09/02/2016, 08.33
HONG KONG
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Mong Kok, la rivolta dei “bocconcini di pesce”. Spari della polizia; ambulanti lanciano bottiglie

di Paul Wang

Gli scontri sono scoppiati dopo che la polizia è intervenuta per far chiudere e sloggiare i venditori ambulanti di cibo, tradizionali ad Hong Kong. Arrestate 24 persone, fra cui anche membri di gruppi anti-Cina. Le forze dell’ordine accusate di troppa violenza.

Hong Kong (AsiaNews) – Solo stamattina la calma è tornata nell’affollatissimo quartiere di Mong Kok dopo una notte di scontri fra la polizia che ha sparato anche colpi in aria e centinaia di dimostranti che hanno lanciato contro le forze dell’ordine bottiglie, mattoni e vasi di fiori. Almeno 24 persone sono state arrestate. Fra queste anche membri del gruppo Hong Kong Indigenous, un gruppo anti-Cina che difende la cultura locale del territorio. I feriti sono 48, compresi poliziotti e alcuni giornalisti.

Le violenze sono scoppiate ieri sera quando alcuni ispettori dell’igiene hanno cercato di far chiudere i posti di venditori ambulanti. Baracche precarie e carrelli ambulanti sono tipici di Hong Kong e soprattutto nel quartiere di Mong Kok e alle stazioni della metropolitana. A seconda delle stagioni si vendono frutta, tofu, zuppe e bocconcini di pesce. Di solito la polizia chiude un occhio e permette questo commercio minimale che con poca spesa permette alla gente di mangiare per strada e risparmiare tempo e soldi. Quest’anno però le forze dell’ordine hanno deciso di intervenire. Quando la polizia è intervenuta, centinaia di persone sono arrivate in strada per difendere gli ambulanti ed è scoppiato il caos. Scontri, pestaggi, arresti sono durati fino alle prime ore dopo la mezzanotte.

Sui social network i disordini sono stati ribattezzati come “la rivolta dei bocconcini di pesce”. Molta gente – fra cui alcuni testimoni – affermano che la polizia è stata troppo violenta e ha picchiato perfino passanti. Le forze dell’ordine accusano “elementi radicali che con armi artigianali e scudi si sono scontrati con la polizia”.

Il fatto è sconcertante perché è avvenuto nel primo giorno del Capodanno cinese, un periodo che è caratterizzato dall’amicizia e dall’armonia familiare e sociale. Ma è un segno delle tensioni che covano all’interno della società, segnata dalle difficoltà economiche e da un crescente pessimismo verso le autorità del governo e le forze dell’ordine viste sempre più come “servi della Cina e dei suoi interessi”, senza nessuna cura verso la popolazione di Hong Kong.

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