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    » 06/12/2014, 00.00

    IRAQ-VATICANO

    Papa ai profughi cristiani di Mosul: Vi sono vicino. La vostra resistenza è martirio, rugiada che feconda



    Il videomessaggio del pontefice portato dal card. Philippe Barbarin. L'impegno in Turchia e con la comunità internazionale per una "maggiore convergenza" a risolvere i conflitti in Iraq. Il ringraziamento per la testimonianza di fede. L'8 dicembre, preghiera speciale di tutta la Chiesa per i profughi cristiani irakeni a Erbil.

    Erbil (AsiaNews) - Papa Francesco ha inviato un videomessaggio ai profughi cristiani di Mosul, rifugiati ad Erbil, in Kurdistan. L'occasione è la visita del card. Philippe Barbarin che con un centinaio di fedeli della sua diocesi di Lione, si è recato in visita ai fedeli di Mosul. Le due diocesi sono gemellate.

    Nel messaggio il pontefice rimpiange non poter essere fisicamente con i profughi, consolarli della loro sofferenza, e li ringrazia per la resistenza e la testimonianza della loro fede. Prendendo spunto da un'immagine di santa Teresa di Gesù Bambino, Francesco dice ai cristiani perseguitati che essi sono come "una canna": "voi vi piegate con dolore, ma avete questa forza di portare avanti la vostra fede, che per noi è testimonianza. Voi siete le canne di Dio oggi! Le canne che si abbassano con questo vento feroce, ma poi sorgeranno!".

    Il papa elenca poi tutti i provvedimenti e appelli che ha lanciato in Turchia a favore di cristiani, yazidi e altri perseguitati e la richiesta di una "maggiore convergenza internazionale" per risolvere i conflitti in Iraq. Francesco chiederà una preghiera speciale per i cristiani irakeni il giorno dell'8 dicembre, festa dell'Immacolata concezione.

    Ecco la trascrizione del messaggio:

    Cari fratelli e sorelle,

    vorrei salutare tutti e ciascuno di voi, insieme al Cardinale Philippe Barbarin, che nuovamente vi porta la preoccupazione e l'amore della Chiesa tutta. Anche io, vorrei essere lì, ma poiché non posso viaggiare, lo faccio così... ma vi sono tanto vicino in questi momenti di prova. Ho detto, nel ritorno dal mio viaggio in Turchia: i cristiani sono cacciati via dal Medio Oriente, con sofferenza. Vi ringrazio della testimonianza che voi date; c'è tanta sofferenza nella vostra testimonianza. Grazie! Grazie tante!

    Sembra che lì non vogliano che ci siano i cristiani, ma voi date testimonianza di Cristo.

    Penso alle piaghe, ai dolori delle mamme con i loro bambini, degli anziani e degli sfollati, alle ferite di chi è vittima di ogni tipo di violenza.

    Come ho ricordato ad Ankara, particolare preoccupazione desta il fatto che soprattutto a causa di un gruppo estremista e fondamentalista, intere comunità, specialmente - ma non solo - i cristiani e i yazidi, hanno patito, e tutt'ora soffrono, violenze disumane a causa della loro identità etnica religiosa. Cristiani e yazidi sono stati cacciati con la forza dalle loro case, hanno dovuto abbandonare ogni cosa per salvare la propria vita e non rinnegare la fede. La violenza ha colpito anche edifici sacri, monumenti, simboli religiosi e i patrimoni culturali, quasi a voler cancellare ogni traccia, ogni memoria dell'altro.

    In qualità di capi religiosi, abbiamo l'obbligo di denunciare tutte le violazioni della dignità e dei diritti umani!

    Io oggi vorrei avvicinarmi a voi che sopportate questa sofferenza, esservi vicino... E penso a santa Teresa del Bambin Gesù, che diceva che lei e la Chiesa si sentiva come una canna: quando viene il vento, la tempesta, la canna si piega, ma non si rompe! Voi siete in questo momento questa canna, voi vi piegate con dolore, ma avete questa forza di portare avanti la vostra fede, che per noi è testimonianza. Voi siete le canne di Dio oggi! Le canne che si abbassano con questo vento feroce, ma poi sorgeranno!

    Voglio ringraziare un'altra volta. Prego lo Spirito che fa nuove tutte le cose, di donare a ciascuno di voi forza e resistenza. E' un dono dello Spirito Santo. E insieme chiedo con forza, come già ho fatto in Turchia, una maggiore convergenza internazionale volta a risolvere i conflitti che insanguinano le vostre terre di origine, a contrastare le altre cause che spingono le persone a lasciare la loro patria e a promuovere le condizioni perché possano rimanere o ritornare. Io vi auguro che voi ritorniate, che voi possiate ritornare.

    Cari fratelli e sorelle, siete nel mio cuore, nella mia preghiera e nei cuori e nelle preghiere di tutte le comunità cristiane a cui chiederò di pregare, in special modo per voi, il giorno 8 dicembre, pregare la Madonna perché vi custodisca: Lei è madre, che vi custodisca.

    Fratelli e sorelle, la vostra resistenza è martirio, rugiada che feconda. Per favore, vi chiedo di pregare per me, che il Signore vi benedica, che la Madonna vi custodisca.

    Vi benedica Dio onnipotente, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

     

     

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