Dal leader vietnamita l’impegno a sostenere gli sforzi congiunti per una soluzione di pace nella Striscia. La promessa di lavorare “a stretto contatto” con l’ex nemico “in vari settori” in linea con “esigenze e priorità” di entrambi. Fra i Paesi dell’Asia centrale l’adesione di Uzbekistan e Kazakhstan.
Ad AsiaNews l’attivista israeliano, parte nei colloqui di pace, commenta l’ufficializzazione del comitato palestinese chiamato ad amministrare la Striscia. Hamas e Anp pronte a “collaborare”. Fra i nodi irrisolti la “disastrosa” situazione umanitaria, incertezze sulla forza di pace internazionale e le diverse “agende” in contrasto fra loro. Le vicende iraniane non rappresentano una fonte di timore.
Dopo due anni di buio, la città dov'è nato Gesù torna a illuminarsi per il Natale. Nella messa della notte, il patriarca latino Pierbattista Pizzaballa ha riletto il Vangelo alla luce delle ferite della Terra Santa e in particolare di Gaza. E della responsabilità "grande e concreta" di portare la pace di Dio nel mondo: "Il Natale non ci allontana dalla storia, ma ci coinvolge profondamente", ha commentato il cardinale.
È quanto scrivono nel messaggio per la festa i membri del Jerusalem Voice for Justice (Jvj) tra i quali il patriarca emerito Michel Sabbah, l'arcivescovo greco-ortodosso Atallah Hanna, il vescovo luterano Mounib Younan e il gesuita p. David Neuhaus. La distruzione e l’oppressione non possono spegnere il desiderio di vivere le celebrazioni. “Gioiamo e festeggiamo, ma con consapevolezza e cautela”, perché ogni giorno siamo esposti “al pericolo della guerra”.
Il porporato in visita alla comunità della Striscia martoriata da oltre due anni di conflitto. Domani la tradizionale messa solenne con un pensiero rivolto alla “ricostruzione” e a “curare i cuori”. Appello dei patriarchi e capi cristiani di Gerusalemme per i bambini malati di Gaza, perché siano accolti e curati nell’Augusta Victoria Hospital.
Il parroco della Sacra Famiglia condivide con AsiaNews una video-testimonianza di questi giorni di Avvento. Una vita “leggermente migliorata” dopo il cessate il fuoco, ma la guerra “sta continuando”. L’emergenza umanitaria resta attuale in un clima “di grande depressione perché non si vede la fine”. Una comunità martoriata che trova forza nella fede e nella preghiera.