Il Patriarcato contro le "invasioni" a Tayasir: la protezione dei beni della Chiesa è "linea rossa". Dopo una segnalazione formale alle autorità civili e militari di Israele sono state avviate azioni contro responsabili. Pizzaballa chiede sostegno a popolazione, mentre aumentano le violenze. Tel Aviv intanto nomina un inviato speciale per il mondo cristiano per sanare i rapporti.
Conflitto con l’Iran, crisi del Golfo e attacchi devastanti in Libano oscurano il dramma della Striscia. Oltre 21mila minori uccisi, quasi 45mila feriti, almeno 58mila hanno perso uno o entrambi i genitori. Mancano acqua potabile e medicine, si diffondono le malattie infettive. Il sistema di aiuti è paralizzato. Pesano le restrizioni imposte da Israele, mentre Hamas è indebolito ma non disarmato.
Il via libera del governo arrivato senza pubblicità nei giorni scorsi proprio mentre aumentavano le violenze dei coloni. Dall'inizio della legislatura le nuove autorizzazioni sono diventate 103 (prima dell’attuale legislatura gli insediamenti riconosciuti erano in tutto 127). Cambiano anche le procedure di realizzazione, che mostrano la volontà di “accelerare” il processo di occupazione dei terreni. Sondaggi: Likud in calo, ma maggioranza del Paese contraria alla tregua.
Nelle colline a sud di Hebron, nel villaggio palestinese di Umm al-Khair, segnato da attacchi sempre più frequenti dei coloni israeliani, un piccolo progetto musicale chiamato Sotna ("La nostra voce") sta provando a ritagliare uno spazio di normalità. Due attivisti, Amalia Kelter Zeitlin e Kai Jack, hanno avviato un’orchestra per bambini continua a riunirsi ogni settimana nonostante i bombardamenti e le intimidazioni.
Il francescano Amedeo Ricco - tra i protagonisti degli scavi che hanno portato alla luce nuove conferme dei racconti evangelici - commenta le celebrazioni a Gerusalemme dopo il "caso" della domenica delle Palme. "Stiamo vivendo una Pasqua più silenziosa, che ci riporta alle origini. Ma il Sepolcro resta il cuore vivo da cui far partire l'annuncio che la morte non ha l'ultima parola".
All'ombra della guerra nei territori palestinesi avanzano anche i cantieri di opere pensate per "normalizzare" la vita negli insediamenti ebraici. Proprio a fine febbraio sono iniziati i lavori di una nuova arteria per collegare quelli a nord e a sud di Ramallah con l'interno di Israele. Investimenti da 190 miloni di euro per territori abitati da poche decine di migliaia di coloni. Obiettivo: "Portare un milione di residenti in Giudea e Samaria".