09/10/2018, 10.10
CINA-VATICANO
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Lettera di un fedele cinese: ‘Non dimenticate la Chiesa sotterranea’

Discriminazioni sul lavoro e a scuola; messa una volta la settimana in magazzini fatiscenti; i controlli sui fedeli e sui sacerdoti: la vita quotidiana di un fedele della comunità sotterranea. La denuncia ai media, che fanno silenzio e l’appello a non dimenticarli e a pregare per loro.

Roma (AsiaNews) – In Cina non vi è piena libertà religiosa; i cristiani sono discriminati nel lavoro e nelle scuole; le comunità non ufficiali riescono a malapena a garantire una o due messe la settimana, in magazzini fatiscenti, ma almeno non all’aria aperta. È quanto rivela questo giovane cattolico della comunità sotterranea, in una lettera inviata al direttore di AsiaNews. Prima e dopo l’accordo sino-vaticano sulle nomine dei vescovi, i componenti della comunità non ufficiale si sentono “abbandonati”, “dimenticati” e perfino “traditi”. Da qui il grido di questo giovane cattolico: rimarremo fedeli sempre, perdoniamo chi ci perseguita, ma non dimenticateci. (Traduzione dal cinese a cura di AsiaNews).

Caro Padre Bernardo Cervellera,
prima di tutto volevo ringraziarla per il suo interesse verso la Chiesa in Cina, soprattutto per le difficoltà della Chiesa "fedele a Roma". Allo stato attuale questa Chiesa è ancora "sotterranea" e i mass-media ormai ne parlano molto poco, ma lei si interessa ancora di noi che siamo una Chiesa piccola e fragile. Per questo sono molto grato al nostro buon Dio, che ci siano alcuni fratelli nel Signore a Roma, che non hanno dimenticato noi che siamo dall’altra parte del mondo.

Io sono solo un semplice fedele. Non sono cresciuto in un ambiente cristiano: come lei ben sa la Cina è un Paese ateo. Comunque, sono cristiano da circa 20 anni. Ad essere onesti, credere in Dio è difficile, ancora più difficile per noi che viviamo in territorio cinese. Testimoniare il mio essere cristiano qui è praticamente impossibile.

Per esempio, è impossibile dichiarare di essere cristiani al momento dell’iscrizione in una scuola o presentandosi per un posto di lavoro. La conseguenza sarebbe l’esclusione immediata dalla scuola o la non assunzione per quel posto di lavoro.  Negli ultimi 30 anni la politica religiosa del governo ha registrato un allentamento dei controlli sulla Chiesa cattolica. In particolare, negli ultimi 10 anni, la Chiesa sotterranea ha un certo spazio di azione, ma ancora non si può dire che nel nostro Paese abbiamo raggiunto una piena libertà religiosa.

Dico questo perché, anche se io stesso non ho ancora incontrato molti problemi a causa della mia fede in Cristo, chi mi assicura che in futuro non li avrò? Solo Dio lo sa. Di sicuro ho avuto alcuni piccoli problemi: per esempio, 10 anni fa circa, la polizia è venuta a bussare alla mia porta per interrogarmi, a cause della mia fede.

Per quanto riguarda la Chiesa non ufficiale, la situazione reale negli ultimi anni è migliorata molto. Perlomeno possiamo celebrare la messa una o due volte alla settimana. Nelle aree più remote i fedeli possono avere la messa solo una volta al mese o a volte anche dopo un tempo più lungo. Se il sacerdote non deve andare fuori, i fedeli possono anche invitarlo per l’unzione degli infermi o degli anziani.

Naturalmente, questa che ho descritto è la situazione che un fedele qualunque può vedere dall’esterno, ma ci sono anche tante cose che non si vedono. La polizia locale spesso va a scovare i preti della Chiesa sotterranea per invitarli a “parlare”.  Spesso quelle che noi chiamiamo "chiese", in realtà non sono chiese, ma locali in affitto o semplici case. Non sono ambienti ideali per la celebrazione: alcuni sembrano dei magazzini, con porte e finestre, ma fatiscenti.

Per noi ciò che conta è aiutare il sacerdote ad avere un posto per celebrare dignitosamente la Messa, così che i cattolici non siano costretti a celebrare all’aria aperta. Questo per noi è già sufficiente. Ma quanto può durare tutto ciò?

Noi non lo sappiamo. In questo momento circolano brutte notizie. Per esempio, i vicini membri della Chiesa sotterranea della comunità rurale di XXX, hanno già ricevuto una notifica da parte delle autorità. Cosa accadrà domani? Neanche noi lo sappiamo, ma quello che vediamo è che la situazione sta diventando sempre più tesa. Noi della Chiesa sotterranea, a prescindere dalle difficoltà che incontreremo nel futuro, è certo che conserveremo la fede, come sempre. Seguiamo l’esempio del nostro vecchio vescovo, scomparso da diversi anni, che è stato fedele fino alla fine: rimanere fedeli all’insegnamento della Chiesa, con una fede incrollabile, superando “un’onda dopo l’altra”. Tutto il mondo ha visto la testimonianza di fede della Chiesa sotterranea cinese, nel passato fino al giorno d’oggi; nel futuro sarà lo stesso. "Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? "(Romani 8, 35).

Caro padre Bernardo Cervellera, io che le scrivo sono solo un semplice fedele della Chiesa in Cina. Anche se non le ho scritto molto, tutto viene dalla mia personale esperienza. La Chiesa sotterranea cinese ha sopportato tanti anni di sofferenze, ma abbiamo “gioia nella tribolazione”, non accusiamo nessuno e non portiamo rancore verso coloro che ci perseguitano. Anzi, per loro moltiplichiamo le nostre preghiere: " Padre, perdonali! Perché non sanno quello che stanno facendo!" ( Luca 23, 34)
Padre, per favore non ci dimentichi, preghi per questi fratelli e sorelle che soffrono.

Un semplice fedele della Chiesa sotterranea cinese.

Auguro ogni bene a Lei e a tutta Roma!

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