09/02/2021, 10.57
PAKISTAN
Invia ad un amico

Islamabad, riforma della scuola con pari diritti e lotta all’odio

di Shafique Khokhar

Ieri educatori, attivisti ed esperti sono sono riuniti per discutere del Piano educativo nazionale per il 2021 voluto dal governo. Fra gli obiettivi correggere gli errori del passato, alla base di discriminazioni e abusi. Il ruolo delle scuole cristiane per un pieno sviluppo educativo. Rivedere lo studio dell’arabo.

Islamabad (AsiaNews) - Riconoscere il ruolo delle scuole cristiane nello sviluppo educativo del Pakistan, rimuovere tutti i discorsi di odio e discriminazione a partire dai libri di testo e rivedere la decisione che implementa lo studio dell’arabo. È quanto hanno chiesto i partecipanti all’incontro consultivo che si è tenuto ieri a Islamabad e che ha visto riuniti attivisti, esperti, educatori e leader cristiani. A promuovere l’evento il Centre for Social Justice, che ha accolto con favore la richiesta del governo di suggerimenti e collaborazioni di tutte le parti interessate e dei semplici cittadini nella scrittura del Piano educativo nazionale per il 2021. 

Fra i partecipanti all’incontro di ieri nella capitale del Pakistan vi sono alcune fra le personalità di primo piano nel mondo dell’attivismo e dell’educazione, da anni indicata come l’unica via per scongiurare la “talebanizzazione” del Paese. Yaqoob Bangash, A H Nayyar, Zeeba Hashmi, Anjum James Paul, Peter Jacob, Afshan Human, Abraham Murad e Anjum James Paul hanno portato la loro voce e la loro esperienza nel settore, sottolineando una volta di più come l’istruzione scolastica sia la via per garantire “dignità e sviluppo sociale per tutti gli esseri umani”. 

Al centro dei lavori, l’analisi dei piani scolastici (sei in totale) adottati dai governi in passato e le correzioni da apportare in un’ottica di pluralismo, pari dignità e diritti. Non sono mancate critiche contro alcune “irragionevoli sperimentazioni” degli anni scorsi, fra le quali la nazionalizzazione delle scuole e delle politiche educative del 1972, che ha “danneggiato la qualità e il livello della formazione” degli studenti, unita alla mancanza di uno stanziamento adeguato di risorse. 

Anche questo, osservano gli esperti, è uno dei motivi per i quali il Pakistan è relegato nelle posizioni inferiori per alfabetizzazione, standard educativi e qualità dell’insegnamento. Rilanciando l’impegno nel settore e per la causa della scolarizzazione in Pakistan, i partecipanti hanno evidenziati cinque punti da inserire all’interno della National Education Policy 2021: in primis, il riconoscimento del ruolo delle scuole cristiane nella storia e nello sviluppo del Pakistan; la politica di decentramento approvata nel 1980 e non ancora attuata a fondo, che riguarda soprattutto la provincia del Punjab e gli istituti cattolici o gestiti dalla Chiesa; assicurare fondi sufficienti alle scuole cattoliche, che sono in maggioranza realtà no-profit e non riescono a recuperare le risorse necessarie con il solo pagamento di tasse e rette scolastiche; rimuovere il materiale che promuove odio e intolleranza di genere, religione, lingua o etnia, assicurando che non vi siano preferenze per una sola categoria; rivedere la decisone di implementare l’insegnamento dell’arabo, consultando prima esperti, linguisti e insegnanti sulla reale fattibilità.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Punjab, razzismo ed emarginazione delle minoranze nei testi scolastici
21/01/2021 10:58
Libri scolastici in Pakistan pieni di disprezzo e fanatismo contro cristiani, indù e sikh
05/04/2012
Educazione in Pakistan: le cifre dell’emergenza (scheda)
14/04/2011
Paul Bhatti: una “mafia” impedisce stabilità e migliore educazione
14/04/2011
Giornalista musulmano: contro l’estremismo, scuola pubblica sul modello di istituti cristiani
14/04/2011