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  • » 26/06/2010, 00.00

    INDONESIA

    Java: esercizi spirituali per ricordare ai sacerdoti l’importanza della preghiera

    Mathias Hariyadi

    Si conclude oggi l’annuale ritiro spirituale dei gesuiti dell’arcidiocesi di Semaran. Per la prima volta hanno partecipato anche i sacerdoti dell’arcidiocesi. Scopo degli esercizi spirituali è stato quello di sottolineare l’importanza della preghiera condivisa con i fedeli, fatto spesso dimenticato dai sacerdoti oberati dall’intenso lavoro pastorale.

    Jakarta (AsiaNews) – Dopo quattro mesi si conclude oggi l’annuale ritiro spirituale dei gesuiti dell’arcidiocesi di Semarang (Java Centrale), che quest’anno coincide con i festeggiamenti per i 70 anni di fondazione della diocesi. Iniziato in febbraio con la domanda: “Possiamo compiere un ritiro mentre portiamo avanti la nostra routine?” l’evento si è presentato come una sfida soprattutto per preti diocesani, che per la prima volta hanno partecipato a questo gesto. 

    P. Noegroho Agoeng, sacerdote della diocesi di Semarang, racconta: “Un giorno che rientravo in canonica dopo una pastorale nelle zone rurali, avevo addosso una sensazione di stanchezza, ma il mio cuore è stato toccato dai miei parrocchiani che stavano pregando per i sacerdoti dopo l’eucarestia”. “Ho realizzato – continua – che tutti i cattolici dell’arcidiocesi stavano sostenendo la mia vocazione sacerdotale”.  Il sacerdote aggiunge che gli esercizi spirituali sono una pratica comune tra i gesuiti, ma non tra i preti diocesani che vedono spesso i ritiri come una perdita di tempo, rispetto all’importanza del lavoro pastorale.

    Il ritiro proposto dai gesuiti nasce, infatti, con lo scopo di riproporre a tutti l’importanza della preghiera come punto centrale della giornata di ciascun sacerdote, su modello degli esercizi spirituali di S. Ignazio di Loyola. 

    “Ciò che mi ha sorpreso – racconta p. Suparman della parrocchia di Kidul Loji – è che anche molti laici dell’arcidiocesi hanno partecipato al ritiro, per dare beneficio al loro spirito e sostenere le nostra vocazione”. “Le preghiere e la loro attenzione per i preti sono state davvero eccezionale e questo da forza al morale di noi sacerdoti”. 

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