10/09/2017, 18.47
VATICANO-COLOMBIA
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Papa in Colombia: lavorare per la dignità di tutti, specialmente per i poveri e gli scartati

Da Cartagena, ultima tappa dal viaggio in Colombia, Francesco lancia un appello perché in Venezuela “si respinga ogni tipo di violenza nella vita politica”. La visita al santuario di san Pietro Claver, la ‘schiavo dei neri per sempre’. Egli “ha testimoniato in modo formidabile la responsabilità e l’attenzione che ognuno di noi deve avere per i fratelli”.

Cartagena (AsiaNews) – Un appello perché in Venezuela “si respinga ogni tipo di violenza nella vita politica” e un forte invito “a lavorare per la dignità di tutti i nostri fratelli, specialmente per i poveri e gli scartati dalla società, per quelli che sono abbandonati, per gli emigranti, per quelli che subiscono la violenza e la tratta” hanno segnato la mattinata dell’ultimo giorno del viaggio di papa Francesco in Colombia.

Giunto a Cartagena poco dopo le 10, ora locale, Francesco è stato accolto dall’entusiasmo che lo ha sempre accompagnato in questi giorni. E per chinarsi a salutare il Papa ha anche urtato con il viso alla struttura che copre la papamobile. Niente di grave, ma un piccolo cerotto è comparso sul viso del Papa. Che nella parrocchia dedicata a san Francesco, in uno dei quartieri più poveri della città, ha benedetto la prima pietra delle case per i Senzatetto e dell’Opera Thalita Kum, che si occupa di poveri e di bambini sfruttati. Il Papa si è anche recato alla casa della signora Lorenza (nella foto), una donna di 77 anni che da più di cinquant’anni lavora come volontaria alla mensa comunitaria.

Nel corso della visita alla parrocchia, Francesco ha recitato un preghiera: “Benedetto sii Tu, o Signore, Dio della misericordia, / che in tuo Figlio ci hai dato un esempio ammirevole di carità/ e per mezzo di Lui ci hai vivamente raccomandato / il mandato dell’amore; / degnati di ricolmare con le tue benedizioni questi tuoi servitori, / che desiderano dedicarsi generosamente / all’aiuto dei fratelli; / fa’ in modo che, nel bisogno immediato, / possano servirti fedelmente e pienamente / nella persona del loro prossimo. / Per Cristo nostro Signore. Amen”.

“Il Signore ci insegna mediante l’esempio degli umili”

Seconda tappa della giornata del Papa a Cartagena è stata la visita alla chiesa santuario dove sono conservate le reliquie di San Pietro Claver, “l’apostolo dei neri”. Prima di recitarvi l’Angelus, Francesco ha detto di aver benedetto “le prime pietre di due istituzioni destinate a persone con gravi necessità e ho visitato la casa della signora Lorenza, dove accoglie ogni giorno molti nostri fratelli e sorelle per dare loro cibo e affetto. Questi incontri mi hanno fatto tanto bene perché lì si può toccare con mano l’amore di Dio che si fa concreto, si fa quotidiano”.

“Tutti insieme – ha detto ancora - pregheremo l’Angelus, ricordando l’incarnazione del Verbo. E pensiamo a Maria, che ha concepito Gesù e lo ha portato al mondo. La contempliamo stamattina invocandola come Madonna di Chiquinquirá. Come sapete, per un lungo periodo di tempo questa immagine è stata abbandonata, ha perso il colore ed era rotta e bucata. Era trattata come un pezzo di sacco vecchio, usata senza alcun rispetto finché finì tra le cose scartate. Fu allora che una donna semplice, la prima devota della Vergine di Chiquinquirá, che secondo la tradizione si chiamava María Ramos, vide in quella tela qualcosa di diverso. Ebbe il coraggio e la fede di collocare quell’immagine rovinata e rotta in un luogo a parte, restituendole la sua dignità perduta. Seppe trovare e onorare Maria, che portava il Figlio tra le braccia, proprio in quell’oggetto che per gli altri era spregevole e inutile. In tal modo, si fece paradigma di tutti coloro che, in vari modi, cercano di recuperare la dignità del fratello caduto per il dolore delle ferite della vita, di quelli che non si rassegnano e lavorano per costruire loro un’abitazione dignitosa, per assisterli nei bisogni impellenti e, soprattutto, pregano con perseveranza perché possano recuperare lo splendore di figli di Dio che è stato loro strappato”.

“Il Signore ci insegna mediante l’esempio degli umili e di quelli che non contano. Se a María Ramos, una donna semplice, ha concesso la grazia di accogliere l’immagine della Vergine nella povertà di quella tela rotta, a Isabel, una donna indigena, e a suo figlio Miguel, ha dato la capacità di essere i primi a vedere trasformata e rinnovata la tela della Vergine. Essi furono i primi a vedere con occhi semplici quel pezzo di panno totalmente nuovo, e in esso lo splendore della luce divina, che trasforma e fa nuove tutte le cose”.

San Pietro Claver, “lo schiavo dei neri per sempre”

“E in questa chiesa pregheremo Maria, che ha chiamato sé stessa ‘la serva del Signore’, e san Pietro Claver, la ‘schiavo dei neri per sempre’, come si fece chiamare nel giorno della sua professione solenne. Egli aspettava le navi che arrivavano dall’Africa al principale mercato di schiavi del nuovo mondo. Molte volte li accoglieva solamente con gesti evangelizzatori, per l’impossibilità di comunicare, per la diversità delle lingue. Tuttavia, san Pietro Claver sapeva che il linguaggio della carità e della misericordia era capito da tutti. Di fatto, la carità aiuta a comprendere la verità e la verità esige gesti di carità. Quando sentiva ripugnanza verso di loro, baciava le loro piaghe”.

“Austero e caritatevole fino all’eroismo, dopo aver confortato la solitudine di centinaia di migliaia di persone, trascorse gli ultimi quattro anni della sua vita malato e nella sua cella, in uno spaventoso stato di abbandono. Effettivamente, san Pietro Claver ha testimoniato in modo formidabile la responsabilità e l’attenzione che ognuno di noi deve avere per i fratelli. Questo santo è stato, dagli altri, accusato ingiustamente di essere indiscreto nel suo zelo e ha dovuto affrontare dure critiche e una persistente opposizione da parte di quanti temevano che il suo ministero minacciasse il ricco commercio degli schiavi. Ancora oggi, in Colombia e nel mondo, milioni di persone sono vendute come schiavi, oppure vanno mendicando un po’ di umanità, un momento di tenerezza, prendono la via del mare o si mettono in cammino perché hanno perso tutto, a cominciare dalla loro dignità e dai loro diritti. María de Chiquinquirá e Pietro Claver ci invitano a lavorare per la dignità di tutti i nostri fratelli, specialmente per i poveri e gli scartati dalla società, per quelli che sono abbandonati, per gli emigranti, per quelli che subiscono la violenza e la tratta. Tutti costoro hanno la loro dignità e sono immagine viva di Dio. Tutti siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio, e tutti la Vergine ci tiene tra le braccia come figli amati”.

E’ dopo la recita della preghiera mariana che il Papa ha rivolto il suo pensiero al Venezuela. “Da questa località – le sue parole - desidero assicurare la mia preghiera per ciascuno dei Paesi dell’America Latina, e in modo speciale per il vicino Venezuela. Esprimo la mia vicinanza ad ognuno dei figli e delle figlie di quella amata nazione, come pure a coloro che hanno trovato in questa terra colombiana un luogo di accoglienza. Da questa città, sede dei diritti umani, faccio appello affinché si respinga ogni tipo di violenza nella vita politica e si trovi una soluzione alla grave crisi che si sta vivendo e che tocca tutti, specialmente i più poveri e svantaggiati della società. La Vergine Santissima interceda per tutte le necessità del mondo e di ciascuno dei suoi figli”.

 

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