Mantenedo una promessa elettorale nazionalista avanza in campagna elettorale il governo di Anutin ha cancellato l'intesa del 2001 (mai decollata) per lo sfruttamento comune di giacimenti energetici su aree di mare conteso. Segnale di quanto le tensioni restino accese nonostante il cessate il fuoco in vigore da dicembre. Cambogia preoccupata per il rafforzamento dei pattugliamenti della marina thailandese.
Nonostante la stretta annunciata dal governo, negli ultimi mesi sono state rilasciate nuove licenze ai casinò che hanno chiari legami con i centri per le truffe online. Amnesty International denuncia un sistema “industrializzato” di abusi: all'interno delle strutture dove si gioca d'azzardo, gruppi criminali pepetrano violenze, forme di lavoro forzato e tratta di esseri umani.
Il ritorno in patria di oltre 900mila persone migranti ha fatto crollare di oltre il 20% il flusso di denaro dall'estero secondo un rapporto della banca centrale cambogiana. Una situazione che complica la disponibilità economica delle famiglie e genera nuove pressioni sul mercato del lavoro interno, mentre continuano le critiche al governo e le tensioni con Bangkok lungo il confine.
Chiuso il monastero rifondato nel 2004 dalle monache coreane sulle ceneri della precedente comunità contemplativa cancellata dalla persecuzione di Pol Pot. La decisione è legata alla mancanza di nuove vocazioni. Il grazie del vicario apostolico mons. Schmitthaeusler: "I frutti della vostra presenza continueranno nella nostra comunità".
Conclusa oggi la parte cambogiana del processo per la beatificazione del vescovo Joseph Chhmar Salas e 11 suoi compagni uccisi durante il genocidio dei khmer rossi. Dal 2015 raccolte decine di testimonianze di persone che videro la loro fedeltà al Vangelo nel tempo dell'orrore. Tra i candidati anche due religiose e quattro laici. Se riconosciuti dal Vaticano saranno i primi beati di questa piccola Chiesa rinata negli anni Novanta.
Il voto per l'adesione all'Unclos arriva dopo quarant'anni di rinvii e guarda a un nuovo fronte con la Thailandia riguardo ai giacimenti contesi al largo dell'isola di Koh Kood. Nel 2001 Thaksin Shinawatra aveva firmato un accordo con Hun Sen per uno sfruttamento comune mai realizzato e oggi contestato a Bangkok. L'intereccio con l'arbitrato del 2016 sulla "linea dei nove tratti" attraverso cui Pechino rivendica ampie aree del Mar Cinese Meridionale.