22/12/2011, 00.00
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Haimen, secondo giorno di proteste contro il governo e l'inquinamento

Di nuovo in piazza gli abitanti del villaggio, che chiedono al governo di ritirare il progetto che prevede una nuova centrale a carbone. Distrutte macchine della polizia e divelta la targa del Congresso popolare locale.
Guangzhou (AsiaNews/Agenzie) – La popolazione del villaggio di Haimen, nella parte orientale della ricca provincia meridionale del Guangdong, resiste alla pressione delle autorità e della polizia e rimane in piazza per chiedere al governo di ritirare il progetto di costruzione di una centrale energetica a carbone. Questa, denunciano gli abitanti, è cancerogena e si aggiungerebbe a un’altra che ha già ucciso centinaia di persone.

Migliaia di persone si sono riversate ieri nella piazza centrale dell’agglomerato – che conta circa 130mila abitanti – e hanno devastato alcune macchine della polizia; persino la targa del Congresso popolare di Haimen è stata divelta e gettata in strada. L’autostrada Shenzhen-Shantou, che collega il villaggio al resto del mondo, è ora sotto il controllo della polizia che vuole evitarne l’occupazione.

Le tensioni ad Haimen sono scoppiate lo scorso ottobre, quando i dirigenti locali hanno dato il via al progetto di costruzione della centrale energetica Huadian Power International. Il progetto – del valore di circa 56 milioni di euro – include anche la costruzione di due generatori da 600MW, che secondo i dirigenti sono “eco-compatibili” pur andando a carbone. La popolazione si è scagliata contro la costruzione, sostenendo che essa distruggerà l’ambiente e l’ecosistema marino, fondamentale per mantenere lo standard di vita dei pescatori locali.

Ora il governo centrale sembra voler affrontare il problema, collegato soprattutto all’esproprio illegale dei terreni, e ha preparato una nuova bozza di legge per regolamentare la materia. Secondo il testo, ancora in fase di studio, se entro 3 mesi dall’acquisizione dei terreni questi non vengono destinati a nuovi progetti devono ritornare sotto il controllo del governo.
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