28/04/2021, 08.56
ISRAELE
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La Corte suprema congela la nomina di Netanyahu per la Giustizia

Il premier ad interim aveva scelto Ofir Akunis membro del Likud e fedelissimo. Un voto sancito forzando le procedure e bloccato dal procuratore generale Avichai Mandelblit. Prevista per oggi una nuova riunione del giudici. Critiche e attacchi dalle opposizioni: non è possibile fare accordi con Netanyahu.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - La Corte suprema israeliana ha emesso una ingiunzione temporanea che “congela” la decisione di Benjamin Netanyahu di assegnare il ministero della Giustizia a Ofir Akunis, membro del Likud e fedelissimo del premier ad interim. Per il procuratore generale Avichai Mandelblit la nomina è illegale perché “il Primo Ministro vicario [Benny Gantz] non era d’accordo nel metterla all’ordine del giorno” e per questo “non poteva essere votata”. 

Secondo i giudici la mossa rappresenta una forzatura all’attuale sistema di condivisione dei poteri fra i due rivali, Netanyahu e Gantz. La sopravvivenza politica del premier ad interim, impegnato nel tentativo di ottenere la maggioranza alla Knesset dopo il quarto voto in due anni, è legata al processo per corruzione in cui è imputato e dal quale è potuto sinora sfuggire grazie alla carica ricoperta. Da qui la scelta di procedere alla nomina di un fedelissimo alla Giustizia, innescando la reazione della magistratura che ha bloccato l’iter in un Paese sull’orlo di una crisi istituzionale. 

Nonostante l’opposizione di quello che è (ad oggi) l’alleato di governo Benny Gantz, il Primo Ministro ha indetto una riunione dell’esecutivo per approvare la nomina di Akunis, violando le disposizioni del procuratore generale. La scelta di un titolare della Giustizia è invocata da tempo dalla Corte suprema, secondo cui un governo non può funzionare senza un ministro nel pieno delle sue funzioni dopo le dimissioni a inizio aprile del leader del partito Blu Bianco. 

Ieri sera la Corte suprema si è riunita per discutere la questione e ha emesso un’ingiunzione temporanea che congela la nomina fatta da Netanyahu. I giudici dovrebbero riprendere in mano il caso oggi alle 3.30 del pomeriggio, ora di Gerusalemme. Durante il voto di ieri il procuratore generale Mendelblit ha inveito contro i membri dell’esecutivo, accusandoli di aver compiuto “un gesto senza precedenti” forzando la nomina di Akunis a ministro. “Non pensiate - ha aggiunto - che questo voto passerà, perché è contrario alla legge”. 

Sulla vicenda sono intervenuti anche diversi leader politici: Gideon Sa’ar ha parlato di “saga” che ha portato alla scelta nel contesto di una “bizzarra riunione di governo”, segno di quanto vi sia “il bisogno urgente di cambiare la leadership”. Il rappresentante dell’opposizione Yair Lapid avverte “chiunque abbia pensato anche solo per un secondo di fare accordi con Netanyahu”, perché questa vicenda è un “promemoria del fatto che non sia possibile ottenere il rispetto di un tale accordo”. 

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