29 Settembre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 04/02/2013, 00.00

    PAKISTAN

    Baluchistan: rifiutava di convertirsi all’islam, cristiano ucciso a colpi di pistola

    Jibran Khan

    Il 55enne Younas Masih è morto nel pomeriggio di oggi, dopo giorni di agonia. Il 31 gennaio un uomo armato lo ha fermato mentre rientrava dal lavoro e gli ha sparato cinque colpi. Di recente un gruppo di colleghi lo minacciava, intimandogli di abbracciare la fede di Maometto. La polizia rifiuta di aprire un’inchiesta.

    Islamabad (AsiaNews) - È morto questo pomeriggio Younas Masih, 55enne cristiano di Chaman, nella provincia del Baluchistan, colpito il 31 gennaio scorso con cinque proiettili da uno sconosciuto mentre tornava a casa. Le sue condizioni sono apparse critiche fin dall'inizio; dopo cinque giorni di lotta fra la vita e la morte, egli è deceduto. Secondo le prime, frammentarie ricostruzioni della vicenda, pare che sia stato oggetto di un attacco mirato, per essersi rifiutato di convertirsi all'islam su pressione dei colleghi di lavoro.

    Masih era impiegato in qualità di operaio in una ditta di Chaman; gli amici lo descrivono come una persona onesta, affidabile e ferma nella sua fede cristiana, tanto da essere più volte coinvolto nelle attività della parrocchia di appartenenza. Fonti locali, dietro anonimato, raccontano ad AsiaNews che di recente alcuni colleghi gli hanno chiesto di convertirsi all'islam; una proposta che egli ha rispedito - sdegnato - al mittente, dicendo di voler restare "saldo nella fede in Cristo". Pur sapendo di conversazioni alle sue spalle e nonostante le ripetute minacce, egli ha continuato il lavoro e non ha mai ceduto alle pressioni o ai ricatti.

    Il 31 gennaio i colleghi sono tornati alla carica, chiedendogli di nuovo di convertirsi. Ne è scaturita una discussione animata, durante la quale sono volati insulti e minacce. Il giorno stesso, sulla via di casa, egli è stato raggiunto da un uomo armato che l'ha fermato e ha esploso cinque colpi di proiettile. Trasportato d'urgenza in ospedale, egli è stato ricoverato in condizioni definite subito "critiche". I medici sono intervenuti, estraendo i proiettili, poi lo hanno trasferito nel reparto di terapia intensiva dove è rimasto fino al decesso.

    Il figlio ha cercato di denunciare l'episodio alle forze dell'ordine, ma gli agenti non hanno voluto redigere il First Information Report (Fir) e aprire un fascicolo di inchiesta. Nonostante i ripetuti tentativi, le forze dell'ordine hanno respinto ogni appello alla giustizia lanciato dalla famiglia. I parenti sono devastati dalla perdita del loro caro e si sentono abbandonati da istituzioni e autorità. Intanto le organizzazioni attiviste Masihi Foundation e Life for All, condannando con fermezza l'omicidio, sono intervenute chiedendo giustizia a nome dei familiari. E si dicono "sconcertate" per l'atteggiamento di polizia e autorità locali.

    Raggiunto da AsiaNews p. James Chand, sacerdote a Quetta, parla di "tragedia" che "ha colpito il cuore" perché "un uomo è stato ucciso per la propria fede". Egli conferma le ripetute minacce subite da Younas Masih e definisce "sconcertante" l'atteggiamento delle autorità che dovrebbero far luce sull'intera vicenda. "Chiediamo protezione per la vita e le proprietà delle minoranze pakistane", conclude il sacerdote, che si rivolge ai responsabili di governo e della giustizia perché assicurino "il rispetto dei diritti umani di base" e "proteggano le minoranze dal clima di odio e violenze". 

     

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    08/04/2013 PAKISTAN
    Punjab, conversione all’islam o morte: da oltre 20 anni l’incubo di una famiglia cristiana
    Dalla fine degli anni ’80 Sadiq Masih Zafar e i suoi parenti vivono sotto la costante minaccia di gruppi islamisti. Nel 1998 una delle figlie è stata vittima di sequestro e ferita in modo grave. Oggi una sorella rischia analoga sorte. Nonostante le denunce, la polizia non è mai intervenuta. Sacerdote a Lahore: gli estremisti godono di impunità.

    19/10/2015 PAKISTAN
    Braccati e minacciati di morte: il dramma di una famiglia pakistana convertita al cristianesimo
    Dal 2006 la coppia, con due figli, è oggetto di persecuzioni da parte di esponenti della comunità musulmana. Dietro gli attacchi la decisione della donna di abbracciare la fede del marito. A nulla sono valse le denunce alla polizia. Dopo anni di traslochi e fughe, ora la famiglia vive in un luogo nascosto. Attivisti pro-diritti umani: "Garantire diritti e libertà religiosa, come da Costituzione".

    16/08/2012 PAKISTAN
    Centinaia di famiglie indù in fuga: ideale tradito di un Pakistan che celebra l’Indipendenza
    A Faisalabad musulmani e cristiani hanno ricordato l’idea di nazione promossa dal fondatore Ali Jinnah nel 1947. Attivista cristiano: la realtà odierna è “lontana”. Parlamentare musulmano: le relazioni fra comunità migliorano. Ma continua l’esodo di centinaia di famiglie indù, vittime di sequestri e conversioni forzate.

    06/08/2011 PAKISTAN
    Punjab, violenze anticristiane: convertita a forza all’islam e costretta a sposare il rapitore
    Mariam Gill è stata rapita mentre si trovava al mercato. Il padre e il fratello hanno sporto denuncia, ma la polizia non è intervenuta perché il rapitore “è un rispettabile uomo d’affari musulmano”. Leader islamico: ha agito secondo la Shariah, gesto nobile. Vescovo di Islamabad: “crescita allarmante” delle conversioni forzate.

    05/04/2013 PAKISTAN
    Elezioni in Pakistan, per i giovani la Sharia è meglio della democrazia
    È quanto emerge da una ricerca, su un campione di 5mila ragazzi e ragazze fra i 18 e 29 anni. Un terzo degli elettori ha meno di 30 anni e avrà un ruolo decisivo alle politiche di maggio. Oltre due terzi dichiara di “vivere peggio” e l’economia costituisce il vero elemento di preoccupazione, non l’estremismo. Leader cattolici: “tempo” per ricostruire il Paese e “fiducia” nel futuro.



    In evidenza

    SIMPOSIO ASIANEWS
    Madre Teresa, la Misericordia per l’Asia e per il mondo (VIDEO)



    Pubblichiamo le registrazioni video degli interventi che si sono susseguiti durante il Simposio internazionale organizzato da AsiaNews il 2 settembre scorso. In ordine intervengono: P. Ferruccio Brambillasca, Superiore Generale del PIME; Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione di Propaganda Fide; Sr. Mary Prema, Superiora Generale delle Missionarie della Carità; P. Brian Kolodiejchuk, postulatore della Causa della Madre; Card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai; P. John A. Worthley, sull'influenza di Madre Teresa in Cina; una testimonianza sull'influenza di Madre Teresa nel mondo islamico; mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale.


    CINA - VATICANO
    Pechino diffonde la nuova bozza di regolamenti sulle attività religiose. Più dura

    Bernardo Cervellera

    Multe fino a 200mila yuan (27mila euro) per “attività religiose illegali” da parte di cattolici o altri membri di comunità sotterranee. Fra le “attività illegali” vi è la “dipendenza dall’estero” (ad esempio il rapporto col Vaticano). Si predica la non discriminazione, ma ai membri del partito è proibito praticare la religione anche in privato. Precisi controlli su edifici, statue, croci. Controlli serrati anche su internet. Forse è la fine delle comunità sotterranee.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®