Le dimissioni dell'arcivescovo della Madre di Dio a Mosca mons. Paolo Pezzi segnano un passaggio delicato per la comunità cattolica in Russia che toccherà anche i rapporti con le autorità e il patriarcato ortodosso. Citando le ragioni di salute che gli rendono impossibile oggi amministrare la grande diocesi il presule che ha guidato questa Chiesa dal 2007 ha invitato all'unità. Il nodo della successione.
Il livello di controllo statale su quello che i cittadini dicono e scrivono a Mosca oggi è ormai superiore a quello dell’Unione Sovietica prima di Gorbačev. Qualunque poliziotto, vigile o giudice si attiene a questa linea; tutti capiscono che non si può più parlare di politica o criticare chi è al potere, e si controllano anche le espressioni più innocue.
Dalle divisioni politiche con Washington che annuncia ritiri delle sue truppe ai limiti mostrati dalle forze aeree e navali nella crisi in Medio Oriente: gli alti gradi degli eserciti europei insistono sulla necessità di attrezzarsi per far fronte a un possibile attacco russo a un Paese Nato entro il 2030. E con la minaccia sempre più concreta dei droni si rafforza la cooperazione militare con l'Ucraina.
La visita a San Pietroburgo del ministro degli esteri Abbas Arakhci ha sancito che l’Iran, con l'invasione dell'Ucraina, si è trasformato in un “fornitore insostituibile” per l’esercito russo, indebolito da problemi di produzione di armi e dalle grandi perdite al fronte. Mentre il know-how di Mosca oggi rende più efficace la navigazione e la precisione degli attacchi con i droni di Teheran.
Al seminario Donskoj della regione di Rostov su disposizione del Sinodo è stato aperto un programma magisteriale sulla dimensione caritativa della Chiesa. Un indirizzo nuovo negli studi teologici ortodossi russi, con un programma che cerca di elaborare un percorso “innovativo”, con metodologie scientifiche oltre che spirituali.
Il filosofo russo Epstein parla di nuova “cortina di ferro” elettronica e digitale. Al crollo del sistema totalitario sovietico emerge un sistema virtuale immenso e avvolgente. Il muro odierno non è facilmente controllabile da un centro di potere assoluto. Si cerca di tappare i buchi e interrompere le connessioni. Lo sfidante di Putin non è più Naval’nyj, ma Durov, fondatore di Telegram.