Uno degli ultimi attacchi la giunta militare birmana ha preso di mira famiglie e civili del villaggio di Yei Twin Gone, nella regone di Bogo, dove i soldati nei giorni precedenti avevano arrestato circa 160 abitanti per avere informazioni sui leader locali della resistenza. Anche in Rakhine e nella regione di Mandalay altre stragi, in cui sono morti altri sei bambini.
Da domani in Myanmar entra in vigore un nuovo sistema di circolazione per le auto private, introdotto per affrontare la riduzione delle importazioni di benzina a causa della guerra in Medio Oriente. Le auto elettriche sono però esentate: il settore è dominato da aziende legate alla famiglia del generale Min Aung Hlaing, mentre nel Paese i blackout sono continui.
Il generale Min Aung Hlaing ha annunciato il gesto per il National Farmers’ Day, ma tra loro non c’è Aung San Suu Kyi e migliaia di persone restano comunque in carcere. L’esercito inoltre ha continuato a condurre bombardamenti contro i civili. L’iniziativa arriva in un momento di tensioni interne alla giunta e mentre l’Asean resta divisa sulla gestione della crisi birmana.
Da Mitykina a testimonianza di p. Kurt Pala, sacerdote filippino dei Missionari di San Colombano, che svolge il suo ministero nel Paese da più di cinque anni sfigurato dalla guerra. "Qui sia i poveri sia la terra urlano un grido di dolore. Ma con loro ho imparato a pregare mentre si attende la pace, a confidare in Dio in ogni momento della vita, a condividere l’ultima tazza di riso con un vicino e a trovare gioia nelle piccole cose".
Il capo della giunta militare si prepara a lasciare formalmente la guida dell’esercito per assumere la presidenza nel nuovo governo che entrerà in carica ad aprile. La creazione di un Consiglio consultivo con poteri trasversali potrebbe consentirgli di mantenere il controllo sull'intero sistema di regime. Intanto il vice Soe Win emerge come figura chiave nei rapporti con la Cina.
Il provvedimento di Naypyidaw contro l'incarica d'affari di Dili segue l’apertura di un procedimento giudiziario per presunti crimini di guerra commessi dall’esercito birmano. È la prima volta che un tribunale di un Paese del blocco regionale avvia un’azione legale contro un altro Stato membro. La vicenda evidenzia le profonde divisioni interne all'organizzazione, spaccata tra chi chiede maggiori pressioni e chi vuole un riavvicinamento dopo le controverse elezioni.