Il porporato che ha lasciato nei giorni scorsi l'incarico a Damasco ripercorre con AsiaNews il suo lungo servizio nel Paese tra le sofferenze dei bambini e i volti degli amici scomparsi. Una nazione “distrutta e umiliata” che nell’“ecumenismo della sofferenza” deve trovare le basi per ricostruire il futuro. Ai pochi cristiani rimasti il compito di “essere il collante”. Il consiglio ai giovani diplomatici vaticani: “Vivete con la gente, imparando ad adattarvi alla realtà”.
Per la prima volta la legge islamica viene usata in questo Stato della Malaysia per avviare un’azione penale. Il “reato” è punibile con una multa di centinaia di euro e carcere fino a due anni. Per la legge islamica il sesso è quello della nascita. Il caso analogo della transgender Nur Sajat, fuggita in Australia nel 2021.
Ad AsiaNews Sayyid Rahim Abu Ragheef boccia la candidatura di al-Maliki, definendola “avventata” e “non responsabile” in un teatro di crisi interna e regionale. Preoccupano le tensioni fra Iran e Stati Uniti e lo stallo politico che blocca l’elezione del presidente. Cittadinanza e tutela delle minoranze fondamento della nazione. Nel rapporto con Teheran serve “responsabilità”.
L’accordo fra Damasco e milizie curde non basta ad arginare le violenze nel Paese. Il 21enne Eliah Simon Tekla colpito a morte nella sua auto parcheggiata davanti a casa. Dalla caduta di Assad oltre 70 cristiani uccisi per la loro fede. Ministra cristiana: “Vedo la sofferenza delle persone... e mi sento responsabile del loro dolore”.
Ad AsiaNews il porporato manifesta “tristezza e grande preoccupazione” per lo scontro sulle istituzioni del Paese e le rinnovate tensioni nella regione. Il possibile ritorno sulla scena di al-Maliki bocciato dagli Stati Uniti. I timori dei cristiani per criticità economiche, sociali e la mancanza di sicurezza e prospettive.