Nell’Henan apre nuove ferite anziché sanarle l’ordinazione episcopale avvenuta ieri. Il vescovo sotterraneo di cui Roma ha accolto la rinuncia è ancora sotto stretto controllo, non ha potuto partecipare alla cerimonia del suo successore e nemmeno la famiglia può vederlo. Il commento di un sacerdote: “Pechino viola lo spirito dell’Accordo. Non è la prima volta che veniamo umiliati. La Chiesa non si sostiene con il potere, ma con la fede”.
Nella prefettura apostolica di Xinxiang è avvenuta stamattina l'ordinazione episcopale di mons. Li Jianlin, il secondo dei vescovi eletti durante la sede vacante. La nomina è stata approvata da Leone XIV ai sensi dell'Accordo, accogliendo la "rinuncia" del vescovo sotterraneo Zhang Weizhu (più volte finito agli arresti per il rifiutato di aderire agli organismi ufficiali). Intanto a Xuchang i fedeli si sono ritrovati un lucchetto alla porta della chiesa per aver consentito l'ingresso ad alcuni minori.
In carcere ormai da un anno insieme a un laico locale proprietario di un negozio, l'ex responsabile "ufficiale" della diocesi della provincia dello Zhejiang ha respinto le accuse di corruzione sostenendo di aver agito da sacerdote. Pressioni per scoraggiare i fedeli che volevano essere in aula per sostenerlo. Alcuni sostengono che la vera 'colpa' sia un pellegrinaggio a Roma o il mancato sostegno alla nomina di un vescovo imposto dal Partito.
Sulla pagina cinese di vatican.va il ricordo del vescovo "sotterraneo" dell'Hebei morto nei giorni scorsi all'età di 90 anni. Restrizioni da parte delle autorità anche per i funerali tenuti a Jinzhou. Nel vuoto delle sedi vacanti rispunta p. Dong, che si era autonominato vescovo (senza il consenso di Roma) è che già mons. Jia aveva indicato come "scomunicato" per la sua disobbedienza.
Vescovo sotterraneo di Zhengding dal 1981, è morto stamattina all'età di 90 anni nell'episcopio dove era confinato. Dopo aver già vissuto il carcere durante la Rivoluzione culturale, aveva ricevuto il mandato di ricostruire le diocesi in alcune province della Cina. Il suo coraggio gli costò nuovi arresti e detenzioni, ma è stato seme di vocazioni tra i cattolici cinesi. Il ricordo dei fedeli: "Ha custodito la fiamma della speranza nelle notti più oscure".
La riflessione di un cattolico locale sull’ordinazione del vescovo ausiliare Wu Jianlin avvenuta ieri. Il dolore per la situazione irrisolta dell’altro vescovo Ma Daqin a cui resta impedito l’esercizio del ministero: “Così si incoraggiano quei membri del clero che cercano solo di compiacere il governo”
Come preannunciato da AsiaNews, questa mattina si è svolta la cerimonia per il presule fatto eleggere dal vescovo Shen Bin durante la Sede vacante in Vaticano. Leone XIV ha approvato la nomina ad agosto ai sensi dell'Accordo. Pur recluso nel seminario di Sheshan dal 2012, l'altro vescovo ausiliare Ma Daqin ha voluto inviare via social un messaggio di unità alla Chiesa di Shanghai citando il grande 'patriarca' Xu Guangqi.
Decine di arresti in almeno sei città in quella che China Aid definisce "l'ondata di persecuzione più estesa degli ultimi 40 anni" contro le comunità "sotterranee" evangeliche. Fermato anche il pastore Jin Mingri, ex giovane di piazza Tiananmen, che ha dato vita a questa comunità che conterebbe migliaia di fedeli. Accusati di uso illegale del web a pochi giorni dal diktat di Xi Jinping sulla necessità di "accelerare la sinicizzazione delle religioni".
Inaugurato l'anno accademico all’Università Urbaniana, con la presentazione degli atti del convegno per il centenario del Concilium Sinense del 1924. Evento storico definito da Leone XIV "pietra miliare nella storia della Chiesa in Cina". Card. Parolin: “Cammino intessuto di realismo, di pazienza, di fiducia da rinnovare anche davanti a momenti difficili”. Card. Tagle: "Momento di purificazione dell’opera e dell’intenzione missionaria".
La diocesi ha inviato la comunicazione ufficiale per la cerimonia di ordinazione di p. Wu Jianlin, convocando tutti i preti e le suore a essere presenti senza eccezioni. L'ordinario Shen Bin avrebbe caldeggiato la scelta dicendo: "È membro della Conferenza del partito, deve essere vescovo". Il caso dell'altro ausiliare Ma Daqin dal 2012 impossibilitato ad esercitare il suo ministero per essersi rifiutato di aderire all'Associazione patriottica.
Il 1 ottobre ricorreva un anniversario importante della canonizzazione voluta da Giovanni Paolo II che segnò il momento più conflittuale delle relazioni tra Pechino e la Santa Sede. Ricordarlo forse risulta imbarazzante nel dialogo di oggi con le autorità di Pechino. Ma la comunità cattolica cinese ha il diritto di ricordare e onorare i propri martiri, come le altre chiese nel mondo.
In un intervento a una sessione ad hoc del Politburo del Partito comunista cinese il presidente ha chiesto che “dottrine, regole, sistemi di gestione, rituali e costumi, norme di comportamento” incarnino “le caratteristiche cinesi” e si adattino “alle esigenze dei tempi”. Raccomandando "un'applicazione rigorosa" dei regolamenti e il rafforzamento delle direttive politiche.
Il direttore editoriale di AsiaNews p. Gianni Criveller commenta le parole del pontefice sulla Cina nell'intervista diffusa in questi giorni: "Garantisce la continuità delle scelte precedenti, consapevole che da qui alla nuova scadenza dell'Accordo nel 2028 c'è tempo. Ma racconta di ascoltare anche le comunità 'clandestine' che (a torto o ragione) si sono sentite sacrificate. Perché la narrazione delle autorità governative non sia l'unica di questa complessa e dolorosa vicenda ecclesiale".
Nella "nuova" diocesi dell'Hebei istituita da Leone XIV oggi si sono svolte le due cerimonie con cui le autorità hanno riconosciuto ufficialmente i due vescovi clandestini. La Santa Sede: "Passo rilevante nel cammino di comunione". Ma Pechino mette loro (falsamente) in bocca le solite tesi sull'indipendenza della Chiesa in Cina e il patriottismo seminando già zizzania con i fedeli delle comunità che la mossa dovrebbe servire a unire.
Con l’approvazione di Leone XIV questa mattina è avvenuta l’ordinazione di mons. Wang Zhengui come vescovo di Zhangjiakou, nella “nuova” diocesi che va a sostituire le sedi di Xuanhua e Xiwanzi. Dei due presuli “sotterranei” uno diventerà il vescovo ausiliare, l’altro (più volte sottoposto a misure restrittive) si ritirerà. Intanto in nome del patriottismo a Shanghai la diocesi ha organizzato una “visione di gruppo” della parata di Xi Jinping.
Dopo aver conosciuto il carcere per il rifiuto di aderire al Partito, era stato coadiutore di mons. Li a Luoyang prima di ritirarsi nel suo villaggio nel 2011. Alcuni cattolici locali ricordano ad AsiaNews le sue parole: "In Cina mantenere una fede pura porta inevitabilmente alla persecuzione. Ma se soffriamo per testimoniare Dio è comunque una benedizione".
Un convegno internazionale a Hong Kong ha ricordato il centenario della consacrazione a Roma di sei vescovi cinesi nel 1926. Tappa fondamentale per l’inculturazione del cattolicesimo cinese e la successiva esperienza dei cardinali autoctoni.
Un nuovo libro in uscita dello storico Paul Mariani ripercorre la vita della comunità cattolica di Shanghai negli anni in cui a guidarla fu il presule gesuita ordinato "illegittimamente" nel 1985, figura complessa che cercò a suo modo di mantenere un equilibrio tra Pechino e Roma negli anni della rinascita del cattolicesimo nel dopo Mao. Una lettura interessante non solo sulla Chiesa in Cina di ieri, ma anche rispetto a quanto sta accadendo oggi.
Il diplomatico che ha appena assunto il suo incarico di rappresentante di Taipei presso la Santa Sede racconta il suo incontro con Leone XIV. “Taiwan lo aveva già aiutato da vescovo in Perù, ha detto che pregherà per noi. Non rappresentiamo una minaccia per nessuno: a Pechino continueremo a proporre occasioni di dialogo e di pace”.
Nella Chiesa cattolica della provincia dello Zhejiang dove mons. Shao è vittima della repressione adesso nel mirino c'è anche il sacerdote che amministrava la diocesi "ufficiale'. Sparito da novembre andrà a processo per un libro di inni sacri pubblicato senza permesso in un'altra povincia, mentre si fanno circolare voci sui suoi conti bancari. Ma secondo alcune fonti la sua vera colpa sarebbe una non sufficiente fedeltà al Partito.
Nel provincia cinese dello Zhejiang - per convincere il vescovo sotterraneo Shao Zhumin a registrarsi - nelle ultime settimane sono stati presi di mira duramente anche sacerdoti, suore e fedeli che l'anno scorso avevano partecipato a un viaggio all'estero. Nel mirino anche i luoghi di culto e i familiari dei preti clandestini. "Vogliamo solo seguire la nostra coscienza senza dover sottostare a richieste politiche del Partito".
La cerimonia si è svolta oggi nella provincia del Fujian, mentre Leone XIV - nella sua prima scelta riguardante la Chiesa in Cina - nominava formalmente mons. Lin Yuntuan accanto all'ordinario mons. Cai Bingrui (l'ultimo vescovo cinese nominato da Francesco a gennaio). Soddisfazione della Santa Sede per un "passo rilevante" che conferma il "cammino di comunione" alla base dell'Accordo con Pechino. Il precedente di Mindong e la speranza in un esito migliore.
Nel primo Regina Caeli dalla finestra del Palazzo Apostolico papa Prevost ha ricordato la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina celebrata ieri e i dieci anni dalla pubblicazione dell'enciclica Laudato Sì, richiamando l'appello di papa Francesco "ascoltare il duplice grido della terra e dei poveri”. Questo pomeriggio a San Giovanni in Laterano l'insediamento sulla cattedra del vescovo di Roma.
Oggi si celebra la Giornata di preghiera per i cristiani in Cina, voluta da Benedetto XVI nella festa della Madonna di Sheshan. Un'occasione per celebrare la comunione con la Chiesa in Cina ma anche per ricordarne le sofferenze. Ad AsiaNews la testimonianza di un sacerdote "sotterraneo" che spiega quali difficoltà concrete comporta l'adesione all'Associazione Patriottica che con sempre più durezza Pechino sta cercando di imporre all'ombra dell'Accordo con la Santa Sede del 2018.
Come gestirà il nuovo papa il rapporto tra Pechino e il Vaticano? I fedeli della Cina continentale sperano che i vescovi da nominare e approvare secondo l'accordo possano veramente amare i fedeli, conoscere il loro gregge. Che siano abili nella cura pastorale e abbiano il sostegno dei fedeli. Solo in questo modo il vescovo potrà guidare i fedeli ad amare il Paese e la Chiesa.
Una fonte di AsiaNews racconta dalla Cina continentale l'elezione di un pontefice nato proprio in quel Paese che per la propaganda di Stato è l'antagonista di fronte al quale ostentare sempre la superiorità di Pechino. Ma lo sguardo aperto dei cattolici cinesi verso Leone XIV testimonia, ancora una volta, che credere è libertà. E che un cinese non diventa cattolico se prima non ha accettato, interiorizzato e quindi si è liberato della “tensione internazionale” che questo comporta
In occasione del conclave il sito cattolico cinese ha ricostruito la genesi storica dell'espressione "jiaohuang", utilizzata per indicare il pontefice. A introdurla fu il grande missionario Giulio Aleni, nel suo trattato di geografia "Registro delle terre straniere" del 1623. Recentemente, però, la comunità cattolica sta proponendo anche il termine "jiaozong", più in linea con il ruolo spirituale del successore di Pietro.
Come per la morte di papa Francesco gli organismi ecclesiali controllati dal Partito comunista cinese pubblicamente non possono andare oltre i rapporti diplomatici, a differenza della gioia delle loro comunità per il nuovo pastore. Il nodo dei due vescovi già eletti nelle scorse settimane, primo test per Prevost sull’Accordo. Il presidente Lai da Taiwan: insieme per promuovere pace e giustizia.
Gesuita, 65 anni, guida la comunità cattolica della grande metropoli da più di tre anni mettendo al primo posto la sfida dell'unità e dell'educazione dei giovani in un contesto sociale difficile dopo i fatti del 2019. Conosce bene le diocesi della Repubblica popolare cinese nelle quali ha già compiuto tre viaggi ufficiali a Pechino, nel Guandong e a Shanghai.
Fonti di AsiaNews raccontano che i sacerdoti locali sono stati convocati ieri per ratificare la scelta di p. Wu Jianlin, vicario generale. Un'altra elezione è stata convocata nella diocesi di Xinxiang, nell'Henan, dove è presente un vescovo sotterraneo più volte arrestato. Nella sede vacante Pechino rimarca l'autonomia della Chiesa in Cina, preparando un primo test sull'Accordo per il successore di Francesco.
Da una fonte di AsiaNews il racconto di come stanno vivendo i cattolici cinesi la morte di Francesco. Tante frasi e immagini del papa condivise sui social locali: "Nel dolore del lutto ha prevalso la gioia di annunciare l’amore. Un’esplosione spontanea, poco prudente, ma che ha ricordato che la morte e la paura non sono l’ultima parola". "Un'anziana mi ha detto: vorrei andare in Vaticano, lui voleva venire in Cina: abbiamo condiviso lo stesso sogno impossibile"
Rispondendo alla domanda di un giornalista il portavoce del ministero degli Esteri ha lodato "i contatti costruttivi e gli scambi utili" tra la Cina e la Santa Sede. Ma in nome della "sinicizzazione" il riferimento è al rapporto tra gli Stati non alla comunità cattolica locale. Il nodo della presenza dei vescovi cinesi ai funerali di Francesco.
Si sono svolti oggi i funerali del missionario del Pime pioniere del dialogo con la Chiesa in Cina dopo la persecuzione di Mao. Dall'ultimo suo libro il racconto di uno dei suoi primi viaggi nella capitale cinese e l'accoglienza in una casa dove vivevano alcuni anziani che erano stati costretti a lasciare la vita religiosa: "Avevano capito che ero un sacerdote, mi chiesero di benedire delle immagini sacre: li salutai commosso".
Missionario del Pime, si è spento sulla soglia dei 100 anni. Fu pioniere dei primi contatti con i cattolici in Cina dopo la Rivoluzione culturale e fondatore a Hong Kong dell'Holy Spirit Study Centre, per decenni il Centro studi più documentato sulla Chiesa cattolica in Cina. Come Matteo Ricci ha percorso la via dell’amicizia e del dialogo per condividere con il popolo cinese il Vangelo della pace.
Anche quest'anno il presule che si rifiuta di aderire all'Associazione patriottica è stato portato via alla vigilia della Settimana Santa. Già a Natale aveva subito gravi ritorsioni per la celebrazione con cui aveva inaugurato il Giubileo nella diocesi dello Zhejiang che per le autorità di Pechino è guidata da un sacerdote "fedele" al Partito.
Annunciate dalle autorità “regole dettagliate” che entreranno in vigore il 1 maggio. Anche a chi non è cinese chiesto il “rispetto dell’indipendenza e dell’auto-governo” delle comunità religiose locali obbedendo alle istruzioni del Partito. Non ammesse celebrazioni miste tra stranieri e cinesi, stabilito persino il numero di libri che si possono portare dall’estero “per uso personale”. Il controllo rigidissimo è il vero volto della sinicizzazione.
Una voce cattolica da Shanghai ricorda ad AsiaNews il caso del vescovo ausiliare che si dimise dall'Associazione Patriottica all'atto dell'ordinazione e da allora vive recluso. Si sperava che la tormentata nomina di mons. Shen Bin come ordinario sbloccasse questa situazione, ma a ormai due anni di distanza nulla è successo. E Ma Daqin resta l'icona del "giusto sofferente".
Il vescovo sotterraneo di Wenzhou, nella provincia dello Zhejiang, fermato questa mattina dagli agenti dell'Ufficio della Sicurezza Nazionale. Si era rifiutato di pagare l'esorbitante multa da 200mila yuan impostagli per la celebrazione, tenuta il 27 dicembre alla presenza di 200 persone. La settimana scorsa aveva scritto ai fedeli intensificare la presenza alla Messa e pregare il Rosario per la salute di papa Francesco.
Il gesto è avvenuto nei giorni scorsi durante una visita a Shanghai di una delegazione della diocesi di Hong Kong. Il racconto del card. Chow: "Il santuario della Madonna di Sheshan ha un'importanza immensa per la Chiesa in Cina ed è stato significativo pregare accanto al vescovo Shen per il Santo Padre”. L'auspicio di una collaborazione pastorale più stretta tra le comunità ecclesiali delle due metropoli cosmopolite.
Al vescovo cinese che nella provincia dello Zhejiang ha rifiutato l'adesione agli organismi ufficiali, le autorità hanno comminato una nuova ammenda da 200mila Yuan e minacciano di abbattere il suo "edificio abusivo". La colpa? Aver celebrato una Messa con 200 fedeli. A Natale aveva scritto ai fedeli della diocesi invitando a vivere il Giubileo della speranza in comunione con la Chiesa universale.
Mons. Antonio Ji Weizhong, 51 anni, si è insediato oggi alla guida della diocesi, che nel nome e nei confini canonici prende il posto di quella istituita da Pio XII con il nome di Fenyang. La nomina era stata approvata da papa Francesco il 28 ottobre. In settimana novità in arrivo anche nel Fujian.
Ordinato sacerdote nel 1947, verbita, è scomparso sulla soglia dei 105 anni dopo un lunghissimo ministero vissuto per 25 anni anche in carcere. Il vescovo di Yanzhou mons. Lu Peisen: "Ha dedicato tutta la sua vita a scrivere una meravigliosa storia di altruismo e di amore, usando la sua vita come penna e il tempo come inchiostro".
La serie di convegni che hanno rilanciato l'attualità dell'evento voluto nel 1924 dall'allora delegato apostolico mons. Celso Costantini si è svolto all'Università cattolica Fujen che nacque l'anno dopo come uno dei frutti di quell'evento storico per la Chiesa in Cina. Ancora oggi a Taiwan il tema dell’inculturazione e del dialogo tra le fedi viene portato avanti in modo concreto e con libertà, animato da finalità ecclesiali e missionarie.
Scomparso all'età di 91 anni. Originario di Shanghai era stato incarcerato nella retatata dei cattolici del 1955 insieme a cinque fratelli, con la mamma che faceva la spola da una prigione all'altra. Liberato definitivamente era stato ordinato a Taipei nel 1994. A Mondo e Missione raccontò: "C'è gioia e pace nel mio cuore perché so di non aver compiuto nulla né contro Dio né contro il mio Paese".
Da Mindong, Hong Kong e Taiwan fino alla comunità cinese di Milano: le voci della serata promossa da AsiaNews in occasione della festa di san Francesco Saverio. Tra gratitudine alle comunità che oltre ogni difficoltà hanno custodito e trasmesso la fede e nuovi incontri a partire dalle domande di senso in un mondo che cambia.
Ieri alla Gregoriana un convegno sulla eredità di “amicizia, dialogo e pace” del grande missionario gesuita. Il card Parolin ha sottolineato “continuità e specificità” degli ultimi tre papi nel rapporto fra Pechino e Ricci. Per p. Lombardi egli ha incarnato il modello dell’inculturazione. La missione è un granello seminato in un campo sterminato.
La cerimonia presieduta dal vescovo Li Shan nella cattedrale del Salvatore. Il Vaticano: papa Francesco ha approvato la nomina il 28 agosto. "Tutto faccio per il Vangelo" il motto scelto. Nessuna motivazione ufficiale fornita per la nomina di un presule con diritto di successione nonostante l'attuale pastore della diocesi di Pechino abbia solo 59 anni.
Il commento del direttore editoriale di AsiaNews p. Gianni Criveller al rinnovo dell'Accordo tra Roma e Pechino sulla nomina dei vescovi. "La sobrietà con cui è stato comunicato mostra la consapevolezza dei problemi sullo sfondo che rimangono gravi. Dopo la crisi del 2023 la Cina ha evitato di tirare la corda fino a spezzarla e oggi il clima pare migliorato. Rinunciare alla via stretta del dialogo non porterebbe nessun vantaggio".
Annunciata ufficialmente la proroga fino all'ottobre 2028, quando saranno trascorsi dieci anni dalla prima firma dell'intesa. Si allunga la durata ma il testo resta provvisorio e segreto, mentre un terzo delle diocesi sono tuttora vacanti. Come anticipato da AsiaNews, per il 25 ottobre è già fissata l'ordinazione di un vescovo coadiutore per la diocesi di Pechino.
Nella capitale cinese fissata per venerdì 25 ottobre l'ordinazione in quella che (d'intesa con Roma) diventerà la prima nomina dopo il rinnovo dell'Accordo sulla scelta dei vescovi, atteso nei prossimi giorni. Il nuovo presule ha 54 anni - appena cinque in meno di Li Shan, che guida la Chiesa di Pechino dal 2007. Da seminarista Zhen Xuebin si è formato alla St. John's University negli Stati Uniti studiando il Vaticano II.
In concomitanza con il 1 ottobre - la più patriottica delle ricorrenze - la diocesi di Hohhot nella Mongolia Interna ha ricordato anche i 150 anni dalla fondazione della prima presenza dei missionari di Scheut nella propria città. Perché, al di là della retorica anti-imperialista, c'era una Chiesa che amava la Cina e il suo popolo anche prima del 1949.
Tra le poche novità della lista dei partecipanti alla seconda sessione del Sinodo - diffusa oggi dal Vaticano - il nome di mons. Vincenzo Zhan Silu, uno dei vescovi a cui fu tolta la scomunica nel 2018. In rappresentanza dei vescovi della Cina continentale, affiancherà il vescovo Giuseppe Yang Yongqiang, che già ha partecipato lo scorso anno. La sua diocesi nel Fujian è quella delle sofferte dimissioni del vescovo "sotterraneo" mons. Guo Xijin.
In un nuovo sviluppo dell'Accordo tra la Cina e la Santa Sede, anche per le autorità politiche il presule "clandestino" a lungo agli arresti per essersi rifiutato di aderire all'Associazione patriottica diventa la guida della comunità cattolica locale. Mons. Celli lo aveva potuto incontrare due anni fa, consegnandogli una croce pettorale a nome di Francesco. La cerimonia di oggi in un albergo e non in cattedrale per sottolinearne il carattere civile e non canonico.
La pandemia e lo scoppio di conflitti drammatici hanno cambiato molte cose, nel mondo come in Cina. La generazione di ragazzi e ragazze nati dopo l'inizio del millennio è tra quelle più colpite. I giovani cinesi, credenti o meno, assomigliano di più ai loro coetanei di altre nazioni con cui condividono la vita digitale e sociale, che le generazioni che li hanno preceduti.
Nella diocesi dove il vescovo 'clandestino' mons. Shao è agli arresti, un sacerdote 'ufficiale' contesta il ridisegno delle parrocchie deciso dal sacerdote legato al Partito che di fatto governa la Chiesa locale: "Solo un vescovo può farlo". Il gesto dopo che la polizia l'11 agosto gli ha impedito di celebrare Messa in una chiesa lasciata senza assistenza pastorale.
Nello Shanxi il presidente del tribunale mantiene in prigione senza processo tre leader protestanti, con una decisione “illegittima”. Ma vi è chi, partendo proprio dalla legge e dal diritto, spiega come la pratica del culto sia conforme all’ordinamento. Lo studio, in punta di diritto, dell’esperta Feng Xuewei che ha trattato l’ingresso di Pechino nel Wto.
Il dibattito all'evento promosso all'Università di San Giuseppe in occasione del centenario del Concilio di Shanghai. Leopold Leeb: in molti cinesi c'è interesse per la novità del Vangelo e questa è la precondizione di ogni inculturazione. Il ruolo decisivo del "sensum fidelium" delle famiglie cattoliche cinesi nel tener viva la fede negli anni della persecuzione.
Un centinaio di partecipanti provenienti da tutta la "Grande Cina" riuniti all'Università di San Giuseppe per una riflessione dal profilo fortemente ecclesiale. Da mons. Savio Hon l'elogio dell'incontro con la cultura locale per cui già un secolo fa si spese Celso Costantini. Le preoccupazioni della prof.ssa Wang Meixiu sulle restrizioni di oggi all'accesso di bambini e minori nei luoghi di culto: "I cattolici oggi in Cina stanno diminuendo?".
Si tratta di mons. Giuseppe Yang Yongqiang, 54 anni, che era già vescovo a Zhoucun nello Shandong ed è uno dei due presuli che hanno partecipato al Sinodo lo scorso ottobre. Va a coprire una sede storicamente importante per la Chiesa in Cina, dove l'ultimo vescovo era stato frutto dello strappo del 2000. Nella stessa provincia dello dello Zheijang dove le autorità non riconoscono e perseguitano il vescovo Shao Zumin.
All'udienza generale l'omaggio alla Cina salutando l'Associazione Amici del card. Celso Costantini, costruttore di ponti tra Oriente e Occidente. Un pensiero anche per la Giornata del rifugiato che l'Onu celebra domani: "Gli Stati si adoperino per offrire condizioni umane e integrazione". La catechesi dedicata ai salmi: "Non c'è stato d'animo che non trovi in essi le parole migliori per trasformarli in preghiera".
Già amministratore apostolico di Kunming e di altre due diocesi è morto a più di novant'anni. Era seminarista nel 1949 quando arrivarono i comunisti: ha dovuto attendere il 1995 per poter essere ordinato prete dopo il carcere e il lavoro in un'officina. "Molto rispettato da tutti, viveva una vita semplice e dura".
L’elezione durante l’assemblea generale 2024 che si è svolta a Lima, in Perù. Succede all’irlandese p. Tim Mulroy e resterà in carica per i prossimi sei anni. Sacerdote dal 2009, ha svolto il suo ministero a Taiwan e anche in Cina e nelle Filippine. Fondati nel 1918 oggi sono presenti in 15 Paesi.
Una comunità dello Jiangxi ha voluto che nella ristrutturazione della propria parrocchia restituita dopo essere stata a lungo un asilo sulle vetrate comparissero anche le immagini dei sacerdoti irlandesi che la servirono tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta. Compreso un martire ucciso da milizie comuniste, la cui tomba è ancora un luogo venerato dai cattolici locali.
In una riflessione pubblicata sul settimanale diocesano Sunday Examiner in vista della “data sensibile” (e innominabile per Hong Kong) il vescovo ricorda l’”evento che ha distrutto la vita 35 anni fa” a Pechino il 4 giugno 1989. Senza dimenticare, l'invito è a guardarlo con gli occhi dell’”amore incondizionato” di Dio che perdona “anche quanti non hanno il coraggio di chiederlo”.
Il vescovo di Shanghai a Roma al convegno promosso sul centenario del primo incontro di tutti i vescovi cinesi. "La Chiesa è una, ma il suo sviluppo in Cina deve essere in linea con la grande rinascita della nazione cinese". Card. Parolin: "La comunione con il pontefice garanzia di una fede sottratta agli interessi politici esterni". Card. Tagle: "Ci possono essere incomprensioni, ma non siamo mai indifferenti al cammino dei cattolici cinesi".
In un videomessaggio a un Convegno in corso a Roma all’Università Urbaniana con presenze dalla Repubblica popolare cinese la storia e il presente della Chiesa in Cina nel centenario del Concilio di Shanghai. “Chi segue Gesù ama la pace, e si trova insieme a tutti quelli che operano per la pace”.
Fonti di AsiaNews raccontano l'apprensione per due persone della comunità cattolica clandestina dell'Hebei di cui non si hanno notizie da giorni. Si sospetta siano sottoposte a misure restrittive da parte delle autorità locali come già avvenuto in altri casi. In questa stessa diocesi dove un secolo fa il Concilio di Shanghai volle il santuario mariano di Donglu, restano fortissime le pressioni sulle comunità che rifiutano la registrazione negli organismi "ufficiali" della Chiesa in Cina.
A un anno dalla prima storica visita a Pechino il porporato - insieme a un gruppo di collaboratori - ha incontrato le Chiese locali di Guangzhou e Shenzhen, le due metropoli del Sud della Cina affacciate come Hong Kong sul delta del Fiume delle Perle. "Incoraggiamo incontri anche tra i laici delle nostre Chiese per sentirci una sola famiglia".
Tra i delegati riunitisi nei giorni scorsi all'appuntamento che ratifica le scelte politiche di Xi Jinping anche una delegazione di 11 rappresentanti degli organismi "ufficiali" cattolici. Presente anche mons. Yang Yongqiang, uno dei due vescovi che hanno partecipato al Sinodo in Vaticano. Mons. Shen Bin ai giornalisti: nuovi traguardi “nell'autocontrollo, nell'autogestione e nell'autocostruzione” della comunità cattolica in Cina.
Un libro pubblicato in Italia ripercorre la storia del vescovo missionario di Zhengzhou, l'ultimo predecessore di uno dei tre vescovi da poco ordinati nella Repubblica popolare cinese. Un esempio straordinario di coraggio e fedeltà al Vangelo nelle carceri comuniste che Paolo VI lodò per l'amore che mantenne sempre vivo anche nell'esilio per il gregge che gli era stato affidato.
Il messaggio dell'amministratore apostolico di Harbin ai fedeli per il cammino verso la Pasqua. "Seguendo l'invito di papa Francesco, prepariamoci al Giubileo del 2025 aiutando la nostra Chiesa cinese a trasformare l'esteriorità del canto in una preghiera profonda, capace di abbandonarsi pienamente e completamente a Dio".
Le tre recenti nomine dei vescovi indicano la volontà di non rompere. Ma l’Accordo con il Vaticano non viene mai nemmeno menzionato dalla Repubblica popolare cinese. Mentre è appena entrato in vigore un “piano quinquennale” per i cattolici che cita Xi Jinping anziché il papa e invoca un “fondamento teologico” a una sinicizzazione che nei fatti resta solo un adeguamento alla politica del Partito.
Mons. Pietro Wu Yishun, 59 anni, approvato da papa Francesco per la prefettura apostolica di Shaowu, dove non c'era più stato un vescovo dall'espulsione negli anni Cinquanta del Salvatoriano mons. König. Il rito - che chiude il trittico di cerimonie preannunciate per questi giorni - è stato presieduto del vescovo di Pechino mons. Li Shan.
Dopo quella di Zhengzhou, una nuova cerimonia oggi nello Shandong. Mons. Antonio Sun Wenjun ha 53 anni e si insedia nell’ex prefettura apostolica di Yiduxian, vacante dal 2008. Elevandola a diocesi di Weifang papa Francesco ha accettato il ridisegno dei confini deciso autonomamente da Pechino.
Mons. Wang Yuesheng, 57 anni, presidente dell'Associazione patriottica in questa provincia, era già da tempo l'amministratore designato dal Partito in una diocesi priva di un vescovo da quando nel 1953 i comunisti esiliarono il missionario saveriano italiano Faustino Tissot. Il rito è stato presieduto dal vescovo di Shanghai Shen Bin.
Prelevato dalle forze di sicurezza ieri sera, invitandolo a portare con sé "abiti per ogni stagione". Ordinato vescovo coadiutore con il mandato papale nel 2011, non riconosciuto dalle autorità per il suo rifiuto di aderire all'Assocazione Patriottica, dalla morte del suo predecessore nel 2016 gli è impedito di svolgere il suo ministero in una delle comunità cattoliche storicamente più significative in Cina. I fedeli ad AsiaNews: "Preghiamo affinché sia liberato presto".
L'annuncio sul settimanale della diocesi: a giugno esperti da tutto il mondo riuniti per riflettere sulla Chiesa in Cina a 100 anni dall'evento voluto da Pio XI e dall'allora delegato apostolico mons. Celso Costantini. Pietra miliare nello sviluppo dell'evangelizzazione del popolo cinese.
L'auspicio al termine del viaggio a Hong Kong del vescovo di Pechino. La delegazione proveniente dalla Cina continentale ha visitato anche il seminario e l'Holy Spirit Centre e partecipato a un convegno teologico sul Sinodo. Il ringraziamento di mons. Li Shan: "Abbiamo imparato molto. Avanti con l'opera di evangelizzazione. La sinizzazione come strada".
In dono al card. Chow un'immagine di Matteo Ricci. Si tratterrà cinque giorni, come aveva fatto il neo-porporato ad aprile nella capitale cinese. Tra gli incontri anche la visita al Seminario. L'auspicio espresso dal vescovo di Hong Kong di una comprensione più profonda e legami umani più stretti tra le due diocesi.
L'arcivescovo di Pechino atteso tra pochi giorni per la visita che ricambia quella compiuta da Chow nella capitale cinese in aprile. Le parole alla diocesi del nuovo cardinale rientrato da Roma dopo il Concistoro e la partecipazione al Sinodo: "Anche a Hong Kong siamo divisi: facciamo qualche passo per raggiungere quanti sono lontani da noi, sia nel mondo fisico sia in quello digitale”.
In una lunga intervista alla rivista diocesana il vescovo di Shanghai – al centro del “caso” sanato da papa Francesco a luglio – si racconta e traccia le linee programmatiche del suo ministero. Grande enfasi sul rinnovamento e la missione in una città moderna e vivace. La sinizzazione come “linea rossa”. “Agli amici all’estero dico: venite a vedere che cos’è la Chiesa in Cina”.
Riconosciuti al Caritas Insitute of Higher Education i requisiti per diventare un ateneo privato. Ormai per la nascita dell'Università San Francesco manca solo la ratifica politica dell'esecutivo di Hong Kong. Un progetto fortemente voluto dal neo-cardinale Stephen Chow. Che commentando sul settimanale diocesano le parole di papa Francesco alla Cina dice: "Dobbiamo essere pazienti, sinceri e coerenti e mantenere la nostra speranza nell'amore indefettibile di Dio".
Si tratta di mons. Yang Yongqiang di Zhouchun e di mons. Yao Shun di Jining. La loro presenza annunciata in un nuovo elenco dei membri, diffuso alla vigilia dell’apertura dei lavori. Scelti dalla Chiesa locale d’intesa con le autorità e nominati da papa Francesco.
Fondate nel 1923 nel giorno in cui si ricordano le stimmate di san Francesco, furono la prima congregazione religiosa femminile dello Shaanxi e hanno tenuto vivo il loro carisma nonostante le tante prove vissute nel XX secolo. Oggi sono oltre 240 in diverse province cinesi. L'augurio del vescovo Dang Mingyan: "Portate avanti la missione ripartendo dal Cuore di Gesù".
L'arcivescovo di Bologna in partenza per la missione affidatagli da papa Francesco. Se come ventilato da fonti giornalistiche incontrerà il premier Li Qiang sarà il primo incontro di un esponente della gerarchia cattolica con un capo di governo della Repubblica popolare. Intanto quattro presuli cinesi si trovano in Europa: a Lovanio hanno incontrato la Fondazione Verbiest per far ripartire con il benestare del governo gli scambi per la formazione di sacerdoti e laici cinesi.
P. Yang Xiamonig - giovane sacerdote della diocesi di Wenzhou nello Zhejiang ordinato nel 2020 - è stato condannato a una sanzione amministrativa dal tribunale e impedito a svolgere il ministero per la sua scelta di coscienza. Le autorità governative pretendono di decidere chi è un vero sacerdote e chi non lo è in aperta violazione alla libertà religiosa.
P. Gianni Criveller, missionario del Pime e sinologo, commenta le parole indirizzate dal papa ieri al popolo cinese dalla Mongolia, con accanto il card. Tong e il prossimo porporato Chow. "Tra essere buoni cristiani e buoni cittadini non c'è contraddizione quando c'è libertà. Ora spetta a Pechino far seguire passi concreti su questioni come la forma permanente di dialogo sollecitata dal card. Parolin o la missione di pace del card. Zuppi".
Nel Guangxi trattenuto per 15 giorni in “fermo amministrativo” il pastore Park Guangzhe. A Wenzhou riprende la campagna di rimozione delle croci dalle chiese, tolte anche le targhe con riferimenti a Gesù. Dal primo settembre in vigore una nuova legge che impone nuove restrizioni e controlli sull’attività religiosa e i legami con l’estero.
Alle giornate è presenti circa 50 giovani provenienti dalla Cina Continentale. La testimonianza “dell’attenzione” della Chiesa per il Paese e i suoi fedeli, oltre le difficoltà. Ieri il papa ha ricevuto un gruppo di giovani turchi provenienti dalle zone colpite dal terremoto di febbraio. L’incontro con il mondo della carità e del volontariato, in cui esalta un amore “concreto, che si sporca le mani”.
Le notizie di oggi: per il neo-cardinale un ufficio di collegamento è “questione fra governi”, ma conferma il ruolo di “ponte” di Hong Kong fra Cina e Vaticano. India e Bhutan registrano un aumento significativo di tigri selvatiche. Negli Emirati Arabi Uniti saranno possibili “riunioni pacifiche” di ambientalisti per la Cop28. Crisi nella fornitura di zampe di rana in Indonesia e Vietnam, una “prelibatezza” per molti Paesi. Mosca accelera nella direzione “dell’internet sovrano”.
Secondo fonti della Santa Sede citate dall’agenzia Reuters entro fine mese il presidente Vo Van Thuong a Roma per la firma dell’intesa. L'"ufficio stabile di collegamento" è lo stesso punto chiesto nell’intervista di sabato dal card. Parolin a Pechino. Intanto sui siti cattolici cinesi nessuna notizia sul riconoscimento di papa Francesco dI Shen Bin come vescovo di Shanghai.
P. Criveller, missionario del Pime e sinologo: nella nomina di Shen Bin a vescovo di Shanghai il papa ha a cuore il bene del popolo di Dio e noi con lui. Ma dall'intervista del card. Parolin emerge chiaro il disappunto della Santa Sede per la situazione venutasi a creare. Ed è difficile immaginare che le autorità cinesi che tanto insistono su una politica all'insegna della nazionalizzazione delle religioni interrompano i gesti unilaterali.
Francesco ha deciso di sanare “per il bene della diocesi” l’irregolarità creata con il trasferimento di mons. Shen Bin. Dal card. Parolin le ragioni del gesto e le richieste per proseguire nel dialogo: basta trasferimenti decisi da Pechino autonomamente, canali di comunicazione regolari tra i vescovi e il papa, rispetto per le comunità clandestine. L’auspicio dell’apertura di un ufficio stabile della Santa Sede in Cina.
Interpellato sulla sua nomina annunciata da papa Francesco il vescovo ha detto di continuare di sperare che nella metropoli "ci sia più riconciliazione e più speranze per i giovani, specialmente quelli che sono stati in carcere". Grande gioia anche nelle comunità cattoliche della Cina continentale. P. Criveller, missionario del Pime e sinologo: "Segno importante di vicinanza alle sofferenze create nella metropoli dalla Legge sulla sicurezza nazionale". Con Zen e John Tong ben tre cardinali a Hong Kong.
Fra gli asiatici nel concistoro del 30 settembre, alla vigilia del Sinodo, il vescovo di Penang mons. Sebastian Francis. Il “dolore” del pontefice per le nuove violenze in Terra Santa, l’auspicio per la ripresa di un “dialogo diretto”. All’Angelus Francesco ricorda le “cose” che Dio ha “nascosto” ai sapienti e rivelato ai “più piccoli” che le sanno “accogliere”.
Reso noto oggi l'elenco dei partecipanti alla XVI Assemblea generale ordinaria che si terrà a Roma in ottobre. Momoko Nishimura, consacrata della diocesi di Yokohama, tra i nove delegati che guideranno i lavori. Tra i membri nominati da papa Francesco il vescovo di Hong Kong Stephen Chow, ma - a differenza di quanto avvenuto nel 2018 - non ci saranno presuli dalle comunità "ufficiali" di Pechino.
P. Gianni Criveller ricorda l'accademico cinese scomparso a Pechino. "Figlio di militanti che avevano fatto con Mao la Lunga marcia, era orgoglioso degli studi compiuti all'Università Cattolica di Milano. Collaborò alla Causa di beatificazione di Matteo Ricci. Uomo simbolo di una stagione di grande apertura della Cina verso le fedi, oggi drasticamente ridimensionata".
Sacerdote delle Missions Etrangères de Paris scomparso in Francia a 91 anni. Pioniere nel riallacciare i contatti con le comunità sopravvissute alla Rivoluzione culturale, nel 1986 aveva pubblicato una "Guida alla Chiesa cattolica in Cina" che è stato un punto di riferimento fondamentale. Scriveva: "La fede dei cristiani cinesi è quella dei loro antenati. Se qualcuno li considera ancora stranieri è perché appartengono a un Regno che non è di questo mondo".
Anche tra i 67 riconosciuti ufficialmente dalle autorità di Pechino una decina sono sottoposti a stretta sorveglianza, 13 i "sotterranei" tenuti sotto custodia o ristretti nel loro ministero. Ma nel clima confuso di oggi ci sono anche una quindicina di sacerdoti cinesi che si sono autoproclamati vescovi, sfidando sia le autorità civili sia le autorità ecclesiastiche.
L’invito di Francesco alla vicinanza ai cristiani cinesi nella Giornata che la Chiesa celebra nella festa di Maria Aiuto dei cristiani venerata nel santuario di Sheshan. Un pensiero speciale “per i pastori e fedeli che soffrono”: trovino “consolazione e incoraggiamento nella comunione e nella solidarietà della Chiesa universale”.
Attivo da oggi sul sito dell'Amministrazione statale degli Affari religiosi. Presentato come strumento di "trasparenza", ma per poterlo consultare occorre dare il proprio numero di telefono. Le accuse di frode sono utilizzate spesso per colpire le "chiese domestiche" evangeliche: tre arresti nel Sichuan anche in questi giorni.
Missionario del Pime e psicologo, padre Fabio Favata ha dedicato la tesi di dottorato alla formazione dei candidati al sacerdozio nei seminari della Cina continentale. Dove calano le vocazioni e non mancano le difficoltà, ma si prova comunque a costruire il futuro
Due statue del pioniere della missione in Cina e del suo primo discepolo sono state inaugurate ieri nella città natale del gesuita. Dono delle comunità cattoliche cinesi sono state realizzate nella provincia dell’Hebei. Il card. Parolin: “Si incontrarono nell’amicizia e generarono amicizia: una lezione per il mondo di oggi”.
Nella diocesi dell'Hebei mons. Simone Zhang Jianlin è detenuto dal 2021 mentre l'anziana madre di 90 anni malata ora è ricoverata in ospedale senza nessuno che si possa prendere cura di lei. La famiglia spera in un gesto di umanità da parte delle autorità.
P. Gianni Criveller, missionario del Pime e sinologo, racconta il clima incontrato nella metropoli tormentata negli ultimi anni dalla repressione del movimento democratico e dalla pandemia. Il battesimo amministrato ad Albert Ho dal card. Zen, l'incontro in carcere con Lee Cheuk-yan e i nuovi arresti delle ultime settimane. Il bilancio positivo del viaggio del vescovo Chow a Pechino e le speranze per il futuro.
Conclusa la visita di cinque giorni nella capitale cinese. Interpellato dai giornalisti locali sul patriottismo il vescovo di Hong Kong ha risposto che “tutti dobbiamo amare il nostro Paese e la Chiesa”. Nessuna traccia dell’evento finora sui siti degli organismi ufficiali cattolici.
Il vescovo di Hong Kong ha iniziato la visita che avviene su invito degli organismi "ufficiali" della diocesi della capitale cinese. Accolto dal vescovo Li Shan e da alcune decine di fedeli ha pregato nella cattedrale davanti a un'immagine del gesuita pioniere dell'inculturazione del cristianesimo in Cina. L'obiettivo di "promuovere gli scambi e le interazioni tra le due parti".
Le notizie che arrivano da Shanghai dopo la nomina unilaterale decisa da Pechino parlano di un clima teso. Il vescovo Shen, suo malgrado o no, ha un ruolo politico e questo pesa in un contesto in cui le autorità governano ogni aspetto della vita in Cina. Proprio il mistero che celebriamo ci dice, però, che la sofferenza, l’opposizione e persino la morte non sono l’ultima parola.
Nel messaggio di Pasqua il vescovo ricorda le 6000 persone detenute in attesa di giudizio per le “violenze” del 2019 e invoca clemenza: “Aspettare all’infinito non aiuterà loro né la nostra società”. Un pensiero a chi ha lasciato Hong Kong: “Dio non abbandonerà noi che lo invochiamo sinceramente, cercando una patria più giusta e più libera per tutti coloro che la abitano”.
La scelta unilaterale di Pechino di trasferire mons. Shen Bin tocca una sede fondamentale per la storia e per il presente delle comunità cattoliche in Cina. Di Shanghai era arcivescovo il card. Kung Pin-mei, che trascorse più di trent'anni in carcere. E qui si venera la Madonna di Sheshan nel cui nome Benedetto XVI istituì la Giornata di preghiera per i cattolici in Cina.
L’investitura arriva con lettera del Consiglio dei vescovi cinesi, organismo non riconosciuto dalla Santa Sede e legato al Partito comunista. Lo sgomento dei fedeli. Il nuovo pastore promette di continuare con la “sinicizzazione” del cattolicesimo in Cina. Analisti: La Santa Sede voleva il ritorno di mons. Giuseppe Xing Wenzhi.