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  • » 24/11/2011, 00.00

    CINA

    Cina, la tempesta si sposta sulle banche: “Costruite sulla sabbia”



    Jim Chanos, fondatore e presidente del Fondo di investimento Kynikos, lancia l’allarme: “Il sistema bancario cinese è estremamente fragile, fate attenzione”. E svende le azioni bancarie cinesi in suo possesso. Il governo corre ai ripari e favorisce il credito al consumo. Aumenta il rischio inflazione.
    Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Le banche cinesi sono “estremamente fragili, sembrano costruite sulla sabbia: gli investitori non hanno i capitali necessari per riparare ai danni provocati da prestiti non resi”. È l’opinione di Jim Chanos, fondatore e presidente del Fondo di investimento Kynikos, che conta su un capitale di investimento pari a 6 miliardi di dollari. Al momento Chanos si sta liberando delle quote della Agricultural Bank of China, una delle maggiori banche statali cinesi.

    Secondo il finanziere “l’intero sistema bancario è costruito sulla sabbia, un concetto che la maggior parte della gente non sembra afferrare. Sembra che tutti lo ritengano un libro aperto, quando non è così”. In effetti i segnali ci sono tutti: il tasso Msci China Financial (che registra le azioni bancarie) ha abbassato di 32 punti percentuali il grado di sicurezza dei prestiti. E il mercato immobiliare è sempre più vicino al collasso.

    Tutto questo potrebbe creare in potenza uno scossone sociale di enormi proporzioni: per questo, il governo centrale continua a inserire capitali sui mercati e a riparare ai danni compiuti da speculatori e affaristi. La Central Huijin Investment Ltd. – una branca del fondo governativo di sicurezza – ha iniziato a comprare azioni delle Quattro Grandi (le banche di Stato) al momento in seria difficoltà.

    La Banca centrale cinese (Pboc) ha poi annunciato la riduzione dei tassi sulla riserva minima obbligatoria per più di venti piccole banche rurali: in questo modo si consente loro di aumentare i prestiti concessi. La Banca centrale ha dichiarato poi che la politica monetaria restrittiva - messa in atto dallo scorso anno – sarà riportata “a tempo debito a una dimensione appropriata”. Le riserve minime rappresentano la parte dei depositi che le banche devono depositare presso la banca centrale e che non possono essere utilizzate per concedere prestiti. Gli obblighi di riserva delle banche coinvolte caleranno dal 16,5 al 16 per cento.
     
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