La denuncia del vescovo di Kalookan e presidente della Conferenza episcopale: "Migliaia di morti degli anni di Duterte restano da anni "sotto indagine" senza risposte per le famiglie, le inchieste parlamentari sono fallte. Per chiudere davvero questa pagina nera serve un organismo indipendente che faccia prevalere il coraggio sulla paura e la responsabilità sull'impunità".
Solo informazioni su contropartite commerciali nei resoconti del vertice di Busan. Mentre a Hong Kong slitta ancora l'inizio del processo a Lee Cheuk-yan e Chow Hang-tung (in carcere da più di 1500 giorni per le veglie in memoria di Tiananmen), a Macao chiude un'altra testata indipendente e Radio Free Asia si ferma del tutto soffocata dai tagli alla cooperazione Usa. C'è ancora spazio per le battaglie di libertà nell'era dei negoziati transazionali?
Il figlio Sebastien parla ad AsiaNews del Calvario dell'imprenditore cattolico oggi 78enne che si è battuto per la democrazia a Hong Kong e per questo si trova in carcere dal 2020. "Temiamo per la sua vita: troppi detenuti anziani diabetici sono già morti dietro le sbarre. Resta in isolamento: gli è impedito persino di andare a Messa. Trump ha detto che ne parlerà con Xi Jinping: speriamo ottenga la sua liberazione. L'incontro con Leone XIV ha dato a mia madre tanta forza".
Il presidente Masoud Pezeshkian ha firmato la norma, che è già entrata in vigore. Per i promotori è una risposta alle fughe di informazioni riservate nella “guerra dei 12 giorni” con Israele (e Stati Uniti). I critici rispondono che il governo ha colpito solo persone comuni, senza punire alti funzionari o responsabili. Sullo sfondo la grave crisi economica attraversata dal Paese.
Human Rights Watch chiede una nuova indagine sulla scomparsa da Ampang della donna che sosteneva il governo dell'oppposizione in esilio. E mette in guardia sui rischi di una possibile repressione trans-frontaliera da parte della giunta militare birmana. L’attivista era fuggita nel 2015 e viveva sotto la protezione dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati.
Zhang Wenpeng, 32 anni, è in carcere dal settembre 2024 presumibilimente per aver offerto conuslenza a una persona accusata di corruzione a Sanya. Sarebbe stato tenuto incatenato per sette giorni e non può incontrare liberamente il suo legale di fiducia. Nel febbraio 2023 aveva firmato una petizione che chiedeva l'abolizio del reato di "aver provocato liti e causato disordini" usato contro i dissidenti e per il quale lui stesso ora è stato incriminato.
Ricevendo in udienza la Fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre il pontefice ha ricordato le parole sul legame tra questo diritto fondamentale e la pace pronunciate da papa Francesco nel suo ultimo messaggo urbi et orbi. "Non abbandoniamo i nostri fratelli perseguitati". "Anche le comunità piccole e vulnerabili possono essere segno di fraternità, mostrando che un mondo diverso è possibile".
Pechino continua a violare i diritti e ad abusare degli uiguri e di altre minoranze musulmane nella regione occidentale. Famiglie delle vittime messe a tacere e minacciate. I racconti di quanti aspettano il ritorno di un familiare dai centri di detenzione. Brooks: “Distrutte vite, famiglie separate e comunità smantellate dalla continua crudeltà delle autorità cinesi”.
Nei giorni scorsi la visita dell’Alto commissario Onu per i diritti umani Volker Türk nell’isola. Incontri con leader religiosi, politici e personalità della società civile. La questione della “responsabilizzazione” interna e la creazione di un procuratore indipendente per far luce sugli abusi del passato. La vicenda di oltre un centinaio di Rohingya alla deriva sulla costa nord.
La denuncia nel Global Index presentato a Ginevra dall'Organizzazione Mondiale Contro la Tortura. Ben 2739 le morti in carcere nel 2024, in crescita rispetto all'anno precedente. New Delhi non ha mai ratificato la Convenzione dell'Onu contro queste orribili pratiche. Emblematica dell'impunità la storia di due commercianti cristiani del Tamil Nadu deceduti in cella nel 2020 dopo essere stati arrestati per aver violato il lockdown durante il Covid: la famiglia non ha ancora ottenuto giustizia.
A Hong Kong costretta a interrompere le attività anche l'ong che rilanciava le notizie sulle proteste spontanee dei lavoratori e gli incidenti sul lavoro nella Cina continentale. A farla nascere nel 1994 era stato l'attivista Han Dongfang, che a piazza Tiananmen nel 1989 aveva provato a dare vita a un sindacato indipendente. Poche ore dopo l'annuncio già disattivato il sito internet. Sono ormai 60 i gruppi della socità civile che si sono sciolti dal 2020.
Il dramma di una famiglia di tribali Yanadi costretti a lavorare in un allevamento di anatre. Alla madre che disperata chiedeva notizie del figlio di 9 anni tenuto in ostaggio come "garanzia" il padrone rispondeva con una caten di bugie. Mons. Thakur, della Commissione per i migranti dei vescovi indiani: "La schiavitù che permane pur essendo ufficialmente illegale è una macchia enorme sulla coscienza di un Paese che si presenta come una potenza economica".
Il 17 maggio ricorre l'anniversario del rapimento da parte delle autorità cinesi del bambino designato come reincarnazione della seconda autorità tibetana. Una storia che l'imminente novantesimo compleanno del Dalai Lama ricollega alle preoccupazioni sulle interferenze nella successione. Intanto in esilio è nata Tibet Radio, per riempire il vuoto lasciato dalla chipusura dei programmi in lingua tibetana di Radio Free Asia e Voice of America.
Il presidente Usa è in Arabia Saudita, prima tappa del viaggio regionale che prevede anche Emirati e Qatar (ma non Israele). Il Tycoon punta sull’economia e gli affari miliardari (armi comprese), relegando ai margini dell’agenda gli altri temi. Ma dietro lo sviluppo e i dollari di Riyadh vi sono ombre sui diritti e i timori per i danni ambientali legati al mega-progetto sul mar Rosso.
Secondo il rapporto di Amnesty International in Iran, Iraq e Arabia Saudita il 91% delle condanne a morte note. Mancano dati per Cina, Corea del Nord e Vietnam per i quali sono segreti di Stato. Teheran e il boom di esecuzioni (anche) per reprimere la protesta. Regimi e governi usano la pena capitale come “arma” da sfruttare col “falso pretesto” di migliorare la sicurezza.
L’ultima ondata di ordini esecutivi di Trump ha colpito anche Radio Free Asia e altri organi di informazione satellite come Voice of America. Finanziati dal governo statunitense, hanno rappresentato una fonte essenziale di informazioni da regioni a rischio come il Tibet o lo Xinjiang, contro il bavaglio della Repubblica popolare cinese. Ex ambasciatore Usa: "Un gigantesco regalo a Pechino".
Eseguita la condanna a morte di Shahzadi Khan, una migrante dell'Uttar Pradesh, in carcere per la morte di neonato di 4 mesi avvenuta dopo una vaccinazione. La famiglia non ha voluto l'autopsia e - dopo due mesi - l'ha accusata di omicidio. Il video in cui si accusa sarebbe stato estorto copn la tortura. La denuncia del padre: "L'ambasciata indiana l'ha abbandonata".
Fra i temi “sensibili” trattati, che lo hanno portato in galera, l’ambiente e la campagna anticorruzione condotta dall’attuale segretario generale To Lam. Si trova in stato di fermo dal 7 giugno scorso, al momento non vi sono conferme di ricorso in appello. Gruppi internazionali pro diritti umani chiedono la sua liberazione.
Secondo un rapporto di Hrw, la Cina ha imposto restrizioni ancora più severe ai viaggi per i membri della minoranza islamica. Accessibili solo un un numero “limitato” di nazioni. Vietati contatti e interazioni con attivisti all’estero. Per il visto necessario fornire un “garante” o vengono tenuti in “ostaggio” i familiari per assicurare il ritorno in patria.
Giunti in Thailandia dieci anni fa come prima tappa per raggiungere la Turchia e tenuti da allora in isolamento, sarebbero stati costretti a firmare l'accettazione del rimpatrio in Cina dove il loro popolo subisce una dura repressione nello Xinjiang. Bangkok non aderisce alla Convenzione Onu per i rifugiati.
Fermato da decine di agenti in borghese metre si trovava in un ristorante, da due giorni la comunità islamica locale protesta davanti al municipio. La provincia dove gli Hui sono maggioranza è da tempo una delle più calde per le politiche di "sinicizzazione" imposte dalle autorità.
La soluzione del caso della donna condannata al patibolo per droga che potrà essere estradata da Jakarta nel suo Paese dove non vige la pena capitale, ha riaperto la discussione in tutto il Sud-est asiatico dove è ancora ampiamente applicata in Indonesia, Singapore e Vietnam. L'appello: "Priorità alla protezione delle comunità più vulnerabili, spesso vittime di errori di giudizio".
Il monito dell'inviata speciale Alexandra Xanthaki al termine di una visita di dieci giorni in un Paese dove insieme le etnie minoritarie formano il 47% della popolazione: "Nonostante i passi avanti sui diritti umani, restano politiche di assimilazione delle popolazioni indigene nel gruppo dominante Lao e ricollocazioni forzate di villaggi nel nome dello sviluppo".
Comminata la pena di morte a Rosman Abdullah, un singaporiano di 55 anni. Le critiche delle associazioni per i diritti umani e dell'Onu che contestano le severissime leggi della città-Stato, contestandone l'efficacia nella deterrenza del narcotraffico. Sono già 24 le sentenze capitali eseguite dalla ripresa due anni fa dopo il blocco legato al Covid.
Le "maniere forti" sono ormai strumenti di pressione sistematica, soprattutto nei confronti dei prigionieri politici russi. Un'inchiesta di Mediazona racconta le storie di chi è stato sottoposto alla violenza nelle carceri russe per estorcere confessioni forzate.
Per sette voti il posto va alle Isole Marshall, uno dei cinque rappresentanti della regione Asia-Pacifico. Respinta la candidatura come nel 2020, mentre il Qatar si aggiudica il secondo mandato consecutivo. Intanto nei primi 10 mesi del 2024 nel regno degli al Saud eseguite 213 condanne a morte: mai così tante.
Nonostante il riconoscimento dello status di rifugiato da parte dell'Unhcr il tribunale ha accolto la richiesta di estradizione di Y Quynh Bdap presentata da Hanoi. L'attivista ha presentato appello e una nuova richeista d'asilo all'ambasciata canadese. L'atteggiamento ambiguo della Thailandia che apre le sue porte all'accoglienza temporanea ma non essendo firmatario della Convenzione Onu non offre vere garanzie.
Fermato il più noto tra i giornalisti indipendenti cambogiani ancora in attività nonostante la repressione. Il probabile pretesto i post pubblicati sui social network sui danni ambientali provocati da alcune cave di pietra, bollati dalle autorità come notizie che creano “disordine sociale”. Ma Dara è molto attivo anche nelle denunce sugli schiavi dei network transfrontalieri delle truffe on line. Con lui sono diventati ormai un centinaio i prigionieri politici in Cambogia.
Alla sbarra a porte chiuse i leader del movimento di opposizione Gruppo 24, Sukhrob Zafare e Nasimdžon Šarifov. Scomparsi da Istanbul dove vivevano da dieci anni in esilio, nell'agosto scorso il procuratore generale aveva reso noto che si trovano in un carcere della capitale del Tagikistan. Messa al bando come "assocazione estremistica" all'organizzazione non è permesso in alcun modo di partecipare alla vita politica e sociale del Paese.
Rigettata una petizione presentata dai 37 detenuti che si trovano nel braccio della morte, ma con l'invito ad applicarla solo in casi "eccezionali". L'ultima esecuzione risale al 2020. Le critiche del Kuomintang che definisce il verdetto dei giudici una "abolizione di fatto". Amnesty International Taiwan parla di "passo avanti" e chiede al governo di decretare una moratoria ufficiale.
Identificate come Ri e Kang, 39 e 43 anni, stavano aiutando altre donne a fuggire in Corea del Sud. Entrate in Cina come vittime di tratta, una volta rispedite in Corea del Nord sono state uccise dopo un processo pubblico, confermato da diverse fonti.
La repressione dei diritti delle donne da parte dei talebani risulta ancora più evidente per chi ha origine etnica diversa. Nelle regioni settentrionali dell’Afghanistan vivono centinaia di migliaia di turkmeni etnici, e nessuno si occupa della difesa dei loro diritti, anche per le relazioni gelide con Ashgabt.
Il ministro dell'Interno ha affermato che tutti i decessi in detenzione registrati dal 2022 sono avvenuti per cause di salute. Il Consiglio degli avvocati ha espresso preoccupazione per le affermazioni e chiesto indagini indipendenti. Tra il 2011 e 2021 sono state registrate 430 morti in custodia.
Un provvedimento che era richiesto da tempo dalle Chiese del Paese per combattere il fenomeno dei matrimoni precoci, spesso legati a rapimenti. La Conferenza episcopale: "Ora ulteriori provvedimenti per criminalizzare le conversioni religiose forzate".
Le condanne per "lesa maestà" di dieci ambientalisti e la campagna contro uno degli unici due sindacati indipendenti rimasti confermano che la repressione non è affatto finita dopo il passaggio di consegne dal padre Hun Sen. E proprio la mancanza di carisma de giovane erede sembra avere incrementato indirettamente il ricorso a corruzione e abusi di potere.
Il Wuc ha promosso manifestazioni per rendere omaggio alle vittime della più violenta repressione attuata da Pechino contro la minoranza musulmana. Attivista denuncia “politiche” che “risultano in “crimini contro l’umanità e genocidio”. Nessun musulmano dallo Xinjiang ha potuto partecipare all’Hajj. Campi di “sinicizzazione” e “rieducazione” durante la festa di Eid.
Con una storica sentenza i 15 giudici hanno accolto la battaglia legale promossa dalle vittime, quasi 25mila persone con disabilità o malattie croniche tra il 1948 e il 1996. Potranno ottenere indennizzi sino a poco meno di 19mila euro, ma la vera battaglia è per la dignità.
Una fonte di AsiaNews racconta la vita dei cattolici. Un milione di persone, soprattutto migranti economici, celebrano “in privato” la fede. Il legame con la Chiesa universale e la speranza di potersi un giorno riunire e pregare in una chiesa. Internet ha rafforzato i rapporti fra comunità e favorito la partecipazione alle funzioni. Una “lunga storia” di presenza “discreta” nella regione.
Nonostante non siano più stati scelti direttamente dai militari i gruppi di potere hanno comunque dominato la scelta dei nuovi membri della Camera alta thailandese. Tra i soli 3 rappresentanti della società civile risultati eletti la vedova dell'avvocato Neelapaijit, fatto scomparire nel nulla vent'anni fa. "Lavoreremo per lagente, ma siamo sconcertati da questo esito".
Alla viglia del voto si ritira Amirhossein Ghazizadeh Hashemi e invita altri a seguire il suo esempio per rafforzare un’unica leadership. Cresce il consenso attorno a Pezeshkian, sostenuto dagli ex presidenti Rouhani e Khatami e da Zarif, ma oggetto delle critiche della guida suprema. Appello di Khamenei al voto, mentre prevale il fronte dell’astensionismo.
Una risposta all’intensificazione dei casi di violenza riportati dalla cronaca. Una norma pensata 20 anni fa, ma accantonata da diverse legislature. Attivisti e ong sottolineano che il passaggio dal liberale Joko Widodo al conservatore ed ex generale Prabowo Subianto rende una sua approvazione ancora più urgente.
È quanto emerge da uno studio relativo al 2023 pubblicato dagli attivisti della Human Rights Foundation of Turkey. Lo scorso anno 781 persone hanno invocato aiuto e tutela dopo aver subito violenze. Sei persone sono morte in prigione o sotto custodia per le percosse subite. Contro i curdi un uso “sproporzionato” della forza.
La blogger che raccontò la pandemia da Wuhan minacciata nuovamente di arresto a pochi giorni dal rilascio dopo quattro anni di pena scontati in carcere. Tre settimane fa - visibilmente provata - aveva raccontato la sua fede professata anche dietro le sbarre in un'iniziativa su Zoom promossa dalle 'chiese domestiche' cinesi (perseguitate da Pechino).
Il leader buddista era diventato famoso per il cammino a piedi da nord a sud del Vietnam per i diritti. Per le autorità - che lo hanno schedato - egli avrebbe interrotto di proposito la sua marcia. Una versione che non convince attivisti e gruppi pro diritti umani. Un deputato Usa lancia un appello alla Commissione sulla libertà religiosa.
Mentre Pechino cancella sistematicamente la memoria della brutale repressione delle proteste degli studenti il 4 giugno 1989 ci sono 14 protagonisti di quel movimento tuttora dietro le sbarre, perché riarrestati per la loro battaglia per la democrazia. L’appello di Chinese Human Rights Defenders per la loro liberazione. Mentre a Hong Kong c’è preoccupazione per le condizioni di salute di Jimmy Lai.
In una riflessione pubblicata sul settimanale diocesano Sunday Examiner in vista della “data sensibile” (e innominabile per Hong Kong) il vescovo ricorda l’”evento che ha distrutto la vita 35 anni fa” a Pechino il 4 giugno 1989. Senza dimenticare, l'invito è a guardarlo con gli occhi dell’”amore incondizionato” di Dio che perdona “anche quanti non hanno il coraggio di chiederlo”.
Mentre anche quest’anno il 4 giugno a Victoria Park sarà impedito il ricordo dell'anniversario della strage degli studenti di Pechino, un gruppo di singoli cristiani ha invitato a sottoscrivere il testo di una preghiera che verrà pubblicata come inserzione sul Christian Times. Un testo che parla della repressione di allora, ma anche di quella in atto oggi a Hong Kong.
Cristiana in prima linea per i diritti umani a Shanghai, oggi quarantenne, Zhang Zhan avrebbe dovuto essere liberata oggi scontati i quattro anni di reclusione, ma alla famiglia è stato imposto il silenzio e non si hanno notizie certe su di lei. Gli attivisti che seguono il suo caso temono che la sua detenzione stia proseguendo sotto altre forme, come già accaduto in altri casi.
Un viaggio di 10mila chilometri esaltato da Pechino come occasione di sviluppo (e di rivincita sull'uscita dell'Italia dalla Belt and Road Initiative). Ma il cotone e i pomodori dello Xinjang sono al centro della “politica di alleviamento della povertà attraverso il trasferimento di manodopera”, che secondo numerosi rapporti è una forma di lavoro forzato.
La condanna di Manahel al-Qatabi per aver invocato la fine della tutela maschile è solo l’ultimo esempio di una lunga serie. Pena capitale ad un uomo per aver denunciato sui social corruzione e violazioni dei diritti umani. Decine di persone dovranno scontare “lunghe” sentenze in prigione.
In un rapporto diffuso da Chinese Human Rights Defenders le storie di bambini e ragazzi vittime della repressione dei diritti umani. Il caso limite della figlia di He Fengmei, separata dalla madre un mese dopo il parto e trattenuta in un ospedale psichiatrico dell'Henan. Il ragazzino che viene rifiutato da tutte le scuole perché il padre avvocato ha difeso gli attivisti. I piccoli dello Xinjiang messi in collegio come "orfani" per sradicarli dalle famiglie.
Pubblicata dal Dicastero della Dottrina della fede una nuova dichiarazione dottrinale sul rispetto dovuto alla persona “al di là di ogni circostanza”. No a ogni tentativo di indebolire i diritti umani per chi è più fragile, ma anche a ogni pretesa di oscurare la differenza sessuale tra uomo e donna. Card. Fernandez: uno sguardo d'insieme sull'umano.
Human Rights Watch lancia l’allarme sulle norme e i disegni di legge dell’esecutivo che pregiudicano le libertà politiche. L’ultima riguarda le organizzazioni non governative, la cui applicazione può determinare abusi e arbitrarietà. A rischio la credibilità e l’efficacia del programma del Fondo monetario internazionale.
Nel mirino del governo Montagnard Support Group Inc e Montagnard Stand for Justice, con sede negli Stati Uniti. Entrambi sono accusati di responsabilità negli attacchi contro sedi del Partito comunista nell’area di Dak Lak. La questione irrisolta della minoranza (cristiana) vittima di persecuzioni a dispetto delle “aperture”.
Stefano Chen Yueli arrestato mentre entrava nella Cina continentale con l’accusa di “operazioni commerciali illegali” per il suo coinvolgimento nella stampa di materiale per una scuola domenicale per bambini. Secondo quanto riferito da China Aid si trova in isolamento e non può vedere nemmeno gli avvocati. Con lui sarebbero stati fermati anche altri 8 cristiani.
Sono Jhed Tamano e Jonila Castro, sequestrate da agenti e militari a settembre con l’accusa di fiancheggiamento della guerriglia comunista. Per i giudici comprovate “violazioni” alla “vita, libertà e sicurezza”. Sotto la custodia della polizia minacciate anche di morte. L’accusa di affiliazione alla guerriglia sfruttata per silenziare voci critiche.
La denuncia di Turquoise Roof: costretti ai check-point a installare un sistema "antifrodi" che in realtà comunica tutti i dati personali alla polizia. Mentre un database su un'infrastruttura del gigante informatico americano Oracle analizza milioni di messaggi per bloccare di ogni forma di affermazione dell'identità locale.
Il prossimo 8 febbraio la visita del premier cambogiano in Thailandia. Al centro dei colloqui con l’omologo Srettha Thavisin vi sono i rapporti bilaterali e questioni regionali. Sul tavolo anche i commerci transfrontalieri e l’esodo di molti cambogiani perseguitati da Hun Sen, padre dell’attuale capo del governo.
Già in carcere dal 2021 è stata condannata per "incitamento alla sovversione del potere statale". In realtà denunciava l'arresto del suo compagno Xu Zhiyong (tra gli accusatori di Xi Jinping per la gestione della pandemia) e si batteva per la difesa dei diritti dei lavoratori migranti.
Al Consiglio dei diritti umani Pechino rigetta al mittente le accuse su Hong Kong, gli uiguri, il Tibet, i dissidenti arrestati, sollevate nel dibattito dedicato alla situazione nella Repubblica popolare. Appena 45 secondi a disposizione di ogni Paese per esprimersi. Intanto quattro relatori speciali delle Nazioni Unite chiedono il ritiro delle accuse e il rilascio di Jimmy Lai.
La richiesta formulata da una delegazione di esperti internazionali che ha visitato i luoghi di detenzione, compresi i centri di riabilitazione per i tossicodipendenti. Giudicata inadeguata la normativa vigente che risale al 2009.
Secondo le autorità di Vinh Long, nel sud del Paese, il 33enne leader religioso non si è mostrato “collaborativo”. Egli si era opposto al taglio di un albero centenario all’interno della pagoda e non si era registrato presso la comunità “ufficiale” buddista. A novembre la polizia ha cercato di fare irruzione, tre monaci feriti negli scontri.
Nel conto dei dati su chi ha ricevuto un trapianto in India uno squilibrio di quattro uomini per ogni donna. Nei maschi più donazioni da persone decedute, nelle donne più frequente la donazione da viventi. Sulle donne maggiori “pressioni” per “sacrificarsi” a favore di mariti, figli, fratelli. Medico indiano: vi sono alla base “norme culturali e sociali” legate alla “mentalità patriarcale della nostra società”.
Il riconoscimento assegnato oggi dall’Accademia di Oslo, che ne chiede la scarcerazione perché possa ritirarlo di persona. Il comitato ricorda che Teheran “l’ha arrestata 13 volte, condannata cinque volte a un totale di 31 anni di carcere e 154 frustate”. Nel novembre 2022 una nuova sentenza a 10 anni di prigione in un processo farsa. Per la famiglia un “momento storico”.
L'avvocato Lu Siwei - fermato a luglio a Vientiane mentre cercava di fuggire dalla Repubblica popolare - si trova in un centro di detenzione del Sichuan nonostante i moniti dei funzionari del Consiglio dei diritti umani dell'Onu. Lo stesso dove Pechino il 10 ottobre cerca la rielezione per un nuovo triennio.