Skin ADV
07 Febbraio 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est
  •    - Cina
  •    - Corea del Nord
  •    - Corea del Sud
  •    - Giappone
  •    - Hong Kong
  •    - Macao
  •    - Taiwan

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 10/01/2006, 00.00

    CINA

    In prigione chi protesta contro l'inquinamento: crea "disordine" sociale



    In Cina avvengono continui disastri ambientali nei fiumi, dove finiscono tonnellate di sostanze nocive. Ma ieri sono stati condannati 9 agricoltori che ad aprile avevano protestato contro fabbriche inquinanti.

    Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Condannati al carcere gli agricoltori che si sono opposti alle fabbriche che inquinano il loro villaggio. Intanto nei fiumi cinesi si moltiplicano i disastri ecologici, con versamento accidentale di tonnellate di gasolio e acido solforico.

    Ieri il tribunale della provincia di Zhejiang ha condannato 9 agricoltori del villaggio di Huaxi che nell'aprile 2005 si sono opposti all'inquinamento di 13 vicini impianti chimici. Nel 2001 i contadini di Huaxi e di Dongyang erano stati espropriati delle terre senza avviso, per costruire le fabbriche. Dopo anni che i raccolti erano inquinati e la gente si ammalava, oltre 30 mila abitanti hanno protestato, hanno cacciato i funzionari locali e costruito barricate per impedire il rifornimento di materiali alle fabbriche. Nelle prime ore del 10 aprile 2005 oltre 1.500 poliziotti hanno assalito il villaggio e abbattuto le barricate.

    I 9 contadini sono stati condannati per avere preso parte alle proteste, con pene fino a 5 anni di carcere che 4 di loro dovranno scontare, al termine di un processo coperto dalla censura. Alcuni avvocati dei 9, famosi legali di Pechino, hanno lamentato pressioni per far loro rinunciare l'incarico. Gli imputati hanno negato l'accusa di avere causato disordini e hanno denunciato che hanno subito torture in carcere. Lo scorso dicembre il governo provinciale dello Zhejiang ha punito 8 funzionari di Dongyang e Huaxi per non avere "preservato l'armonia sociale".

    Intanto si moltiplicano le notizie di gravi inquinamenti causati da impianti costruiti presso importanti corsi d'acqua e centri abitati. Lo scorso 5 gennaio nella città di Gongyi, provincia dell'Henan, il gelo ha spaccato un oleodotto e 6 tonnellate di gasolio sono finite nel fiume Yiluo, tributario del Fiume Giallo. Si è formata una striscia di acqua inquinata lunga 60 km. e oggi c'è allarme per le forniture idriche della città di Jining nello Shandong e per i centri abitati lungo il Fiume Giallo. L'inquinamento raggiungerà il mare Bohai il 13 gennaio.

    Il 6 gennaio nella città di Chongding dalla fabbrica della Huaqiang Fertiliser oltre 600 tonnellate di acido solforico sono finite nel fiume Qijiang, tributario dello Yangtze River, creando una striscia porpora di 300 mt. Per 2 giorni i 30 mila abitanti di Chongding sono rimasti senz'acqua.

    L'8 gennaio si è rovesciata nello Yangtze River una nave che portava 260 tonnellate di acido solforico. Si lavora per recuperare i contenitori dell'acido e per evitare si disperda in acqua. La più vicina conduttura d'acqua potabile è ad appena 800 mt. dal luogo dell'incidente.

    Il 4 gennaio da una fabbrica nella città di Zhuzhou è finito nel fiume Xiangjiang, tributario dello Yangtze, abbastanza cadmio da inquinare oltre 100 km. del fiume, superando di 80 volte il limite di sicurezza. Ieri a Changsha, capitale dell'Hunan, la concentrazione della sostanza era ancora il doppio del limite consentito. Secondo fonti ufficiali, ci vorranno oltre 26,6 miliardi di yuan (oltre 3 miliardi di dollari Usa) e 5 anni per pulire il fiume Songhua, inquinato a novembre 2005 da tonnellate di benzene.

    La frequenza degli incidenti mostra, secondo gli esperti, che il boom economico cinese è avvenuto senza considerare simili rischi e che appare ora complesso e non agevole riallocare gli impianti produttivi. (PB)

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    14/12/2006 CINA
    Il Fiume Giallo, culla della civiltà cinese, è “morto” per oltre il 60%
    Decine di migliaia di fabbriche chimiche scaricano rifiuti tossici e nocivi. Il Paese soffre per uno sviluppo economico che ha “sacrificato l’ambiente”.

    28/05/2005 CINA
    Cina, Fiume Giallo "troppo inquinato" persino per nuotarci

    Lo dichiarano fonti ufficiali, che indicano i problemi relativi alla bonifica.



    04/01/2010 CINA
    Shaanxi, 150mila litri di gasolio corrono verso il Fiume Giallo
    Allarme per una fuoriuscita di carburante dalle condotte della compagnia petrolifera di Stato. Il governo centrale ordina la salvaguardia dell’acqua potabile della provincia.

    11/08/2009 CINA
    Centinaia di bambini avvelenati dal piombo nel sangue, nello Shaanxi
    Nella contea di Fengxian una fonderia, aperta nel 2006, ha inquinato aria e acqua. Ma per le autorità è tutto regolare, anche se nessuno dovrebbe vivere entro un raggio di un chilometro. Nella Cina del miracolo economico scoppiano sempre nuovi scandali, a danno di contadini e poveri.

    08/06/2005 CINA
    Cina, "difficile" per il governo eliminare l’inquinamento

    Lo denuncia il rapporto 2004 dell’Amministrazione ambientale: lo sviluppo industriale e l’opposizione dei governi locali ostruiscono il risanamento delle acque.





    In evidenza

    CINA-VATICANO
    Intervista al Papa sulla Cina: entusiasmo e scetticismo fra i cattolici cinesi. Alcuni sacerdoti sotto il torchio della polizia

    Maria Chen

    Giornali e radio di Stato hanno dato notizia dell’intervista di papa Francesco ad Asia Times. Vi è chi sogna che il pontefice possa visitare la Cina al più presto. Sacerdoti sotterranei sotto interrogatorio. Apprezzamenti per “il ramo d’ulivo” teso dal pontefice e per aver sottolineato il valore della cultura cinese. Ma si è scettici verso la risposta della leadership di Pechino. Il dialogo fra Cina e Vaticano non porta a risultati perché vi sono interessi diversi: politici e religiosi. Non avere fretta di stabilire relazioni diplomatiche per non sacrificare la libertà della Chiesa e il sacrificio dei suoi martiri. La Chiesa cinese è in crescita.


    VATICANO-CINA
    Papa Francesco ridice il suo amore alla Cina e a Xi Jinping



    Il pontefice elogia la “saggezza” e la “grandezza” della Cina e fa gli auguri a Xi Jinping per il Nuovo Anno cinese della Scimmia. Non bisogna “temere” la Cina, ma entrare in dialogo con essa per mantenere la pace nel mondo. Avere “misericordia” per il recente passato del Paese e “andare avanti” per cambiare la realtà. Nell’intervista, per scelta del giornalista, non si parla dei dialoghi fra Vaticano e Cina o di temi religiosi.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    Terra Santa Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®