04/04/2017, 08.41
RUSSIA

Esplosione a S. Pietroburgo: la pista islamica e dell’Asia centrale

Agenzie semi-ufficiali parlano di un giovane 23enne che si sarebbe fatto saltare. Forse vi era anche una donna. Allo studio la pista cecena e islamica. Molti combattenti ceceni sono tornati dalla Siria, dove hanno lottato insieme a Daesh. La solidarietà di Donald Trump, dell’Unione europea, dell’Onu.

Mosca (AsiaNews) – L’uomo sospettato di aver ucciso 11 persone e ferito almeno 45 con una bomba nel metro di S. Pietroburgo dovrebbe trattarsi di un giovane sui 20 anni, proveniente dall’Asia centrale. Lo affermano le agenzie semi-ufficiali Interfax e Tass, dicendo che l’uomo è stato identificato dai suoi resti dopo l’esplosione-suicidio.

La procura definisce l’evento “un atto terroristico”, ma finora non vi è stata alcuna rivendicazione. Intanto la città colpita ha dichiarato tre giorni di lutto. Ieri sera, il presidente Vladimir Putin, che si trovava a S. Pietroburgo per incontrare il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, ha reso omaggio alle vittime portando fiori sul luogo dell’esplosione.

Interfax afferma che l’autore dell’attentato sarebbe un giovane di 23 anni dall’Asia centrale, legato all’islam radicale. La Tass riporta che ci potrebbe essere anche una donna coinvolta nell’esplosione. Ma per ora i canali ufficiali non si esprimono.

I sospetti di una pista islamica sono quasi ovvi. L’impegno della Russia contro lo Stato islamico in Siria, potrebbe aver provocato tale reazione. Ma anche l’irredentismo ceceno, contro cui Mosca combatte da decenni potrebbe essere una pista. Oppure una combinazione fra i due, dato che a combattere in Siria affianco a Daesh vi sono molti giovani ceceni e dell’Asia centrale (almeno 7mila). Molti di essi sono ritornati in patria.

La metro di S. Pietroburgo – usata da almeno 2 milioni di passeggeri ogni giorno – non era mai stata presa di mira. Al contrario, nel 2010 un attacco suicida nel metro di Mosca ha ucciso 38 persone. Un anno più tardi, una bomba è scoppiata su un treno ad alta velocità fra Mosca e S. Pietroburgo, provocando la morte di 27 persone e il ferimento di altre 130. Entrambi gli attentati sono stati rivendicati da gruppi islamisti. Nè va dimenticato l'attentato a un aereo russo in volo dall'Egitto, nell'ottobre 2015, che ha portato alla morte 224 persone. L'attacco era stato rivendicato dallo Stato islamico.

Altri attacchi legati ai ceceni sono la presa di ostaggi al teatro Nord Ost nel 2002 e alla scuola di Beslan nel 2004, in cui i terroristi domandavano il ritiro delle truppe russe dalla Cecenia.

La comunità mondiale esprime la sua solidarietà alla Russia, mettendo da parte le polemiche a proposito dell’influenza di Mosca sulle elezioni americane, o la linea dura dopo l’invasione russa in Crimea. Donald Trump ha parlato con Vladimir Putin, offrendogli “pieno sostegno” nel portare i responsabili dell’attentato davanti alla giustizia. Federica Mogherini, capo del dipartimento degli Esteri nell’Unione europea, ha espresso la vicinanza di tutta l’Europa al popolo russo.

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu, capeggiato in questo mese dagli Stati Uniti, ha condannato con forza “l’attacco terrorista e barbaro”.

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