Le Filippine dipendono quasi totalmente dal Golfo per il loro fabbisogno energetico. La profonda crisi di oggi costringe Manila a cercare un accordo con Pechino per una boccata d'ossigeno sui carburanti e i fertilizzanti. Ma sono gli stessi due Paesi divisi dal contenzioso sulla sovranità di un'area del Mar Cinese Meridionale ricca di giacimenti di petrolio e gas naturale non sfruttati per le reciproche rivendicazioni.
Fabc, Celam e Secam - le federazioni continentali delle Conferenze episcopali - hanno sottoscritto un documento che è anche impegno comune. L’appello ai governi di tutto il mondo ad abbracciare un “trattato di non proliferazione”. Caritas internationali: il ruolo della donna è cruciale nel fronteggiare i cambiamenti climatici.
I presuli asiatici esprimono preoccupazione per l’escalation in Medio Oriente. In comunione con Leone XIV, chiedono stabilità, dialogo e riconciliazione: "Dare priorità alla dignità umana". Preghiere anche per i civili e per i lavoratori migranti coinvolti nel conflitto, mentre si moltiplicano le iniziative diocesane di preghiera a favore della pace.
Fra le molte comunità di espatriati si contano già diverse vittime. Il primo decesso nello Stato ebraico per un missile iraniano è stato quello di una badante filippina. Il conflitto investe anche i mari, con un marittimo morto su una petroliera al largo della costa dell’Oman. Un pakistano, un nepalese e un cittadino del Bangladesh le tre persone uccise negli Emirati Arabi Uniti.
Il 12,5% delle famiglie filippine fonda tuttora il proprio sostentamento su quanto inviato dai componenti emigrati all'estero. Ma i fattori di instabilità internazionale, le forme più stabili di permanenza all'estero di molti migranti e le trasformazioni economiche a Manila stanno cambiando il quadro complessivo con una sensibile diminuzione del contributo percentuale di questa forma di entrate al Prodotto interno lordo.
Il Paese celebra oggi l'anniversario dalla Rivoluzione dei Rosari. La testimonianza di una religiosa in piazza contro la dittatura di Marcos nel febbraio 1986 e il passaggio di testimone alla Generazione Z. Per il presidente della Conferenza episcopale mons. Garcera le persone “possono ancora cambiare la società, se scelgono l’onestà”.