Esperti delle Nazioni Unite invitano Dhaka e Kuala Lumpur a smantellare le reti di reclutamento fraudolento e proteggere i migranti dagli abusi. Fra i fattori di criticità il “crescente indebitamento”. I migranti dal Bangladesh gruppo più numeroso di lavoratori stranieri, con oltre 800mila permessi di lavoro attivi a giugno pari al 37% della forza straniera complessiva.
Secondo un rapporto di Human Rights Watch almeno 600 operai sono da mesi senza salario. Quanti hanno protestato sono stati fermati e trattenuti, poi rilasciati. Per gli esperti il “numero effettivo” di quanti non vengono pagati “potrebbe essere significativamente più alto”. La testimonianza: “Non sapevamo che indire uno sciopero fosse un reato. Ci hanno accusato di aver tentato di rovesciare lo Stato”.
Per anni una madre, con problemi di salute, e il figlio hanno vissuto in condizioni di schiavitù in una fabbrica di mattoni in Pakistan. Un debito contratto col proprietario dopo la morte del marito si è rivelato una trappola. La libertà ritrovata grazie all’intervento di un attivista cristiano. Ora la sfida di ricostruire le loro vite partendo da zero, senza casa, né risparmi, né una fonte di reddito stabile.
Mentre il mondo musulmano celebra la festa, migliaia di lavoratori in Bangladesh aspettano pagamenti arretrati da aprile. Dopo Pechino, Dhaka è il secondo produttore al mondo: impiegati 4,4 milinoi di operai, 60% sono donne. Permangono le inadempienze dei dirigenti. La frustrazione dei sindacati: "Ogni anno stesso scenario. Come festeggiare con le proprie famiglie?".
Il dramma di una famiglia di tribali Yanadi costretti a lavorare in un allevamento di anatre. Alla madre che disperata chiedeva notizie del figlio di 9 anni tenuto in ostaggio come "garanzia" il padrone rispondeva con una caten di bugie. Mons. Thakur, della Commissione per i migranti dei vescovi indiani: "La schiavitù che permane pur essendo ufficialmente illegale è una macchia enorme sulla coscienza di un Paese che si presenta come una potenza economica".
Il settore traina l’economia del Bangladesh con l’85% del totale delle esportazioni e un indotto di 47 miliardi di dollari. Tuttavia, molti lavoratori rivendicano il pagamento di numerose mensilità arretrate e i bonus collegati alla festa per la fine del Ramadan. Le vane promesse dei vertici aziendali, con la polizia che reprime le manifestazioni.
Nel Paese devastato da oltre 10 anni di guerra vi sono giovanissimi, anche di 13 anni, alla guida di taxi o di mezzi pubblici. La speranza di guadagnare anche piccole somme di denaro per sostenere le famiglie impoverite. Onu: la crisi innescata dal conflitto “ha colpito in modo sproporzionato e devastante donne e ragazze”.
La più colpita è l’isola di Java, in cui si registra un impatto rilevante sul tessuto produttivo. Fra le realtà in crisi il gigante dell’abbigliamento PT Sritex, con circa 11mila esuberi fra i vari reparti e il mancato versamento delle indennità dall’agosto scorso. Il governo promette interventi ma potrebbe saltare l’obiettivo del 5% di crescita per il primo trimestre 2025.
Dai docenti agli operai delle raffinerie cresce il malcontento per compensi e condizioni di impiego migliori. Energia ed economia affossano le prospettive di ripresa, in una nazione già segnata dalle sanzioni occidentali. Il costo di beni e servizi essenziali è aumentato anche del 40% negli ultimi mesi. Cresce la pressione sull’amministrazione Pezeshkian.
Il China Labour Bulletin rilancia alcuni video circolati sui social network cinesi che mostrano operai svenire sfiniti per i turni massacranti nello stabilimento della Foxconn in concomitanza con l'uscita dei nuovi modelli dello smartphone. Straordinari fino a quattro volte sopra il limite stabilito dalla legislazione di Pechino.
L'amministrazione locale per la prima volta in Giappone ha varato un'ordinanza contro le molestie da parte del pubblico nei confronti dei lavoratori. A spingere ad affrontare il problema alcuni casi di suicidi e malattie mentali sviluppate da vittime di questo tipo di abusi.
La città-Stato che attende l'arrivo di papa Francesco ha varato per la prima volta un piano di riqualificazione per i lavoratori di livello professionale medio basso, più esposti oggi alle difficioltà create dalle difficioltà economiche legate alle trasformazioni alle crisi internazionali. Dall'aprile 2025 sussidi da 6mila dollari singaporeani per sei mesi, accompagnate ad attività formative.
Ad oggi vi sono 2,59 milioni di persone senza un impiego nel Paese, con una particolare incidenza nelle fasce più giovani della popolazione. In continua crescita il dato di quanti espatriano per completare gli studi o migliori occasioni professionali. L’impegno della Chiesa locale nella formazione, partendo dagli istituti tecnici.
Il dato delle donne in cerca di lavoro all’estero in continuo aumento: dal 40% del periodo pre-pandemia al 46% del 2023. La destinazione principale resta il Medio oriente, dove trovano impiego soprattutto come lavoratrici domestiche. Il governo cerca di invertire la rotta, ma ancora oggi ogni mese pi di mille scelgono di espatriare.
Incuranti della guerra, molti cittadini espatriano nella ex Birmania in cerca di lavoro ma finiscono nelle reti di trafficanti. Almeno 40 liberati negli ultimi giorni, ma a decine sono ancora in condizioni di prigionia. L’appello (vano) a cercare lavoro in agenzie registrate presso l’Ufficio per l’impiego all’estero dello Sri Lanka (Slbfe).
A protestare sono i lavoratori che aderiscono al principale sindacato, che associa un quarto dei 125mila dipendenti. Chiedo aumenti salariali, ma anche miglioramenti su ferie e permessi. Nessuna risposta finora da parte dell'azienza, che minimizza l'impatto. Intanto a Seoul è scontro anche sul salario minimo, che i datori di lavoro vorrebbero rimanesse fermo nonostante l'inflazione.
La norma approvata dalla Dieta supera l'attuale sistema di collocamento che finiva per favorire gli abusi. Un nuovo tentativo per contrastare la carenza di madodopera. La maggiore flessibilità data dalla riduzione delle tempistiche e dall'accesso favorito a posizione qualificate: sarà possibile abbandonare posizioni poco remunerative e discriminanti.
Un viaggio di 10mila chilometri esaltato da Pechino come occasione di sviluppo (e di rivincita sull'uscita dell'Italia dalla Belt and Road Initiative). Ma il cotone e i pomodori dello Xinjang sono al centro della “politica di alleviamento della povertà attraverso il trasferimento di manodopera”, che secondo numerosi rapporti è una forma di lavoro forzato.
Con i suoi 200mila lavoratori è una componente importante dell'industria locale, ma non riesce più a essere concorrenziale sui mercati internazionali. A pesare è il crollo del rublo, ma anche il costo del lavoro più alto rispetto a Bangladesh o Vietnam che impone un salto di qualità nella promozione dei propri prodotti.
Oltre cinque milioni quelli in cerca di impiego oltre i 60 anni per sopravvivere. I più in difficoltà quelli delle regioni a nord, est e sud meno sviluppate. A Bangkok “solo” il 25% deve lavorare. Le pensioni pubbliche sono inadeguate, difficile accedere a un fondo pensionistico privato o aziendale.
Un corso dedicato alla loro tutela si è svolto presso il Caritas Village ha visto la partecipazione di 200 donne. Riconosciuto il significativo contributo dato dalla forza lavoro migrante all'economia nazionale tramite le rimesse.
Nel giorno in cui anche tra i politici locali abbonda la retorica sul lavoro, in Pakistan e nello Sri Lanka le categorie più indifese hanno provato a far sentire la propria voce. P. Bonnie Mendes: “Anche la Chiesa dovrebbe valorizzare di più la festa di San Giuseppe Lavoratore per difendere la loro dignità”.
Il 1 maggio in molti Paesi dell'Asia coincide in queste ore con temperature superiori ai 40 gradi. Condizioni sempre più frequenti che - come spiega uno studio del Global Labor Institute sulle aziende tessili di Bangladesh, Cambogia, Pakistan e Vietnam - rischiano di compromettere salute dei lavoratori e produttività senza adeguati interventi di mitigazione.
Nemmeno i sindacati pro-Pechino promuovono più marce per i diritti dei lavoratori per paura di “disordini”. Tutta l’attenzione è ai turisti in arrivo dalla Cina continentale, per i quali la città (tempo permettendo) inaugurerà un nuovo ciclo di spettacoli pirotecnici al porto con un budget senza precedenti.
Su pressione degli imprenditori locali il Parlamento vuole attenuare le norme stringenti sulla salvaguardia del mare e sulle condizioni di lavoro nei pescherecci, spesso legate ai traffici di esseri umani. La legge attuale era stata varata nel 2015 su pressione dell'Unione europea che minacciava la messa al bando dei prodotti ittici locali. Ma ora, con la produzione industriale in crisi, la Thailandia spera di recuperare terreno "liberalizzando" il settore.
La stragrande maggioranza si trova in Russia e nella Repubblica popolare cinese, nonostante sia vietato dall'embargo contro il programma nucleare nordcoreano. Una parte del loro stipendio viene trattenuta dalle agenzie che li hanno fatti espatriare e va a finanziare il governo nord-coreano che vorrebbe portare questo contingente a quota 400mila.
I dati raccolti da İsig parlano di 1932 “morti bianche” lo scorso anno, di cui 54 minorenni. Per l’anno in corso già superata la doppia cifra, con un trend in aumento rispetto al passato. Il maggior numero di incidenti nella stagione estiva, quando i bambini sono impiegati nel settore agricolo. Nel mirino il sistema di apprendistato Mesem del ministero dell’Istruzione.
Un nuovo rapporto dell'Ilo riporta sotto i riflettori la piaga di ragazzi e ragazze sotto i 15 anni costretti a lavorare nei campi a temperature rigidissime d'inverno e caldissime d'estate, esposti ai rischi legati all'utilizzo massiccio di prodotti chimici. Pratiche in vigore fin dai tempi dell'eocnomia pianificata sovietica.
Nell’ultimo decennio oltre 110mila thailandesi sono partiti verso Svezia e Finlandia, attratti dalla promessa di salari elevati e buone condizioni di lavoro per trovarsi spesso invece sfruttati e intrappolati dal debito con gli intermediari. Una piaga su cui il governo di Bangkok non interviene per non perdere opportunità di lavoro e turisti europei.
Lo rivela una ricerca della Japan External Trade Organization (Jetro) nelle nazioni dell’area in cui sono presenti imprese del Sol Levante. Gli stipendi non bastano nemmeno per coprire i costi di un alloggio. Il 60% delle aziende giapponesi decide di investire per il basso costo del lavoro. L’esodo all’estero di personale qualificato.
Una distribuzione inadeguata degli immigrati nei vari settori ha reso necessaria la revisione dei rapporti con 15 nazioni. Interessati 2,2 milioni di persone, provenienti soprattutto da Bangladesh e Nepal e finiti in un limbo. Nel mirino la pratica del lavoro forzato o il mancato pagamento dei compensi.
L'Ufficio nazionale di statistica è tornato a diffondere il dato sospeso dall'estate scorsa. Ma la discesa dal 21,3 al 14,9% è legata solo al fatto che dal computo è stato tolto chi "deve pensare a studiare". Intanto la crescita al 5,2% nel 2023 sbandierata dal premier Li Qiang non convince i mercati.
A 30 anni dall’indipendenza Dušanbe non ha saputo ancora creare meccanismi di difesa per i propri concittadini all’estero. Dall’inizio della guerra in Ucraina è aumentata la “pressione” sui migranti tagichi nella Federazione russa. La richiesta di una “amnistia migratoria” per scongiurare espulsioni come quelle di Anis, finito in una retata della polizia a Mosca.
Originario dello Yunnan, con la fidanzata Li Tingyu aveva dato vita al blog "Not News" che aveva documentato 30mila manifestazioni. Finito nel mirino delle autorità ha scontato quattro anni di carcere, subendo anche maltrattamenti. La soddisfazione di Reporter senza frontiere che ha tenuto viva l'attenzione su di lui.
Dopo le manifestazioni dei docenti schiacciati dalle pressioni, il governo coreano ha modificato la legge contro gli abusi che finiva per essere utilizzata per ricattarli in un sistema educativo dove la competitività parte già dalle elementari. Il sindacalista Hyunsu Hwang ad AsiaNews: "È solo il primo passo. Il governo ora dia loro la possibilità di difendere i propri diritti riconoscendo il diritto allo sciopero".
Proprio mentre il Paese celebrava il successo della missione Chandraayan-3 23 operai del West-Bengal hanno perso la vita nel crollo di un viadotto di una linea in costruzione nello Stato del Mizoram. Nei cantieri edili indiani una media di 38 incidenti mortali al giorno. Vittime il più delle volte migranti internI.
Aveva creato il più grande marchio globale dello Sri Lanka, con prodotti venduti in più di 100 Paesi e tra i primi 10 marchi di tè al mondo. Nato in una famiglia cattolica nel 1930, Fernando aveva creato da zero la sua azienda. Negli ultimi anni aveva dato vita a una fondazione per la protezione delle foreste.
Obiettivo una maggiore presenza nelle aree periferiche del Paese e il potenziamento della prevenzione e della medicina specialistica. Ma fa discutere l'apertura ai medici stranieri e la possibilità per i pazienti di presentare denunce per negligenza.
Entrato in vigore nel 2013 il MUCP mira a promuovere lo sviluppo sostenibile, preservare il patrimonio culturale e promuovere la conoscenza e l'innovazione.
Preoccupano i dati di maggio diffusi dall’Istituto nazionale di statistica, immediata la reazione degli istituti internazionali. L’economia post Covid dalle tinte fosche preoccupa una popolazione ancora segnata da lockdown e proteste. La disoccupazione giovanile supera il 20%. le analisi critiche o i grafici basati su dati ufficiali vengono oscurati dal governo.
La denuncia in un documento diffuso oggi da Amnesty International. A mesi di distanza dalla fine della rassegna calcistica Fifa e Qatar devono ancora offrire “un regime efficace e accessibile” per ottenere i risarcimenti. Possibilità di ricorso precluse per quanti sono tornati nei Paesi di origine.
L'intreccio tra crisi economica locale e aumento globale dei costi delle materie prime ha portato alla paralisi del settore. Enti di categoria preoccupati dalla concorrenza di Bangladesh, Nepal, India e Malaysia, dove gli investitori stranieri trovano costi al metro quadro inferiori per costruire. Il governo ha accettato di alzare del 20% i prezzi calmierati per gli appalti sulle nuove strade, ma ha 200 miliardi di rupie di pagamenti arretrati.
Il governo vuole rivedere le regole sui permessi per i nikkei yonsei, stranieri con discendenza alla quarta generazione. I primi incentivi all’immigrazione col governo Abe nel 2018, pur entro rigorosi termini lavorativi, sociali e di conoscenza della lingua. Una rivoluzione dettata dall’invecchiamento e dal calo della popolazione, crollano consumatori e lavoratori attivi.
L'Associazione dei lavoratori qualificati accusa il governo malese di non fare abbastanza per indirizzare i diplomati verso le esigenze delle industrie locali. La replica del vice primo ministro: "Stiamo lavorando a un piano per coordinare i 1260 istituti del Paese evitando sovrapposizioni e migliorando l'offerta formativa". Un’istruzione "di qualità inclusiva ed equa" tra gli Obiettivi di sviluppo dell'Onu.
Su 10mila diplomati all'anno ben 7mila prendono la strada verso posti più remunerativi nelle strutture sanitarie per pazienti stranieri o emigrano direttamente all'estero. Sotto accusa le basse remunerazioni e turni che arrivano fino alle 80 ore settimanali.
La terza più popolosa provincia cinese ha lanciato un piano dei "100 giorni" per rispondere alla mancanza di lavoro che colpisce il 20,4% dei giovani. Massiccio intervento dello Stato e ritorno dei laureati alle aree rurali le ricette per fronteggiare la crisi del settore privato, colpito dalla pandemia ma anche dalle misure contro le aziende dell'high-tech. Una strada che difficilmente potrà rivelarsi efficace mentre cresce il malcontento nelle università.
Chhim Sithar è stata accusata di aver “fomentato il caos sociale” al NagaWorld, il grande albergo-casa da gioco di Phnom Phen. Aveva guidato le manifestazioni per i diritti dei lavoratori e il reintegro di centinaia di dipendenti licenziati. Condannati anche altri otto imputati con pene (sospese) da 12 a 18 mesi di galera. Il governo ha inasprito la repressione del dissenso in vista del voto di luglio.
La denuncia del China Labour Bulletin: nonostante formino una buona percentuale della forza lavoro, le addette alle consegne in Cina vengono scartate o recensite con giudizi negativi per il solo fatto di essere donne. La retribuzione di partenza spesso è inferiore. Diversi sindacati locali sono intervenuti ma non è stato avviato un negoziato con le piattaforme.
Migliaia di lavoratori sanitari in piazza contro il presidente che ha stoppato un provvedimento approvato dal Parlamento (con il sostegno dell'opposizione) ma osteggiato dai dottori che temono il caos nella sanità. Gli infermieri: preoccupazioni infondate, il Paese ha bisogno di più centri di cura per far fronte al rapido invecchiamento della popolazione.
Scoperto un racket sul quale sono in corso indagini: persone provenienti da tutto il sud-est asiatico convinte di recarsi nelle Filippine per un normale lavoro, venivano detenute e impiegate in attività criminali come vendite truccate, chat erotiche, truffe in cripto valute. Una senatrice ha messo in evidenza la presenza di “call centre dell’inganno” nel Paese chiedendo un intervento del governo.
Secondo i rapporti delle istituzioni internazionali quasi 105 milioni di persone risultano ufficialmente disoccupate nell’Asia-Pacifico, una cifra superiore del 12% ai dati del 2019. Anche i progressi in termini di lavoro informale e vulnerabile sono andati persi, mentre i settori a più alta crescita occupazionale impiegano in realtà una fetta piccolissima di lavoratori.
Il 24 aprile 2013 crollava un complesso commerciale che riforniva i grandi marchi, uccidendo oltre 1.100 persone, di cui la maggior parte donne. Nonostante alcuni progressi iniziali, gli stipendi continuano a essere miseri, i sindacati non hanno possibilità di operare e le sopravvissute alla tragedia hanno difficoltà a trovare un impiego per le condizioni di salute. Il Bangladesh è il secondo esportatore mondiale di indumenti dopo la Cina.
La testimonianza del giovane reclutato con un annuncio di lavoro su Facebook è stata diffusa oggi durante un'udienza del Senato filippino. Circa mille cittadini del sud-est asiatico sarebbero ammassati in un edificio di Paranaque, poco lontano dall'aeroporto internazionale. Accuse sulla facilità con cui gli uffici immigrazione rilasciano i visti di ingresso.