Nella capitale saudita si è aperta una riunione consultiva di leader politici, anziani e saggi yemeniti sul futuro del Paese. Una risposta alle recenti tensioni fra governativi filo-sauditi e indipendentisti sostenuti dagli Emirati. Una contrapposizione che mostra interessi divergenti a livello regionale. Intanto cresce l’allerta alimentare: un ulteriore milione di persone è a rischio di “fame pericolosa per la sopravvivenza".
Il leader del Consiglio presidenziale (sostenuto dai sauditi) dichiara lo stato di emergenza e annulla il patto di difesa con gli Emirati. Caccia colpiscono carico di armi per i separatisti. Nella nazione teatro di un conflitto contro i ribelli filo-iraniani il rischio di ulteriore deriva violenta e caos. Sullo sfondo la decisione di Israele di riconoscere Somaliland nella guerra contro Houthi (e Teheran).
Sudanesi della diaspora contro Abu Dhabi per il sostegno alle Forze di supporto rapido (Rsf), accusate di atrocità nella conquista di El Fasher, in cui sono state uccise oltre duemila persone, fra cui donne e bambini. La nazione del Golfo nega responsabilità e annuncia lo stanziamento di 100 milioni di dollari in aiuti umanitari.
Per l'esponente ebraico, figura di spicco nelle relazioni con cristiani e musulmani, la “Casa della famiglia abramitica” ad Abu Dhabi è un “luogo ideale” per sviluppare il punto 18 del piano Usa per la fine della guerra nella Striscia. "Quella clausola era già presente negli Accordi di Abramo, ma non è stata attuata”. L’importanza di un “patriarca latino molto saggio e profondamente spirituale come Pizzaballa, che comprende le paure e le aspirazioni delle diverse parti”.
Dopo che jet e droni israeliani hanno colpito ieri la delegazione in Qatar per discutere della tregua e della liberazione degli ostaggi, resta incerto l’esito dell’attacco che ha provocato almeno sei morti. Mons. Berardi: operazione che ha destato “sorpresa” ma i vertici del Paese inviano segnali di “normalità”. Lettere e fondi: la solidarietà dei bambini del vicariato per i coetanei di Gaza.
Il dato diffuso oggi dal Centro di statistica. Nel 1975 erano appena 175mila, oggi è una meta sempre più ambita dai miliardari di Europa, Asia e Africa con un boom di arrivi negli ultimi anni dal Regno Unito. Il piano di sviluppo incentrato sul 2040 punta alla vivibilità: una città dove trovare tutto “in 20 minuti”.