In un villaggio del distretto di Nabarangpur impedito per 20 ore alla famiglia di compiere i riti funebri. Lo hanno potuto seppelire solo in un terreno di loro proprietà ma senza simboli religiosi. La vicenda si intreccia con uno scontro su una sala di preghiera. L'indignazione dei cristiani locali, le autorità cercano di mediare.
Dopo un anno di tensioni diplomatiche, la visita del premier indiano a Kuala Lumpur il 7 e l'8 febbraio ha segnato un riavvicinamento tra India e Malaysia, che ha portato alla firma di 11 accordi in vari settori. Modi ha anche ricordato l’importanza dei legami con i cittadini di origine indiana, terza comunità etnica in Malaysia. Rilanciati gli investimenti e la cooperazione tecnologica.
In una dichiarazione diffusa al termine dell'Assemblea tenutasi a Bengaluru la Conferenza episcopale (CBCI) esprime preoccupazione per l'aumento di disuguaglianze, polarizzazioni e "ansia legata all'identità e all'appartenenza". Riaffermata la fiducia nella Costituzione dell'India. Ai cristiani l'invito a perseverare in “una testimonianza pubblica matura: invece di tacere o ritirarci dalla nostra missione ispiriamo speranza e promuoviamo unità".
Il presule dalit, arcivescovo di Hyderabad, scelto da papa Francesco nel 2022 come cardinale è stato eletto alla guida della CBCI, l'organismo collegiale che riunisce insieme le diocesi di rito latino, siro-malabarese e siro-malankarese. Mons. Chandra Nayak ad AsiaNews: "Scelto per i suoi meriti: dai vescovi un messaggio per l'intera società indiana". Durante l'Assemblea presentata anche la nuova traduzione del messale in konkani, la lingua locale di Goa.
Proprio mentre Modi discute con Trump sui dazi e gli acquisti di petrolio, nella capitale indiana si è tenuta la conferenza tra Russia e India del club Valdaj per fare il punto sulle relazioni. Con gli uomini di Putin che puntano sui rapporti di lunga data con Delhi invitando a privilegiare oggi le alleanze con i Paesi dei Brics.
Dopo due anni di amministrazione diretta, nello Stato nord-orientale è tornato un esecutivo eletto. La nomina di Nemcha Kipgen, appartenente alla comnunità Kuki, a vice ministro capo ha scatenato proteste e scioperi nelle aree collinari, dove resta forte la richiesta di un’amministrazione separata, riaprendo le tensioni con la maggioranza Meitei.