Tra i 15 delegati delle forze democratiche russe all’estero con cui l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha cominciato a lavorare vi sono anche rappresentanti di popoli come gli udege, i buriati, gli izoriani e i komi. Che raccontano: “Per molti europei è scioccante sapere che non per tutti in Russia la lingua nativa è quella russa”.
Il politologo russo super-putiniano Gleb Kuznetsov ha pubblicato sulla rivista Gosudarstvo (“Lo Stato”) un articolo dove afferma esplicitamente che “la divisione dei poteri, le elezioni concorrenziali e la libertà di parola impediscono allo Stato di funzionare in modo efficace”. E indica a modello l'esempio di Shenzen "una delle città più controllate al mondo".
A Majluu-Suu è a un passo dalla chiusura definitiva la storica fabbrica simbolo dell'elettrificazione dell'Unione Sovietica promossa da Vladimir Ilič. Le lampadine a incandescenza un tempo esportate anche all'estero oggi sono soppiantate da quelle a Led prodotte in Cina. Le autorità kirghize stanno cercando una riconversione degli stabilimenti, ma quasi il 60% degli abitanti della città ormai è emigrato in cerca di lavoro.
Per Dugin e Solov’ev le ex Repubbliche sovietiche “non hanno il diritto all’indipendenza” e devono riunirsi alla Russia per non finire schiave della Cina, dell’America o dell’Europa. Dai governi locali solo flebili proteste richiamando lo "spirito del partenariato strategico". Il sospetto che i due propagandisti dicano “quello che la dirigenza russa non vuole esprimere apertamente, ma che in realtà corrisponde ai suoi piani”
La poetessa e traduttrice Irina Jurčuk, nativa della città di Kharkov sul confine tra i due Paesi, epicentro del conflitto in corso, ha pubblicato a Kiev il suo libro “Il passaggio sopraelevato”, un’antologia in cui unisce testi di autori russi e ucraini contemporanei, con le traduzioni e le sue stesse rime bilingue. Un modo per ritrovare la propria vera identità, senza farsi annientare dalle prevaricazioni e dalle rivendicazioni.
Dal leader vietnamita l’impegno a sostenere gli sforzi congiunti per una soluzione di pace nella Striscia. La promessa di lavorare “a stretto contatto” con l’ex nemico “in vari settori” in linea con “esigenze e priorità” di entrambi. Fra i Paesi dell’Asia centrale l’adesione di Uzbekistan e Kazakhstan.