11/02/2018, 12.13
VATICANO

Papa: Col cuore rivolto a Lourdes, contempliamo Gesù medico dei corpi e delle anime

All’Angelus, papa Francesco ricorda che oggi si celebra la Giornata mondiale del malato. L’iscrizione via internet alla Giornata mondiale della Gioventù che si terrà a Panama nel gennaio 2019. La Giornata di preghiera e digiuno del 23 febbraio per la pace nella Repubblica democratica del Congo.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Contempliamo Gesù come vero medico dei corpi e delle anime, che Dio Padre ha mandato nel mondo per guarire l’umanità, segnata dal peccato e dalle sue conseguenze”: è l’invito rivolto da papa Francesco ai pellegrini radunati in piazza san Pietro per l’Angelus, che cade oggi nella memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, in cui si celebra la Giornata mondiale del malato. Per questo il papa invita a contemplare “Gesù che guarisce i malati di ogni tipo”, con “lo sguardo del cuore rivolto alla grotta di Massabielle”, appunto a Lourdes.

Dopo l’Angelus il pontefice ha ricordato che oggi si aprono le iscrizioni per la Giornata mondiale della Gioventù (gennaio 2019) e ha fatto gli auguri ai popoli dell’Estremo oriente che si apprestano a celebrare il capodanno lunare il 15 febbraio.

Prima della preghiera mariana, riferendosi al vangelo della messa di oggi (domenica 6° per anno, B, Marco 1,40-45), che racconta di Gesù che guarisce un lebbroso, egli spiega: “La sua condizione [del lebbroso] era veramente penosa, perché la mentalità del tempo lo faceva sentire impuro davanti a Dio e agli uomini. Perciò il lebbroso del Vangelo supplica Gesù con queste parole: «Se vuoi, puoi purificarmi!» (v. 40)”.

“All’udire ciò, Gesù sente compassione (cfr v. 41). È molto importante fissare l’attenzione su questa risonanza interiore di Gesù, come abbiamo fatto a lungo durante il Giubileo della Misericordia. Non si capisce l’opera di Cristo, non si capisce Cristo stesso, se non si entra nel suo cuore pieno di compassione. È questa che lo spinge a stendere la mano verso quell’uomo malato di lebbra, a toccarlo e a dirgli: «Lo voglio, sii purificato!» (v. 40). Il fatto più sconvolgente è che Gesù tocca il lebbroso, perché ciò era assolutamente vietato dalla legge mosaica. Toccare un lebbroso significava essere contagiati anche dentro, nello spirito, cioè diventare impuri. Ma in questo caso l’influsso non va dal lebbroso a Gesù per trasmettere il contagio, bensì da Gesù al lebbroso per donargli la purificazione. In questa guarigione noi ammiriamo, oltre alla compassione, anche l’audacia di Gesù, che non si preoccupa né del contagio né delle prescrizioni, ma è mosso solo dalla volontà di liberare quell’uomo dalla maledizione che lo opprime”.

“Nessuna malattia è causa di impurità: la malattia certamente coinvolge tutta la persona, ma in nessun modo intacca o impedisce il suo rapporto con Dio. Anzi, una persona malata può essere ancora più unita a Dio. Invece il peccato, quello sì che ci rende impuri! L’egoismo, la superbia, l’entrare nel mondo della corruzione, queste sono malattie del cuore da cui c’è bisogno di essere purificati, rivolgendosi a Gesù come il lebbroso: «Se vuoi, puoi purificarmi!». E ogni volta che ci accostiamo al sacramento della Riconciliazione con cuore pentito, il Signore ripete anche a noi: «Lo voglio, sii purificato!». Così la lebbra del peccato scompare, ritorniamo a vivere con gioia la nostra relazione filiale con Dio e siamo riammessi pienamente nella comunità”.

Dopo l’Angelus, il pontefice, affiancato da due giovani si è “iscritto” alla Giornata mondiale della Gioventù a Panama nel gennaio 2019, cliccando su un tablet. “Invito tutti i giovani del mondo – ha detto - a vivere con fede e con entusiasmo questo evento di grazia e di fraternità sia recandosi a Panamá, sia partecipando nelle proprie comunità”.

Facnedo poi gli auguri per il Capodanno lunare ai “milioni di uomini e donne” dell’estremo oriente e di altre parti del mondo, ha aggiunto: “Invio il mio cordiale saluto a tutte le loro famiglie, con l’augurio che in esse si vivano sempre di più la solidarietà, la fraternità e il desiderio di bene, contribuendo a creare una società in cui ogni persona viene accolta, protetta, promossa e integrata. Invito a pregare per il dono della pace, tesoro prezioso da perseguire con compassione, lungimiranza e coraggio. Tutti accompagno e benedico”.

Salutando poi la comunità congolese di Roma, ha ricordato che il 23 febbraio sarà celebrata una Giornata di preghiera e digiuno particolarmente per la Repubblica democratica del Congo.

Un ultimo pensiero è stato verso i malati: “Un particolare pensiero rivolgo ai malati che, in ogni parte del mondo, oltre alla mancanza della salute, soffrono spesso la solitudine e l’emarginazione. La Vergine Santa, Salus infirmorum, aiuti ciascuno a trovare conforto nel corpo e nello spirito, grazie a una adeguata assistenza sanitaria e alla carità fraterna che sa farsi attenzione concreta e solidale”

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