31 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 25/11/2006
GIAPPONE – VIETNAM
Dopo 25 anni, il "padre dei rifugiati vietnamiti" racconta le difficoltà dell'integrazione

Il p. Quaadvliet ha guidato per oltre un quarto di secolo il Centro per il sostegno ai rifugiati vietnamiti della prefettura di Hyogo: il suo bilancio vede gli immigrati ancora in svantaggio, penalizzati da analfabetizzazione e povertà.



Himeji (AsiaNews/Jcn) – Oltre 25 anni spesi al servizio dei rifugiati vietnamiti, cercando di migliorarne istruzione e situazione economica, con l'unico scopo di vederli un giorno membri di diritto della società giapponese. E' questa la "sintesi di una vita" fatta da p. Harry Quaadvliet, sacerdote belga di 76 anni, conosciuto come "il padre dei rifugiati".

E' infatti passato oltre un quarto di secolo da quando gli esuli hanno iniziato a richiedere la cittadinanza permanente in Giappone e il sacerdote, che ora vive alla casa dei padri di Scheut a Himeji, traccia un bilancio della situazione attuale.

Secondo p. Quaadvliet, "la generazione che è arrivata qui quando aveva 20 o 30 anni ora ne ha più di 50 ed entra nella fascia dei cittadini anziani. Tuttavia, molti fra loro ancora non parlano bene la lingua, vivono da soli, sono affetti da malattie o handicap: possiamo dire che non sono inseriti nella società giapponese".

Nel 1979, proprio per aiutare i rifugiati all'integrazione, la Chiesa apre nella prefettura di Hyogo il primo "Centro per il sostegno ai rifugiati" della storia del Paese. In poco tempo, p. Quaadvliet ne diviene la guida e lancia una serie di programmi che cercano di migliorare l'istruzione e la situazione economica dei profughi. Anche dopo la chiusura del Centro, avvenuta nel 1996, egli rimane disponibile per aiutare chi ne ha bisogno.

"I rifugiati – racconta – non sono arrivati qui per loro scelta: quando sono giunti in Giappone non conoscevano né la lingua né la cultura, e questo ha creato loro moltissimi problemi. La barriera della lingua ha impedito loro di scegliersi il lavoro e la mancanza di studi li ha tenuti molto in basso nella scala sociale".

Naturalmente, "vi sono delle eccezioni, come banchieri, insegnanti e sacerdoti, ma sono poche: la verità è che questi rifugiati non hanno denaro e quindi mandano i figli in cantiere, non a scuola".

Il fenomeno della migrazione dal Vietnam "non appartiene al passato, ma è una realtà che viviamo anche oggi: chi si è stabilito qui chiede ai familiari di raggiungerlo, ma la società giapponese stenta ancora ad accettarli".

Lavorare con loro, conclude il sacerdote, "mi ha sempre ricordato in profondità l'importanza della missione: ormai non posso fare altro che condividere con loro gioie e dolori, ma voglio continuare ad aiutarli fino a che non saranno veramente membri di diritto, in questa società".


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
03/04/2006 Giappone
Giappone, la cura dei migranti "parte integrante della missione"
10/10/2006 INDIA
Vescovi indiani: "Per fermare il lavoro minorile serve istruzione per tutti"
di Nirmala Carvalho
19/04/2006 Cambogia – Giappone – Vietnam
Cambogia, l'impegno missionario "trasmette il messaggio dell'amore cristiano"
25/09/2004 GIAPPONE
Il 40% dei ragazzi giapponesi pensa che il sole ruoti intorno alla Terra
di Pino Cazzaniga
14/07/2014 GIAPPONE
Giappone, la Domenica del mare "ci aiuti a capire che siamo un'unica famiglia davanti a Dio"

In evidenza
INDIA
Card. Toppo: Imparare dai tribali dell’India ad avere cura della terra e dei suoi abitanti
di Nirmala CarvalhoL’arcivescovo di Ranchi parla ad AsiaNews in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato (1 settembre). Nel Paese “più di un milione di tribali è cattolico, e nella nostra cultura noi rispettiamo la natura e ne celebriamo i doni”. Oggi “per essere veri testimoni di Cristo dobbiamo rispondere alla crisi ecologica attraverso una profonda conversione spirituale”.
VATICANO-IRAQ
P. Samir di Amadiya: Il Papa è la voce dei profughi irakeni
di Bernardo CervelleraIl sacerdote caldeo ha incontrato papa Francesco chiedendogli di tenere alta l’attenzione del mondo sui profughi cristiani di Mosul e della Piana di Ninive. Nella sua diocesi vivono 3500 famiglie cristiane e quasi mezzo milione di yazidi fuggiti davanti alle violenze dello Stato islamico. L’Isis non è tutto l’islam e vi sono musulmani che vogliono un Iraq della convivenza. I cristiani potrebbero emigrare, ma rimangono nella loro terra. I progetti di aiuto ai rifugiati: la scuola per i bambini, lavoro per gli adulti, una casa per ogni famiglia. L’appello di AsiaNews.
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate