14/10/2021, 09.03
CINA
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Handan: è morto il vescovo emerito Yang Xiangtai

Era ricoverato da giorni in gravi condizioni. Aveva 99 anni. È stato formato e ha lavorato insieme ai padri del Pime di Kaifeng e Weihui. Condannato a 15 anni di reclusione durante la Rivoluzione culturale. Vescovo ordinario dal 1999, non si è mai sottomesso facilmente al “patriottismo” delle autorità religiose legate al Partito comunista cinese.

Pechino (AsiaNews) – Ieri alle 20.00 (ora locale) è morto mons. Stefano Yang Xiangtai, vescovo emerito di Handan. AsiaNews aveva dato notizia del suo ricovero e delle sue gravi condizioni di salute. Mons. Yang si è spento all’ospedale di Weixian, nel territorio della sua diocesi. Aveva 99 anni.

É una perdita dolorosa non solo per la Chiesa in Cina, ma anche per il Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime), perché mons. Yang è cresciuto, è stato formato e ha lavorato insieme ai padri del Pime di Kaifeng e di Weihui (ora Anyang) in Henan. Egli li ha sempre ricordati con piacere.  

Il vescovo Yang è nato il 3 gennaio 1923 (17 novembre 1922 secondo il calendario lunare) nel villaggio di Gaocun, in una famiglia cattolica che lo ha battezzato subito dopo la nascita. All’epoca la località faceva parte della diocesi di Weihui (ora a quella di Handan), che era sotto la cura dei missionari del Pime.

Dopo aver frequentato l’asilo cattolico nel suo villaggio, dal 1933 mons. Yang studia alla scuola primaria cattolica di Wu'an; due anni dopo entra nel seminario minore della diocesi di Weihui. Nel 1940 inizia gli studi di filosofia  e di teologia nel seminario regionale di Kaifeng. Il 27 agosto 1949 è ordinato sacerdote dall'arcivescovo locale, mons. Gaetano Pollio, missionario del Pime. Dopo la sua ordinazione ha lavorato come assistente nella chiesa di Nanguan, a Kaifeng.

Alla fine del 1950 un altro missionario del Pime, mons. Mario Civelli, vescovo di Weihui, lo assegna al distretto di Wu’an. Nella primavera del 1954, la polizia arresta Yang, che dopo il processo ha potuto riprendere però il suo ministero. Nel luglio 1966, durante la Rivoluzione culturale, è di nuovo arrestato; viene processato solo nell’ottobre 1970 e condannato a 15 anni di reclusione. Per la sua “rieducazione” penale è prima recluso nei campi di lavoro a Quzhou; in seguito finisce nella  fabbrica di mattoni di Handan e infine in quella del sale di Tangshan.

Dopo il lancio della riforma e dell'apertura di Deng Xiaoping (fine 1978), il 15 marzo 1980 Yang è riabilitato e rilasciato, assolto da ogni accusa. Ha fatto ministero nei distretti di Handan, Cixian, Shexian e Wu’an, aree che con la nuova divisione amministrativa erano passate nella provincia dell’Hebei e nella diocesi ufficiale di Handan. Nel 1988 egli diventa rettore del seminario diocesano e cappellano della Congregazione della Consolazione dello Spirito Santo; il vescovo Chen Bailu lo nomina poi vicario generale della diocesi.

Il 30 novembre 1996 mons. Chen consacra Yang suo vescovo coadiutore nella chiesa di Caozhuang, distretto di Yongnian. Il 17 settembre 1999, al ritiro in pensione di mons Chen, mons. Yang diventa vescovo ordinario della diocesi di Handan.

Il 21 giugno 2011, nella chiesa di Feixiang, egli consacra come suo vescovo coadiutore mons. Giuseppe Sun Jigen. Lo ha fatto in segreto, qualche giorno prima della data ufficiale: era per evitare che la cerimonia di consacrazione, già approvata sia dalla Santa Sede sia dalle autorità cinesi, fosse presieduta da un vescovo illegittimo.

L’annuncio pubblico della sua scomparsa da parte della diocesi di Handan afferma: “Mons. Yang ha mostrato forte fedeltà al Signore, gentilezza verso tutti, semplicità di vita e dedicazione costante per il suo gregge, e ciò per ben 72 anni. Ora che ha completato il suo viaggio invitiamo clero, suore e fedeli a pregare perché la sua anima riposi in pace e ad intercedere per un suo pronto ingresso nel riposo eterno”.

Mons. Yang non era un vescovo “sotterraneo”, ma non si è mai sottomesso facilmente al “patriottismo” delle autorità religiose legate al Partito comunista cinese. Ad esempio nel 2015 egli ha sostenuto le coraggiose proteste del clero di Wenzhou contro la demolizioni delle croci nella provincia del Zhejiang.

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