Il conflitto riesploso tra il Pakistan e i talebani rende ancora più precaria la posizione delle famiglie registrate come profughe dall'Unhcr ma senza disporre di un percorso chiaro di reinsediamento permanente. Spesso vivono in incognito per motivi di sicurezza, temendo di poter essere rimpatriate a Kabul, sotto un governo che le perseguita. L'appello di una donna: "Voglio che i miei figli possano crescere senza paure".
La reazione afghana ai bombardamenti degli ultimi giorni dell'esercito di Islamabad ha fatto scattare un salto di qualità nel conflitto mai sopito. Il Pakistan promette azioni "risolutive" contro le basi dei "terroristi pachistani" in Afghanistan. La Cina - in mezzo tra i due fuochi - invita alla "moderazione". I 21 milioni di afghani già oggi in situazione di indigenza rischiano di pagare il prezzo di questo scontro senza fine.
Con lei premiati i leader di Armenia e Azerbaijan per il processo di pace e l’ong palestinese Taawon per l’impegno umanitario. Il messaggio di papa Leone XIV che definisce la fratellanza “non ideale lontano, ma necessità urgente”. Riconosciuta l'opera dell’attivista per l’istruzione femminile negata dai talebani tornati al potere nel 2021: "Il mondo non dimentichi le donne afghane".
Durante un incontro tenutosi oggi con funzionari Onu e rappresentanti della comunità internazionale, Kabul ha dichiarato che il calo della diffusione dell'oppio è dovuto al divieto della coltivazione di papavero imposto a partire dal 2023. Un rapporto delle Nazioni unite evidenzia però un aumento nel consumo di metanfetamine e di farmaci sedativi soprattutto tra giovani uomini in diffcioltà economica.
Sette morti in un'azione rivendicata dallo Stato islamico della provincia del Khorasan (ISKP) nel quartiere commerciale di Shahr-e-Naw. L’attacco, che si inserisce in una più ampia campagna jihadista anti-cinese, riaccende i timori per la sicurezza degli investimenti in Afghanistan. Pechino continua a mantenere una presenza diplomatica ed economica, mentre le divisioni interne alla leadership talebana complicano il quadro politico e della sicurezza.
Dopo aver puntato sugli spazi aperti dal ritiro degli Stati Uniti, la Cina oggi deve fare i conti con i nuovi venti di guerra tra Kabul e Islamabad che colpiscono anche le migliaia di cinesi che lavorano una delle più importanti direttrici della Belt and Road Initiative. Mentre i talebani arruolano contingenti della diaspora uigura.