21/10/2020, 12.26
TURCHIA – VATICANO
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​Bartolomeo: promuovere rispetto per il creato e costruire ponti di dialogo

Il Patriarca ecumenico all’apertura dell’anno academico della Pontificia università Antonianum, che gli ha conferito la laurea “honoris causa” in filosofia. “La ragione del progresso è falsa e inopportuna, quando la casa dell'uomo viene distrutta e viene falcidiata la persona umana”. “Tutti i tentativi di stabilire una società giusta hanno bisogno di un riferimento a un ‘Assoluto’". “Per noi questo ‘Assoluto’ è Gesù Cristo”.

Roma (AsiaNews) – Promuovere la cultura del rispetto per il creato, costruire ponti di dialogo tra cristiani, verso credenti di altre fedi e con i non credenti e indicare lo spazio proprio delle religioni nel dare all’uomo il senso della vita, anche nei confronti di una economia che si sente legittimata a imporre ovunque la propria legge di massimizzazione del guadagno. Sono, in grande approssimazione, gli spazi di azione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli quali sono stati descritti, oggi, dal patriarca ecumenico Bartolomeo I – a Roma anche per la preghiera per la Fraternità e la Pace - in occasione dell’apertura dell’anno academico della Pontificia università Antonianum, che gli ha conferito la laurea “honoris causa” in filosofia.

Nella illustrazione del “Patriarcato ecumenico nel mondo contemporaneo: visione e testimonianza sociale”, Bartolomeo ha affermato innanzi tutto che “la funzione della Chiesa di Costantinopoli, come centro vitale della vita dell’intero mondo ortodosso, emana dal suo costante ministero nella testimonianza, nella protezione e nella divulgazione della fede cristiana”.

Bartolomeo ha poi rivendicato il ruolo di “pioniere” del Patriarcato nela promozione della tutela del creato, posta fin dalla metà degli anni ’80. “Per noi – ha sottolineato - il prendersi cura delle risorse naturali del nostro pianeta è una questione di veridicità verso Dio e l'ordine creato. Ecco perché abbiamo ripetutamente condannato l'abuso ambientale come null’altro che un peccato. Dobbiamo ricordarci, che il prendersi cura dell'ambiente non è principalmente una questione politica o tecnologica; è prima di tutto una questione religiosa ed etica. In questo senso, abbiamo la responsabilità di considerare attentamente il modo in cui abitiamo il mondo. Non possiamo vivere come individui isolati, indifferenti agli eventi che ci circondano. Perché siamo esseri sociali e condividiamo questo mondo. Siamo creati per l'incontro personale; siamo giudicati come persone, società e nazioni sulla base di tale interazione”.

“È evidente – ha aggiunto - che la ragione del progresso è falsa e inopportuna, quando la casa dell'uomo viene distrutta e viene falcidiata la persona umana. Con questo spirito, benediciamo ogni iniziativa, che contribuisca alla consapevolezza della gravità della presente crisi ecologica e dei problemi sociali correlati, nonché della necessità di un cambiamento radicale di mentalità e di un orientamento valutativo dell’uomo contemporaneo”.

Altra area centrale nell’azione del Patriarcato è “il dialogo con i credenti di tutte le fedi e, pure, con persone senza coinvolgimento religioso”. In proposito, Bartolomeo ha ricordato le “funzioni” che in genere si attribuiscono alla religione: “a) La religione fornisce risposte alle profonde domande esistenziali dell'uomo, al senso della vita, al dolore e alla morte, alla nostra origine e alla destinazione finale; b) la religione ha creato e conservato le più alte conquiste della cultura, i più preziosi valori spirituali dell'uomo e una profonda conoscenza antropologica; c) la religione è intrinsecamente legata all'identità dei popoli e delle culture; d) la religione è una missione e una responsabilità per la pace. La credibilità delle religioni di tutto il mondo è legata al loro contributo alla riconciliazione e alla promozione della pace, incapace di avere successo senza dialogo interreligioso e concordia tra le religioni”.

“È eccessivamente utopico aspettarsi che la solidarietà e la coesione sociale possano essere stabilite attraverso la globalizzazione, il progresso economico, il miglioramento del tenore della vita, la scienza e la tecnologia, la comunicazione digitale e Internet. È impossibile che esista un mondo di pace e di giustizia senza il contributo dei grandi poteri spirituali dell'umanità – vale a dire delle religioni”. Di qui l’impegno per il dialogo e la grande importanza che Bartolomeo ha attribuito al “prezioso "Documento per la Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune", firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019, da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, lo Sceicco Ahmed el-Tayeb”. In esso “troviamo la bussola comune che guida la nostra strada verso la pace universale e verso una cultura della solidarietà”.

“Abbiamo bisogno l'uno dell'altro; abbiamo bisogno di obiettivi comuni; abbiamo bisogno di sforzi collaborativi. Siamo chiamati a costruire ponti basati sull'amore e la comprensione, e non a costruire muri di esclusione, basati sulla paura e sull'ignoranza. Dobbiamo essere critici nei confronti di tutte le tendenze che minano la solidarietà e si oppongono a tutto ciò che riduce gli esseri umani a consumatori insaziabili a spesa del loro vicino. Siamo chiamati a trovare il modo di evitare qualsiasi conflitto di razze o scontri di civiltà – nel rispetto delle differenze, nel difendere i diritti e nel promuovere il dialogo – per il bene di un mondo migliore e più luminoso”.

“Il futuro non appartiene all’auto-consacrato ‘uomo-dio’, un nuovo Prometeo, che ignora o abolisce i limiti e le misure innegabili. Tutti i tentativi di stabilire una società giusta hanno bisogno di un riferimento a un ‘Assoluto’". “Per noi questo ‘Assoluto’ è Gesù Cristo, il ‘Dio-Uomo’, il ‘Dio con noi’, (Mt. 21, 23) e Dio ‘per noi’, (Rom. 8, 32), il Salvatore che ‘è disceso dal cielo’, (Gv. 3, 13), colui che ci ha aperto le porte del Paradiso, ‘la nostra speranza’, (1 Tim, 1, 11). La fede in Cristo è una fonte inesauribile di creatività, libertà ‘che si fa vera nell'amore’ nel mondo. In tutte le dimensioni della vita ispira e rafforza lo sforzo umano, anche quando si trova di fronte a problemi di difficile soluzione e senza via d’uscita”. (FP)

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