02/04/2005, 00.00
Vaticano – Cina
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Cina: il Vaticano denuncia l'arresto di un vescovo, un sacerdote e un laico

Intanto in Cina scompaiono da internet tutte le notizie sull'agonia del papa.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Il direttore della Sala Stampa vaticana Joaquin Navarro Valls ha oggi denunciato l'arresto di alcuni cattolici in Cina. Il vescovo di Wenzhou, mons. Giacomo Lin Xili, 86 anni, è stato arrestato il 20 marzo scorso, domenica delle Palme. Portato via dalle forze di sicurezza, non si sa il motivo del suo arresto. Il sacerdote Tommaso Zhao Kexiun, della diocesi di Xuanhua nell'Hebei, è stato arrestato il 30 marzo scorso mentre tornava da un funerale. Anche di lui non si conosce il motivo dell'arresto, né il luogo di detenzione.

Il Vaticano fa notare che anche il vescovo della diocesi di Xuanhua, mons. Filippo Pietro Zhao Zhendong, è stato arrestato il 3 gennaio di quest'anno e viene detenuto nella città di Jiangjiakou. Infine, nella diocesi di Wenzhou, il 22 marzo è stato preso dalla polizia Gao Xinyou, collaboratore nella pastorale dei laici nella zona di Longgang.

La notizia dell'arresto di p. Zhao Kexiun era stata già data da AsiaNews; il vescovo Lin Xili è uno dei vescovi citati nella lista di 18 vescovi e 19 sacerdoti arrestati o isolati, diffusa da AsiaNews. Egli è uno dei vescovi della chiesa clandestina che a fasi alterne vengono sequestrati e sottoposti a lavaggio del cervello per farli iscrivere a forza nell'Associazione Patriottica, l'organismo di controllo del Partito Comunista cinese, che ha fra i suoi scopi la nascita di una chiesa indipendente dal papa.

La dichiarazione vaticana avviene proprio mentre alcuni media speculano sull'attenzione rivolta dalla Cina verso il papa morente. Ieri il portavoce del Ministero cinese degli esteri, Liu Jianchao, in una conferenza stampa ha augurato al papa un "veloce ristabilimento" in salute. Ieri anche l'agenzia Xinhua e il Quotidiano del Popolo portavano ampi resoconti sulla salute di Giovanni Paolo II. I siti internet e le chat erano pieni di notizie e forum sulla figura del Papa. Ma secondo fonti di AsiaNews a Pechino, oggi le notizie sul papa sono scomparse da tutti i siti internet; televisioni e giornali non hanno riportato né un'immagine o una riga.

L'impressione di alcuni osservatori è che la censura sui siti nasce da una precisa preoccupazione del governo: una discussione troppo libera sulla figura di Giovanni Paolo II, da tutti conosciuto come un campione dei diritti umani e della dignità della persona, rischia di generare forti critiche verso il governo cinese, che lo ha sempre osteggiato come il papa che "ha fatto crollare il comunismo".

Un'altra grave preoccupazione del governo di Pechino è che nel caso di un funerale del papa, il presidente taiwanese Chen Shuibian potrebbe partecipare alle cerimonie come capo di stato (il Vaticano ha relazioni diplomatiche con Taiwan), mentre non ci sarebbe alcuna presenza della Cina Popolare.

Pechino ha rotto le relazioni con la Santa sede nel 1951

espellendo il nunzio di allora, mons. Antonio Riberi. Per la ripresa delle relazioni, la Cina chiede sempre due condizioni previe: che il Vaticano non interferisca nella situazione religiosa cinese (non nomini i vescovi) e che tagli le relazioni con Taiwan.

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