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» 18/07/2010
VATICANO
Papa: Nel cuore dell’estate, dare il primo posto all’ascolto della Parola del Signore
All’Angelus Benedetto XVI sottolinea che senza la verità e l’amore che Gesù ci dona, “le attività più importanti perdono di valore, e non danno gioia”; “tutto il nostro fare si riduce ad attivismo sterile e disordinato”.

Castel Gandolfo (AsiaNews) – Il “cuore dell’estate”, come è adesso nel’emisfero boreale, quando tutte le attività si riducono, è “un momento favorevole per dare il primo posto a ciò che effettivamente è più importante nella vita, vale a dire l’ascolto della Parola del Signore”. Benedetto XVI ha introdotto così la sua riflessione prima della preghiera dell’Angelus dal cortile di Castel Gandolfo, dove egli si è ritirato per un periodo di riposo, cancellando le udienze del mercoledì e gli incontri ufficiali.
 
Il papa sottolinea l’importanza dell’ascolto della parola del Signore, commentando il vangelo della domenica (XVI durante l’anno, C), che riporta l’episodio di Marta e Maria che ospitano Gesù (Cfr Luca, 10,38-42). Marta, la sorella “più anziana” “è tutta presa dai molti servizi, dovuti certamente all’Ospite eccezionale”; Maria, invece, “si mette a sedere ai suoi piedi e lo ascolta… rapita dalla presenza del Maestro e dalle sue parole”.
 
Alle lamentele di Marta, Gesù risponde: “Marta, Marta – e questo nome ripetuto esprime l’affetto –, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta” (10,41-42).
 
La parola di Cristo – spiega il papa - è chiarissima: nessun disprezzo per la vita attiva, né tanto meno per la generosa ospitalità; ma un richiamo netto al fatto che l’unica cosa veramente necessaria è un’altra: ascoltare la Parola del Signore; e il Signore in quel momento è lì, presente nella Persona di Gesù! Tutto il resto passerà e ci sarà tolto, ma la Parola di Dio è eterna e dà senso al nostro agire quotidiano”.
 
“Questa pagina di Vangelo – conclude il pontefice -  è quanto mai intonata al tempo delle ferie, perché richiama il fatto che la persona umana deve sì lavorare, impegnarsi nelle occupazioni domestiche e professionali, ma ha bisogno prima di tutto di Dio, che è luce interiore di Amore e di Verità. Senza amore, anche le attività più importanti perdono di valore, e non danno gioia. Senza un significato profondo, tutto il nostro fare si riduce ad attivismo sterile e disordinato. E chi ci dà l’Amore e la Verità, se non Gesù Cristo? Impariamo dunque, fratelli, ad aiutarci gli uni gli altri, a collaborare, ma prima ancora a scegliere insieme la parte migliore, che è e sarà sempre il nostro bene più grande”.

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