Dopo le elezioni che hanno visto la sonora sconfitta dei partiti tradizionali, a scuotere il Nepal ora è la morte per stupro di una ragazza sedicenne. Una storia atroce che riporta alla ribalta la questione femminile in un Paese dove anche nel nuovo parlamento le donne sono appena l'8% degli eletti e sul lavoro possono contare su poche tutele.
Mentre l'ex rapper e sindaco di Kathmandu Balendra “Balen” Shah sembra destinato a ricoprire il ruolo di nuovo primo ministro, l'amministratore apostolico p. Silas Krishna Bogati chiede al futuro governo di puntare sulla lotta alla corruzione, il lavoro e la stabilità politica, esprimendo anche la speranza che continui la tutela della libertà religiosa delle minoranze.
Dai risultati ancora parziali dello spoglio in Nepal emerge chiara la vittoria del partito oggi guidato dal 35enne rapper già sindaco della capitale nelle elezioni per la Camera dei rappresentanti. Bassa l'affluenza alle urne. Oltre a Sharma Oli pesantemente sconfitto anche il Partito del Congresso. Dopo la rivoluzione della Generazione Z voto di compromesso tra stabilità e cambiamento.
In 19 milioni domani alle urne per scegliere i 275 membri della Camera dei rappresentanti. Un passaggio cruciale dopo la “rivoluzione” della Generazione Z. La premier ad interim uscente parla di “momento storico e importante”. I timori per le ripercussioni della guerra nel Golfo dove lavorano due milioni di migranti nepalesi.
Fra le molte comunità di espatriati si contano già diverse vittime. Il primo decesso nello Stato ebraico per un missile iraniano è stato quello di una badante filippina. Il conflitto investe anche i mari, con un marittimo morto su una petroliera al largo della costa dell’Oman. Un pakistano, un nepalese e un cittadino del Bangladesh le tre persone uccise negli Emirati Arabi Uniti.
Dopo le manifestazioni della Generazione Z contro la corruzione che a settembre hanno portato alla cadura del governo di KP Sharma Oli, il Paese himalyano è entrato in una campagna elettorale con un mix inedito tra vecchi partiti e giovani candidati che puntano a un cambiamento radicale. Anche l’ex re Gyanendra si candida con un partito filomonarchico proponendosi come garante della stabilità.