22 Novembre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 15/10/2016, 10.30

    PAKISTAN

    Pakistan, estremisti islamici in piazza per impiccare la “blasfema” Asia Bibi

    Kamran Chaudhry

    Manifestazioni a Lahore, Islamabad, Karachi e in altre parti del Paese. Scandendo lo slogan #HangAsia, essi chiedono che la donna cristiana e madre di cinque figli sia giustiziata. L’ira e la frustrazione dei cristiani affidata ai social network. Il Pakistan “non garantisce sicurezza e giustizia alle minoranze”. 

     

    Lahore (AsiaNews) - Da giorni una coalizione di gruppi musulmani sunniti promuove manifestazioni coordinate in tutto il Pakistan, intonando slogan ed esponendo cartelli con la scritta “#HangAsia” [impiccate Asia]. A scatenare la protesta la decisione della Corte suprema di rinviare la sentenza relativa al caso di Asia Bibi, la donna cristiana madre di cinque figli condannata a morte per blasfemia e in attesa dell’ultimo grado di giudizio. 

    Centinaia di membri e simpatizzanti di Tehreek-i-Labaik Ya Rasool Allah si sono dati appuntamento questa settimana a Karachi, Islamabad e Lahore per manifestare contro la donna, in carcere ormai da sei anni con l’accusa di aver violato la “legge nera”. 

    Un cittadino di Lahore di nome Mukhtar, con indosso un turbante bianco, dichiara ad AsiaNews: “Se Asia la fa franca ci sarà una guerra. Siamo uniti a difesa dell’onore di Allah, siamo i suoi servi devoti. Forse che - si chiede - il Pakistan è nato per impiccare quanti lo amano e risparmiare la vita dei blasfemi?”. Perché Asia Bibi, domanda l’uomo, “non è stata ancora impiccata nonostante la sentenza di morte comminata dall’Alta Corte di Lahore e [confermata] dalla Corte suprema”. Il governo “la pagherà”, conclude, “se agisce in base a interessi stranieri e ci tradisce”. 

    Egli è uno dei molti manifestanti scesi in piazza a Lahore, davanti agli uffici del Circolo della stampa, in difesa delle leggi sulla blasfemia e per per l’impiccagione della donna cristiana. 

    Intanto un giudice di primo piano del Punjab si è proposto per entrare a far parte della giuria emessa in prima istanza dall’Alta corte di Lahore e confermare la pena di morte. “Ho studiato a lungo il caso - ha dichiarato ieri il procuratore generale aggiunto Chaudhry Zubair Ahmad Farooq - e sono emerse prove e testimonianze schiaccianti a carico dell’imputata”. 

    Mons. Samson Shukardin, vescovo della diocesi di Hyderabad (nel Sindh), spiega che il governo del Punjab da solo non può influire sulla condanna di Asia Bibi. Ed è competenza della Corte suprema, aggiunge, decidere “se ascoltare o meno” l’opinione del procuratore aggiunto. Il problema, conclude il prelato, “è che vi è una grande attenzione e interesse da parte dei gruppi estremisti su una vicenda che ha assunto rilevanza internazionale”. 

    Intanto molti cristiani e esponenti di gruppi attivisti hanno espresso sui social network la loro frustrazione: Yousaf Benjamin, direttore esecutivo di Dignity First, Ong a difesa dei cristiani, ha scritto su Facebook che “i giudici sembravano impreparati” a dispetto dei 15 mesi avuti per studiare il caso. Similary Timna Khan aggiunge che “anche la giuria sa che è innocente, ma non possono giudicare a causa dei mullah che detengono la legge e il diritto nelle loro mani”. E aggiunge: “Il Pakistan ha fallito nel compito di garantire sicurezza e giustizia alle minoranze”. 

    Una ferma condanna per le proteste dei gruppi estremisti islamici viene espressa da Muhammad Tahseen, musulmano e leader di un forum che annovera oltre 50 associazioni e movimenti a difesa dei diritti umani: “Il caso contro Asia Bibi è sbagliato e le leggi sulla blasfemia andrebbero rimosse dalla Costituzione” del Paese. 

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    13/10/2016 12:08:00 PAKISTAN
    Ancora rinviata l’udienza finale per Asia Bibi. La Chiesa locale chiede di pregare

    Oggi a Islamabad si doveva svolgere l’appello finale, dopo che nel 2014 era già stato rinviato. Un giudice ha rifiutato di presentarsi, forse per timore. La donna è accusata di blasfemia, ma ha sempre negato ogni addebito. È in carcere dal 2009. Musulmani vogliono la sua “rapida impiccagione”.



    10/01/2011 PAKISTAN
    Karachi: 50mila in piazza in difesa della legge sulla blasfemia
    La marcia organizzata da leader fondamentalisti, che celebrano l’assassino di Salman Taseer come “eroe dell’islam”. Appello del papa al governo pakistano per la cancellazione della norma, perché “pretesto” per violenze e ingiustizie. Cristiani pakistani pregano per il governatore del Punjab, definito “un martire” dal quotidiano saudita Arab News.

    08/01/2011 PAKISTAN
    Punjab: l’assassino di Salman Taseer vicino ai movimenti islamici
    Mumtaz Qadri affiliato al gruppo conservatore Dawat-i-Islami. I leader fondamentalisti celebrano l’omicida e chiedono di boicottare il lutto per la morte del governatore. Domani a Karachi marcia a favore della legge sulla blasfemia. I cattolici pregano per Taseer e invocano “indagini approfondite” sulla vicenda.

    14/01/2011 PAKISTAN
    Cristiani pakistani: Sulla blasfemia il governo è ostaggio dei partiti islamici
    Leader protestanti e attivisti per i diritti umani “contrariati” dalle parole del premier, che difende la legge sulla blasfemia. Il Ministero degli interni ordina un giro di vite contro siti con “contenuti anti-islamici”. La deriva fondamentalista dell’esecutivo, che aveva promesso la revisione di norme che creano tensioni interreligiose. A Karachi proteste di piazza contro Benedetto XVI.

    13/01/2011 PAKISTAN
    Musulmani pakistani con il papa: libertà religiosa e abrogazione della legge sulla blasfemia
    Imam e studiosi contro la norma, che viene usata solo “per dirimere controversie personali”. Per fermare gli estremismi sono necessari un corretto funzionamento del sistema giudiziario e la laicità dello Stato. Il ricordo di Salman Taseer, morto perchè voleva “aiutare una donna cristiana”.



    In evidenza

    HONG KONG - CINA - VATICANO
    Messa per un sacerdote sotterraneo defunto. Il card. Zen chiede a Dio la grazia di salvare la Chiesa in Cina e la Santa Sede ‘dal precipizio’

    Li Yuan

    P. Wei Heping, 41 anni, è morto in circostanze misteriose, buttato in un fiume a Taiyuan (Shanxi). Per la polizia egli si è suicidato. Ai familiari non è stato permesso nemmeno di vedere il rapporto dell’autopsia. Per il card. Zen la Santa Sede (che “non è necessariamente il papa”) cerca un compromesso a tutti i costi col governo cinese, rischiando di “svendere la Chiesa fedele”. Giustizia e pace pubblica un libretto su p. Wei, per non dimenticare.


    VATICANO - ITALIA - USA
    Papa: non più la guerra, che ha per frutto la morte, 'la distruzione di noi stessi'



    Francesco nel giorno della Commemorazione dei defunti ha celebrato messa al Cimitero americano di Nettuno. “Quando tante volte nella storia gli uomini pensano di fare una guerra, sono convinti di portare un mondo nuovo, sono convinti di fare una ‘primavera’. E finisce in un inverno, brutto, crudele, con il regno del terrore e la morte”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®