23/08/2015, 00.00
VATICANO
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Papa: Chi è Gesù per me. In silenzio, ognuno risponda nel suo cuore. Appello per la pace in Ucraina

All’Angelus, papa Francesco invita tutti per tre volte a farsi la domanda su “Chi è Gesù per me?”.”Tutto quello che abbiamo nel mondo non sazia la nostra fame d’infinito. Abbiamo bisogno di Gesù”. La fedeltà a Dio è “fedeltà a una persona… E questa persona è Gesù”. Appello per la pace nell’Ucraina orientale.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Facciamo un attimo di silenzio e ognuno di noi in silenzio, nel suo cuore, si faccia la domanda: «Chi è Gesù per me?». In silenzio, ognuno risponda nel suo cuore”. E’ l’invito che papa Francesco ha rivolto alle decine di migliaia di pellegrini radunati oggi in piazza san Pietro per la recita dell’Angelus. All’invito del pontefice tutta la folla è rimasta in silenzio per diverse decine di secondi, prima di intonare la preghiera mariana.

Francesco ha rivolto altre due volte la stessa domanda. Prima di invitare la silenzio, aveva detto: “Ognuno di noi può chiedersi: chi è Gesù per me? È un nome, un’idea, soltanto un personaggio storico? O è veramente quella persona che mi ama che ha dato la sua vita per me e cammina con me? Per te chi è Gesù? Stai con Gesù? Cerchi di conoscerlo nella sua parola? Leggi il Vangelo, tutti i giorni un passo di Vangelo per conoscere Gesù? Porti il piccolo Vangelo in tasca, nella borsa, per leggerlo, ovunque? Perché più stiamo con Lui più cresce il desiderio di rimanere con Lui”.

E ancora alla fine del raduno, dopo i saluti ai vari gruppi, ha aggiunto: “Non dimenticatevi, questa settimana, di fermarvi ogni giorno un attimino e farvi la domanda: «Chi è Gesù per me?». E ognuno risponda nel suo cuore”.

In precedenza il papa aveva in qualche modo dato la sua risposta: “Tutto quello che abbiamo nel mondo non sazia la nostra fame d’infinito. Abbiamo bisogno di Gesù, di stare con Lui, di nutrirci alla sua mensa, alle sue parole di vita eterna! Credere in Gesù significa fare di Lui il centro, il senso della nostra vita. Cristo non è un elemento accessorio: è il ‘pane vivo’, il nutrimento indispensabile. Legarsi a Lui, in un vero rapporto di fede e di amore, non significa essere incatenati, ma profondamente liberi, sempre in cammino, aperti alle sfide del nostro tempo”.

La domanda “Chi è Gesù per me?” posta da Francesco ha preso spunto dal vangelo della domenica (21ma durante l’anno, B, Giov. 6, 60-69), in cui alla fine del discorso del “Pane della vita”, molti discepoli abbandonano Gesù: “«Questa parola è dura! – dicevano – Chi può ascoltarla?» (Gv 6,60)”.

“Di fronte a queste defezioni – ha continuato il papa -  Gesù non fa sconti e non attenua le sue parole, anzi costringe a fare una scelta precisa: o stare con Lui o separarsi da Lui, e dice ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?» (v. 67).

A questo punto Pietro fa la sua confessione di fede a nome degli altri Apostoli: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna» (v. 68). Non dice ‘dove andremo?’, ma ‘da chi andremo?’”.

“Il problema di fondo – ha spiegato - non è andare e abbandonare l’opera intrapresa, ma è da chi andare. Da quell’interrogativo di Pietro, noi comprendiamo che la fedeltà a Dio è questione di fedeltà a una persona, con la quale ci si lega per camminare insieme sulla stessa strada. E questa persona è Gesù”.

“La Vergine Maria – ha concluso - ci aiuti ad ‘andare’ sempre a Gesù per sperimentare la libertà che Egli ci offre, e che ci consente di ripulire le nostre scelte dalle incrostazioni mondane e dalle paure”.

Dopo la preghiera dell’Angelus, Francesco ha espresso la sua “profonda preoccupazione” per “il conflitto in Ucraina orientale, nuovamente inaspritosi in queste ultime settimane”.

“Rinnovo il mio accorato appello – ha aggiunto - affinché siano rispettati gli impegni presi per giungere alla pacificazione e con l’aiuto delle organizzazioni e delle persone di buona volontà, si risponda all’emergenza umanitaria nel Paese. Il Signore conceda la pace all’amata terra ucraina, che si accinge a celebrare domani la festa nazionale. Interceda per noi la Vergine Maria!”.

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