaccordo tra il Libano e Bruxelles sulla presenza di oltre due milioni di persone nel Paese prive di documenti ufficiali. Il Paese dei cedri ne chiede il rimpatrio, mentre l’Europa vuole solo scongiurare una migrazione verso le proprie coste, offrendo in cambio denaro. Al vaglio un piano di aiuti per un miliardo di euro in quattro anni.
Secondo uno studio di Save the Children sono 250mila quelli che non frequentano la scuola. Il 99% delle famiglie rimpatriate affronta una situazione di crisi alimentare, il 40% ha dovuto chiedere denaro in prestito, una su sei vive nelle tende. Molti sono nati oltre-confine e l’Afghanistan “non è il luogo che chiamano casa”.
La vittima è il caldeo Hanna Saka, spirato mentre stava rientrando a Baghdad dopo il provvedimento di espulsione svedese. Il malore fatale a bordo del mezzo, ma già prima dell’imbarco erano emersi problemi. Per il fratello il peggioramento è coinciso con il rifiuto della domanda di asilo. I cristiani iracheni e la migrazione, un tema sempre di attualità.
Il 20 febbraio il patriarca caldeo ha partecipato al terzo forum del governo saudita sui media come “ponti” di pace, il Kaiciid partner dell’evento. Il rapporto fra cristiani e musulmani, in una nazione in “evoluzione”. Il richiamo a una forma di “sinodalità” anche per l’islam. La “saggia” posizione di Riyadh nella guerra in Terra Santa. E alla Santa Sede: “Dobbiamo dialogare, discutere” coi sauditi.
Nell’ultimo decennio oltre 110mila thailandesi sono partiti verso Svezia e Finlandia, attratti dalla promessa di salari elevati e buone condizioni di lavoro per trovarsi spesso invece sfruttati e intrappolati dal debito con gli intermediari. Una piaga su cui il governo di Bangkok non interviene per non perdere opportunità di lavoro e turisti europei.
A 30 anni dall’indipendenza Dušanbe non ha saputo ancora creare meccanismi di difesa per i propri concittadini all’estero. Dall’inizio della guerra in Ucraina è aumentata la “pressione” sui migranti tagichi nella Federazione russa. La richiesta di una “amnistia migratoria” per scongiurare espulsioni come quelle di Anis, finito in una retata della polizia a Mosca.
Le notizie di oggi: Pechino ha avviato uno studio demografico su 1,4 milioni di persone per incentivare le nascite. Scaduto il termine di rimpatrio, Islamabad ha iniziato ad arrestare gli afghani irregolari sul territorio. Pyongyang pronta a chiudere il 25% delle ambasciate nel mondo. Vietnamita condannato a tre anni e mezzo per video critici del governo sui social. I mondiali di calcio 2034 in Arabia Saudita. Gandhi accusa il governo Modi di spiare i telefoni degli oppositori. In Russia nuovi episodi di intolleranza verso la comunità ebraica.
Più della metà dei 220 ostaggi trattenuti a Gaza ha passaporti stranieri di 25 nazioni diverse. E almeno un quarto del totale sono migranti: fra questi 54 thailandesi, cinque nepalesi, un cinese, uno dello Sri Lanka e due delle Filippine. Bangkok ha inviato un team di negoziatori per mediare la liberazione. I timori dei migranti, in fuga da Israele.
A ribadirlo è stato il 14° incontro di Unio Indonesia, l’organizzazione cattolica che raduna oltre duemila sacerdoti e vescovi indonesiani. L’ incontro è stato anche l’occasione di ufficializzare la scelta di padre Maxi Un Bri come nuova guida dell’associazione fino al 2026.
Secondo le stime del governo filippino nel 2023 i propri lavoratori all'estero torneranno a raggiungere quota 2 milioni. La Chiesa ricorda i loro sacrifici e ipotizza la creazione di una prelatura personale per la loro cura pastorale nel mondo. Insieme a loro - nella stessa Giornata - l'attenzione anche ai marittimi, la cui opera per lunghi periodi in mare aperto è spesso dimenticata da tutti.
Dopo l'incontro con gli ultimi nella casa delle suore di Madre Teresa il discorso ai Rencontres Méditerranéennes. "Dire solo 'basta' alle migrazioni vuol dire chiudere gli occhi sul futuro: l'integrazione è faticosa, ma prepara il futuro". L'invito alle Chiese delle diverse sponde del Mediterraneo: valutate l'opportunità di una Conferenza episcopale comune.
A conclusione della preghiera mariana il pontefice ha ricordato la partecipazione a “Rencontres Méditerranéennes”. Una “bella iniziativa” per “promuovere percorsi di pace”. L’invito a pregare per il popolo ucraino e ogni terra “insanguinata” dalla guerra. Nel Vangelo il tema del “perdono”, che è la via per disinnescare la rabbia e guarire tante malattie del cuore che contaminano la società”.
L’ong è stata fondata nel 1996 da un attivista americano e dalla moglie. Nel nord inviano cibo, medicine e generi di prima necessità per le fasce più povere. E attraverso una “rotta sotterranea” conducono gli esuli al sicuro in nazioni dell’area. Uno spirito cristiano che attira come volontari anche persone che non credono.
I libanesi allarmati dal flusso di famiglie e giovani che cercano di attraversare illegalmente il confine versando 100 dollari nelle casse dei contrabbandieri. In una sola settimana, a fine agosto, l’esercito ha respinto oltre 1500 persone, ma i confini sono troppo vasti per un controllo capillare. L’allarme del deputato di opposizione Melhem Khalaf: “Vogliono soffocare il Libano”.
Secondo dati forniti dal Messico in un anno sono raddoppiati i migranti che dall'Asia Centrale cercano di entrare clandestinamente negli Stati Uniti. Molti sono lavoratori che hanno passaporto russo e fuggono per non essere arruolati e finire al fronte in Ucraina.
Uno studio intitolato “Migranti e terremoto” evidenzia le criticità di una fetta consistente della popolazione colpita dal sisma ma ai margini della catena di aiuti. Ancora oggi vi è profonda incertezza sul numero reale dei morti. Ankara vuole rimpatriarne almeno un milione su 3,5 milioni. L’abbandono scolastico fra i bambini finirà per alimentare il lavoro minorile.
La primo ministro Sheikh Hasina ha inaugurato virtualmente il programma che estende il sistema previdenziale a tutta la popolazione, finora riservato solo ai dipendenti pubblici. Tutti i cittadini tra i 18 e i 50 anni potranno aderire a uno tra quattro diversi piani pensionistici. Gli emigrati all'estero pagheranno la quota in valuta estera ma riceveranno la pensione in taka una volta compiuti i 65 anni.
Originari del sud dell’India 200 anni fa sono emigrati nell’allora Ceylon. Una camminata di 15 giorni per rilanciare la loro battaglia per la dignità e contro lo sfruttamento. Cattolici, protestanti e buddisti hanno aderito all’iniziativa. Suor Deepa Fernando ad AsiaNews: “vergognoso” l’atteggiamento delle autorità e del governo, essi sono “la spina dorsale” dell’economia.
A conclusione della preghiera mariana il pontefice si è rivolto ai gruppi di giovani presenti in piazza san Pietro, che hanno partecipato alla recente Gmg di Lisbona. La condanna dell’ennesima tragedia dei migranti nel mar Mediterraneo, il monito per la pace in Camerun come nella “martoriata Ucraina”. Nell’episodio del Vangelo la presenza di Gesù che “salva”.
Per l’arcivescovo di Damasco in passato il nucleo familiare era “unito e affiatato”. E vi era “abbondanza di vocazioni”. Oggi, invece, è “raro” trovare una “famiglia intera: il padre è esiliato, la madre malata o depressa, i figli all’estero”. Dai 120 seminaristi del 2019 oggi se ne contano solo 37. La preghiera al “Santuario dei martiri”, il “muro del pianto” dei cristiani della capitale.
Invecchiamento e drastica diminuzione degli impieghi, con introiti minimi, rappresentano un grave ostacolo alla sopravvivenza della "prima generazione" che dalla metà degli anni Ottanta costruì le grandi metropoli. Un rapporto evidenzia la mancanza di assistenza sociale e situazioni di abbandono. Pechino censura le denunce e oscura le critiche sui social.
Un rapporto di ong internazionali mostra le criticità di quanti lasciano la Repubblica islamica, soprattutto convertiti, per sfuggire alle persecuzioni. Abusi dei datori di lavoro, prezzi elevati negli affitti, mancata istruzione dei figli fra le criticità. Il grave rallentamento nel sistema di ricollocamento in Paesi terzi (Stati Uniti, Canada, Australia).
Fra gli asiatici nel concistoro del 30 settembre, alla vigilia del Sinodo, il vescovo di Penang mons. Sebastian Francis. Il “dolore” del pontefice per le nuove violenze in Terra Santa, l’auspicio per la ripresa di un “dialogo diretto”. All’Angelus Francesco ricorda le “cose” che Dio ha “nascosto” ai sapienti e rivelato ai “più piccoli” che le sanno “accogliere”.
Il primo ministro Shehbaz Sharif ha annunciato il lutto nazionale per la giornata di oggi dopo che in base alle prime stime si pensa che quasi la metà delle persone a bordo della nave affondata nel mar Mediterraneo fossero pakistani. Un passeur ha raccontato di aver imbarcato sul peschereccio sovraffollato anche il figlio. I parenti delle vittime hanno invece riferito di aver pagato quasi 8mila euro per il viaggio e di aver poi perso i contatti.
All’Angelus Francesco ricorda come il mare “era calmo”, non avrebbe ostacolato i soccorsi. E per la Giornata Onu del rifugiato chiede di fare “tutto il possibile” nella prevenzione. Il ringraziamento per l’affetto e la vicinanza per l’intervento e nei giorni di degenza. La preghiera per gli studenti in Uganda e la popolazione Ucraina. L’amore di Dio “realtà fondamentale della vita”.
La denuncia in un documento diffuso oggi da Amnesty International. A mesi di distanza dalla fine della rassegna calcistica Fifa e Qatar devono ancora offrire “un regime efficace e accessibile” per ottenere i risarcimenti. Possibilità di ricorso precluse per quanti sono tornati nei Paesi di origine.
Il governo vuole rivedere le regole sui permessi per i nikkei yonsei, stranieri con discendenza alla quarta generazione. I primi incentivi all’immigrazione col governo Abe nel 2018, pur entro rigorosi termini lavorativi, sociali e di conoscenza della lingua. Una rivoluzione dettata dall’invecchiamento e dal calo della popolazione, crollano consumatori e lavoratori attivi.
Esplode la protesta dei rifugiati nei centri di accoglienza oltre-confine, in Bangladesh. Più di un milione sono stanziati nei campi del sud-est, diventato il più grande insediamento profughi del mondo. I dimostranti chiedono diritti di cittadinanza e la ripresa dei programmi assistiti di rimpatrio. Nel 2022 sono morti 348 Rohingya nel tentativo di raggiungere in barca Malaysia e Indonesia.
Durante la visita nella capitale vietnamita ha auspicato una "partnership di primo piano" tra i due Paesi nel grande gioco delle alleanze intorno al Mar Cinese Meridionale. “Sappiamo che in settori come l'assistenza agli anziani c'è l'opportunità di un maggiore scambio e di un maggiore sostegno". Da parte sua il governo vietnamita ha compiuto un "gesto di clemenza" nei confronti di due australiani condannati a morte.
Da diverse regioni russe nelle ultime settimane segnalati arresti di massa di lavoratori e studenti di Dušanbe: verifiche e perquisizioni senza apparente motivo e anche numerosi atti di violenza. L'accusa dei tagichi: pressioni per spingere il più fedele alleato dell'Asia centrale a un maggiore coinvolgimento sul fronte ucraino.
Sul tema “Liberi di scegliere se migrare o restare” il messaggio della 109.a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Per il pontefice abbandonare la propria terra oggi è una costrizione; per evitarlo il mondo intero deve fermare "la corsa agli armamenti, il colonialismo economico, la razzia delle risorse altrui, la devastazione della nostra casa comune”. Durante la presentazione in Vaticano la testimonianza di un migrante del Bangladesh.
Scoperto un racket sul quale sono in corso indagini: persone provenienti da tutto il sud-est asiatico convinte di recarsi nelle Filippine per un normale lavoro, venivano detenute e impiegate in attività criminali come vendite truccate, chat erotiche, truffe in cripto valute. Una senatrice ha messo in evidenza la presenza di “call centre dell’inganno” nel Paese chiedendo un intervento del governo.
Sono almeno 800 quelli detenuti il mese scorso perché considerati irregolari in base alle leggi sull’immigrazione. Ong e attivisti denunciano maltrattamenti e violazioni gravi dei diritti. La debolezza di Phnom Penh nei confronti del vicino, da cui dipende sul piano economico. La ripresa delle migrazioni post-Covid.
Dopo le restrizioni imposte dalla pandemia ha ripreso a crescere in Corea del Sud il fenomeno dei lavoratori in nero provenienti dalla Thailandia. Effetto di un mercato del lavoro che ha bisogno di manodopera per l'industria e l'agricoltura, ma per ragioni politiche impone vincoli rigidissimi all'immigrazione che diventano un incoraggiamento alla clandestinità (e agli abusi).
Il peso economico e umano degli sfollati siriani in Libano è diventato insostenibile. Il governo sta facendo ogni sforzo per identificare e rimpatriare circa due milioni di rifugiati. Una questione irrisolta che rischia di mettere in pericolo l’equilibrio demografico del Paese dei cedri. Ma alla prospettiva del rientro si oppongono quanti sono fuggiti da Assad e non credono alle rassicurazioni di oggi.
La testimonianza del giovane reclutato con un annuncio di lavoro su Facebook è stata diffusa oggi durante un'udienza del Senato filippino. Circa mille cittadini del sud-est asiatico sarebbero ammassati in un edificio di Paranaque, poco lontano dall'aeroporto internazionale. Accuse sulla facilità con cui gli uffici immigrazione rilasciano i visti di ingresso.
Nel 2022 sono arrivati sulle coste italiane oltre 15mila migranti bangladesi, il doppio rispetto all'anno precedente. Molti transitano o viaggiano dalla Turchia, dagli Emirati Arabi Uniti o dall'Egitto. Le famiglie, disperate per la scomparsa in mare dei figli, raccontano di aver versato cifre altissime per il viaggio.