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    » 12/06/2010, 00.00

    RUSSIA-CINA-ASIA CENTRALE

    La Sco apre a India e Pakistan, ma non all’Iran



    Il summit della Shanghai Cooperation Organization, conclusosi ieri in Uzbekistan, per la prima volta ha previsto la partecipazione di nuovi membri. Divieto di ingresso per chi è sottoposto a sanzioni Onu. Per evitare proteste durante il summit, la polizia uzbeka mette gli attivisti pro-diritti agli arresti domiciliari.

    Tashkent (AsiaNews/Agenzia) – Una decisa ma solo iniziale apertura a nuovi membri come India e Pakistan, un monito all’Iran, un rinvio di ogni decisione effettiva, è il risultato del summit di 2 giorni della Shanghai Cooperation Organization (Sco), conclusosi ieri a Tashkent, che per la prima volta ha visto partecipare anche un delegato degli Stati Uniti, a dimostrazione della crescente importanza del gruppo.

    La Sco, sorta come alleanza militare con il dichiarato scopo di combattere il terrorismo internazionale e di tutelare la sovranità degli Stati membri, sempre più è diventata una sede privilegiata per accordi politici ed economici tra i Paesi membri: Russia, Cina, Uzbekistan, Kazakistan, Tagikistan e Kirghizistan. India, Pakistan, Afghanistan, Iran e Mongolia da tempo mandano loro osservatori e desiderano diventare membri, come pure Bielorussia e Sri Lanka. Ieri i Paesi membri per la prima volta hanno adottato una dichiarazione che apre il gruppo alla partecipazione di tutti gli Stati del continente eurasiatico che hanno relazioni diplomatiche con gli altri membri e che già sono osservatori Sco o partner, ma con esclusione degli Stati sottoposti a sanzioni da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

    Evidente il riferimento all’Iran, colpito da sanzioni Onu il 9 giugno per il suo programma nucleare. Infatti il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad all’ultimo momento non ha più partecipato al summit, dopo che aveva assicurato la sua presenza. In precedenza egli era stato sempre ben accolto in questi incontri: nel 2009 i leader Sco si congratularono con lui dopo la rielezione come presidente in un’accesa competizione. Peraltro questo divieto appare per ora formale, dato che nessun nuovo Paese è stato ancora ammesso.

    Analisti hanno osservato che già da anni si parla dell’ingresso di altri Stati e che si prevedevano passi maggiori. Peraltro i media di India e Pakistan hanno salutato la dichiarazione come un successo e come una completa apertura all’ingresso dei rispettivi Paesi. Ora la questione sarà trattata in via riservata dalle diplomazie dei vari Stati, alcuni dei quali sono però perplessi per il pericolo che New Delhi e Islamabad portino i loro dissidi anche in questa sede.

    La Sco ha anche auspicato l’immediato ritorno alla calma in Kirghizistan e al “dialogo” tra i gruppi in conflitto, dopo gli scontri di ieri tra dimostranti e forze dell’ordine con decine di morti. E’stato deciso l’invio di osservatori al referendum nazionale che si svolgerà il 27 giugno.

    In previsione del summit, la polizia uzbeka ha controllato gli attivisti prodiritti nel timore di proteste pubbliche: all’attivista Elena Urlaeva la polizia ha intimato di lasciare Tashkent per qualche giorno, altri sono stati messi agli arresti domiciliari di fatto.

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