19/10/2018, 13.07
CINA
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Non solo gli Usa: il G20 contro Pechino per i sussidi alle ditte statali

di Wang Zhicheng

Gli aiuti del governo cinese creano “dumping”, cioè sovrapproduzione e prezzi bassi sul mercato internazionale, che sgomina la concorrenza. Il B20 (consiglieri del G20) chiede maggiore equilibrio fra industrie statali e private. Se la Cina seguisse le regole dell’economia di mercato, distruggerebbe se stessa in pochi mesi.

Pechino (AsiaNews) – La guerra dei dazi fra Cina e Stati Uniti non è l’unico conflitto economico per il gigante asiatico. A causa dei privilegi che il governo di Pechino concede alle sue ditte statali, molti Paesi nel mondo, in particolare il G20, esigono ci si attenga alle regole internazionali che chiedono una concorrenza alla pari fra ditte statali e ditte private.

Negli ultimi anni i governi stranieri sono divenuti sempre più critici verso la Cina che sostiene con forza il suo settore statale, creando quel “dumping”, la sovrapproduzione di acciaio e alluminio, grazie ai generosi finanziamenti dell’amministrazione cinese che permettono ai prodotti della Cina di costare meno sul mercato.

Secondo Caixin, una settimana fa il Business 20 (B20), un gruppo di imprenditori e consiglieri del G 20, hanno chiesto ai membri del Gruppo delle 20 economie più sviluppate, di lavorare insieme per stabilire “misure che assicurino che le imprese statali non abbiano accessi privilegiati ad assistenza non commerciale, per permettere un campo da gioco livellato per investimenti e commercio”.

All’incontro del Fondo monetario internazionale a Bali, la scorsa settimana, Yi Gang, governatore della Banca popolare della Cina, ha ammesso che il suo Paese sta cercando di adottare il principio della “neutralità competitiva”. Ma un giorno dopo, Peng Huagang, vice-capo della Commissione sull’amministrazione e supervisione delle imprese statali, ha criticato le dichiarazioni del B20, rivendicando il fatto che “le imprese statali sono pienamente integrate nel mercato”.

È probabile che il problema dei sussidi alle imprese statali venga trattato nel prossimo incontro del G20 a Buenos Aires, in programma per il 30 novembre - 1° dicembre prossimi.

I sussidi del governo cinese alle sue industrie statali sono divenuti la lamentela più comune del G20. Lo scorso aprile, alcuni gruppi dell’industria dell’alluminio da Brasile, Canada, Giappone, Messico, Europa hanno stilato una lettera spingendo il G20 a prendere provvedimenti contro la Cina e il sostegno alla sua industria. La lettera faceva notare che, pur con alcune misure prese da Pechino, vi è ancora troppa sovrapproduzione. Nel 2017, ad esempio, la produzione cinese di alluminio è cresciuta del 13%, mentre quella del resto del mondo è cresciuta solo del 2%.

Secondo alcuni studiosi, se la Cina si convertisse a uno stile di economia di mercato – senza le sovvenzioni statali per le sue industrie, la sua economia crollerebbe in alcuni mesi.

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