Alla vigilia dell’ultima fase delle elezioni organizzate dalla giunta militare, i bombardamenti aerei hanno colpito la popolazione civile in diverse regioni del Myanmar. Nel villaggio di Kawngjar, nello Stato Kachin, un attacco durante una preghiera funebre ha causato almeno 22 morti. Altri raid hanno colpito Magway e Sagaing. Il processo elettorale è terminato con intimidazioni, mentre le aree sotto il controllo della resistenza sono state escluse dal voto.
Un’organizzazione per i diritti umani ha presentato a Dili una denuncia contro la giunta del Myanmar per crimini contro l’umanità. La scelta di Timor Est, entrato di recente nell’ASEAN e segnato da una propria storia di occupazione e violenze, apre un nuovo fronte giudiziario nel sud-est asiatico. I generali di Naypyidaw hanno reagito con una protesta diplomatica, accusando Dili di violare il principio di non ingerenza previsto dalla Carta dell’ASEAN.
Si è svolta l’11 gennaio la seconda fase delle elezioni generali promosse dalla giunta militare del Myanmar. Il voto ha raggiunto anche aree contese e zone di conflitto, dove i militari hanno rivolto minacce ai civili e lanciato accuse di coercizione. Secondo le Nazioni Unite e osservatori indipendenti, il processo è privo di credibilità democratica e rappresenta un tentativo di legittimazione internazionale di un regime che continua a governare con la forza.
Si apre alla Corte internazionale di giustizia dell'Aja il caso di presunto genocidio commesso dall'esercito birmano contro i Rohingya nel 2017. Il procedimento, promosso dal Gambia, arriva dopo anni di inerzia internazionale, in un contesto oggi segnato da profondi stravolgimenti politici e militari in Myanmar. Il golpe del 2021, la guerra civile in corso e i ribaltamenti di alleanze sul terreno rendono il processo sempre più scollegato dalla realtà attuale.
Il generale a capo della Kawthoolei Army (KTLA), una delle milizie che combattono contro la giunta miltare, nei giorni scorsi ha annunciato la nascita della “Repubblica di Kawthoolei” al confine con la Thailandia. La mossa divide il popolo karen ed è stata criticata perché rischia di indebolire il fronte anti-giunta nella guerra civile, in un momento già molto delicato per la resistenza.
L'inviato speciale per gli Affari Asiatici Deng Xijun ha detto che il voto (con garanzie per gli interessi cinesi) era una condizione posta da Xi Jinping a Min Aung Hlaing. I risultati diffusi dal regime birmano sul primo turno del 28 dicembre confermano la scontata vittoria con margine molto ampio del partito degli ex-generali. In Myanmar la Cina cammina comunque sul filo, continuando a sostenere anche le milizie etniche che controllano le aree sul confine.